La gloria della Croce è il mistero pasquale in cui Gesù amato i suoi sino alla fine, manifestando perfettamente l’amore del Padre e presentando se stesso come il perfetto rivelatore di questo amore... La gloria della Croce è dunque un mistero di amore... La gloria della Croce realizza la comunione di tutta l’umanità con Dio e di tutti gli esseri umani tra loro…

È fin dall’inizio che Dio ci rivela il come del suo amore: un amore che inizia dal rifiuto della solitudine, e dà vita al creato, buono e bello, che prosegue nel dar origine all’umanità, uomo e donna che sono sua immagine, e diventa arcobaleno che annuncia la scelta della non distruzione dopo il diluvio, e diventa chiamata di un oscuro pastore, Abramo, per essere padre di popoli, e diventa scelta del popolo con cui fare alleanza, per dire al mondo il suo amore, e, così via, ripetendosi innumerevoli volte nella storia del popolo… Oggi, nelle parole di Gesù, il come si incarna nel dolore dei chiodi nell’annullamento di sé sulla croce, dove la morte si fa dono di vita per tutti… È un come che viene narrato, e incarnato, nella storia di Gesù, e che la Chiesa è chiamata a narrare, e incarnare, nella storia umana, testimoniando che è questo l’amore che ci unisce, ancora oggi, gli uni agli altri e ci dona un’autentica possibilità di vita… Quello di Gesù è un amore che discende, da Dio Padre sul Figlio e discende ancora dal Figlio sui discepoli suoi amici, per discendere, a sua volta, dai discepoli sugli altri uomini e donne... È un amore nel quale ci è chiesto di rimanere, ossia di restare saldi nel realizzare la volontà di Gesù, perché l’amore di Dio, diventi l’amore dei discepoli, i quali restano legati stretti a Gesù, come i tralci della vite, perché al di fuori di questo legame non avrebbero nessuna verità… Queste parole - come e rimanere - sono particolarmente importanti oggi, quando la nostra Comunità accoglie, per la prima volta, un gruppo di ragazzi e ragazze, alla tavola dell’Eucaristia… La Comunità adulta deve chiedersi quale testimonianza dà, quotidianamente, dell’amore che sa vivere, e domandarsi: il nostro amore è come quello di Gesù? Soprattutto perché i membri della Comunità sono inviati nel mondo, senza essere i potenti padroni di una loro salvezza, ma impegnandosi a vivere nella logica dell’amore e della gratuità… Compito dei discepoli è il lasciarsi commuovere dalla miseria umana, facendosi gratuitamente prossimo a chi soffre e mettendosi al servizio dell’essere umano ferito, con intelligenza e creatività… Impegnati a camminare con le donne e gli uomini della storia, guardandoli con la simpatia dello stesso sguardo di Gesù, compassionevole verso ogni debolezza umana… Un cammino continuamente rinnovato, che condivida l’esistenza di tutti, nella prossimità di un incontro personale… don Enrico