L’episodio della cacciata dei venditori del tempio non è la loro condanna: forse, nelle vendite, facevano un qualche passaggio non del tutto onesto, ma non erano loro i veri ladri e malfattori... Infatti, quelli che Gesù vuole coinvolgere, nel suo gesto spettacolare, sono i grandi responsabili della vita spirituale del suo popolo... Il clamoroso gesto di Gesù si pone nella grande tradizione dei profeti, ai quali, spesso, Dio domandava di porre segni profetici per la conversione… Il testo, infatti, riguarda, il significato profondo e la vera ragione dell'esistenza del tempio di Gerusalemme… La Liturgia accompagna, oggi, il testo evangelico a quello del Libro dei re, dove si narra della nube divina che prende possesso del tempio, ma è da ricordare che, quando nacque l’ipotesi della costruzione del Tempio, Dio non si era mostrato del tutto d’accordo con questa idea (2 Samuele 7)… Quasi Dio presentisse quello che ora Gesù denuncia e condanna... Gesù, citando Isaia e Geremia, denuncia il degrado e il tradimento della fede, poiché il culto del tempio era divenuto, via via, motivo di scandalo: lì, dove si doveva celebrare il grande incontro d’amore tra Dio e il suo popolo, luogo che doveva essere di supplica e di lode e, insieme, di pentimento e di perdono, era divenuto una spelonca di ladri, o, forse, meglio, come dice l’evangelo di Giovanni, un luogo di mercato… Il rapporto tra Dio e il popolo era deviato e ferito dalle regole sacerdotali: i sacrifici, creati per rendere visibile la relazione di Dio con gli umani, erano divenuto un mercato, uno scambio, una bottega... Da ciò che si faceva e da quanto si offriva, ne conseguiva un premio: e il rapporto puro e profondo con Dio era divenuto un mercato dove si comperavano perdono, salvezza, e aggiustamento della coscienza... Cacciare i venditori poneva fine al mercato pseudoreligioso, e faceva riscoprire la pienezza di un legame d’amore... Solo Matteo ci narra che, cacciati i venditori c’è un nuovo ingresso nel tempio: entrano ciechi e storpi che Gesù guarisce.... Ecco il senso di questo luogo d'incontro con Dio: cercare e ricevere il bene che Egli vuole donare a tutti, a partire da chi è in condizione più ferita... Dopo pochi anni il vecchio tempio di Gerusalemme sarà distrutto, risplenderà soltanto un Tempio nuovo: Gesù stesso! Quel Gesù che purificherà la storia umana insegnando, nell’evangelo, che la vera preghiera purificata è sempre unita alla carità verso i poveri… don Enrico

La predizione della passione apre per i discepoli prospettive nuove, prospettive ben diverse da quelle che si attendevano per aver seguito Gesù… Era stato un momento di grande sgomento tra i dodici quando Gesù, per la prima volta, parlò apertamente del rischio che era vicino, aggiungendo che la sua missione l’avrebbe portato al dono totale, alla morte... Pietro intervenne subito, e preso da parte Gesù, lo ammonì meglio non fare questi discorsi, scoraggiano il morale, appaiono fuori luogo… Pietro voleva insegnare a Dio come salvare il mondo! Gesù reagì in modo durissimo: il tuo parlare è demoniaco... Ed ora Pietro, con gli altri, è chiamato a rimettersi in cammino, con l’invito, senza scampo, di seguire i passi di Gesù e la sua logica... La logica di un Dio amante, appassionato dell’umanità e che ama lasciando libertà, soffrendo solo della mancanza d’amore dell’altro... È per questo che Gesù intravede un ultimo gesto totale, un'ultima possibilità: le parole non bastano, neppure i segni prodigiosi, nemmeno la tenerezza… Per seguirlo occorre consegnarsi, compiere il gesto paradossale della croce: Dio non ama la sofferenza, sia chiaro, ma, talora occorro gesti di scelta dura, una rinuncia, una morte a se stessi, una sofferenza per sostenere l’altro... A volte il discepolo, come il Maestro, è chiamato ad amare fino a perdersi... Chissà quale potrà essere il modo di scegliere di portare, oggi, una croce; magari un piccolo gesto, apparentemente insignificante: come quello di Davide che sceglie di apparire un uomo da nulla - le dure parole della moglie Mical che lo vede danzare tra i servi, mezzo nudo - pur di onorare il Signore, danzando davanti a lui per rendergli onore… E, allora, prendere la croce e rinnegare se stessi, non è autolesionismo misticheggiante, ma una proposta di vita che contraddice la logica mondana dell’autorealizzarsi... Rinnegare se stessi è la piena realizzazione di se stessi: significa vincere il falso io, l'egoismo, radice di tutti i mali... Quando l’essere umano vuole affermarsi facendosi ricco, potente e orgoglioso, si inganna totalmente: in un circolo vizioso, illude se stesso... Potrà realizzarsi solo scegliendo di diventare come il suo Dio, di cui è immagine: il Dio che è amore, dono, servizio, povertà, umiltà… Gesù propone di realizzarsi in una vita di dono, apertura, accoglienza: il paradosso del ritrovarsi, perdendosi per gli altri. Il discepolo condivide con Gesù la sofferenza e la morte, per vivere, con lui, la potenza della sua risurrezione… don Enrico