Breve relazione sul restauro del presepe della chiesa di San Francesco di Paola

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Nel marzo 2018 è iniziato il restauro del presepe della Parrocchia Prepositurale San Francesco di Paola e si è concluso nel mese di agosto.

L’autore del presepe, realizzato in legno e composto da 27 personaggi, è Piero Roccatagliata (1894-1981).


Le sculture non si presentavano in buono stato di conservazione. Si sono riscontrati depositi di polvere, residui di precedenti incollaggi, fratture localizzate in particolare nella parte inferiore e nei basamenti dei personaggi, svariate lacune, sbeccature e numerose mani e braccia fratturate, con perdita in alcuni casi di materiale.


L’intervento effettuato è stata una iniziale spolveratura con pennello morbido ed asciutto seguita da una delicata pulitura chimica. Successivamente è stato applicato l’antitarlo sulle basi (stesura pennello ed iniezione) per poi proseguire con la ricostruzione delle parti mancanti, realizzata per alcuni personaggi con la tecnica del calco con gomma siliconica. Dopo aver eseguito le varie stuccature ed il ritocco pittorico mimetico è stato infine applicato il protettivo finale.

Desidero ringraziare Don Enrico Magnani per avermi affidato questo incarico, Mons. Giuseppe Scotti e Fratel Michele Trabacchino per la gentile collaborazione.

 

La restauratrice

Alice Palladino


 

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Si è concluso il lavoro di restauro, curato da Davide Riggiardiper il consolidamento della pellicola pittorica dei dipinti su tavola di Ambrogio Bergognone collocate nella Sala Capitolare di Santa Maria della Passione.

In corso di aggiornamento la galleria che documenta le fasi del delicato intervento.

 

Scopri la galleria fotografica del restauro
(in allestimento) 

 

 

 


Per contribuire alle tanto gravose quanto necessarie spese per i restauri del patrimonio artistico della Comunità Santi Profeti, vista l’urgenza di intervenire in diversi casi e la difficoltà a reperire fondi per ‘salvare’ le opere, alleghiamo gli IBAN delle tre Parrocchie:

  • Parr. s. Maria della Passione               IT95U0335901600100000119594
  • Parr. s. Francesco di Paola                  IT22U0335901600100000122460
  • Parr. s. Babila                                       IT55I0335901600100000124494

(Causale: contributo per lavori e restauri)

Su richiesta viene rilasciata regolare ricevuta fiscale per le “offerte deducibili”


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Gaudenzio Ferrari, Ultima Cena, 1543, olio su tavola, Basilica di Santa Maria della Passione, transetto sx, Cappella Cicogna.  Effetto di luce dalla finestra della cappella.

 


Il dipinto dell’Ultima Cena di Gaudenzio Ferrari che è stato esposto a Novara nell’ambito della Mostra “Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari”, dal 23 marzo fino al 1 luglio 2018 (Novara, Varallo Sesia e Vercelli) è stato restituito. Già ricollocato nel transetto sinistro di Santa Maria della Passione è quindi nuovamente visibile.

Con l’occasione è stato effettuato anche un restauro della parte inferiore del dipinto che aveva subito qualche problema a causa dell’illuminazione solare nella parte bassa dell’immagine.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

La grande tavola di Gaudenzio Ferrari, l’Ultima Cena (1543), è stata rimossa dalla sua sede nel transetto sinistro per avviarsi verso Novara, dove rimarrà per alcuni mesi in occasione della Mostra “Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari”, dal 23 marzo fino al 1 luglio 2018 (Novara, Varallo Sesia e Vercelli).

INFO: https://gaudenzioferrari.it/ .


Il nostro quadro, in attesa dell’inizio dell’esposizione sarà sottoposto ad un parziale intervento di restauro, a cura della ditta Lucchini Restauri, la quale si troverà alle prese con il principale problema derivato dalla collocazione dell’opera: proteggerla dai raggi del sole che arrivano dalle finestre della cappella, molto suggestivi senza dubbio, in quanto  donano una straordinaria atmosfera alla scena mutandone la luce con le ore del giorno, ma che con il tempo  la stanno danneggiando.

L’operazione è stata condotta con i necessari permessi dell’Ufficio Beni Culturali (Curia arcivescovile di Milano) e della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano.

La grande tela è sostituita, per questo periodo, da una riproduzione fotografica, già posizionata in loco, in scala 1:1.


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