Anche questa Domenica, ultima del mese,  la nostra Commissione Caritas, rivolge un invito a tutti i parrocchiani. Come già abbiamo sperimentato negli scorsi mesi, vogliamo ascoltare le richieste di aiuto che ci vengono da alcuni Centri di ascolto (in particolare della Comunità parrocchiale del santo Curato d’Ars al Giambellino). Per questa volta, chiediamo di portare in s. Maria della Passione: generi alimentari non deperibili e oggetti per l’igiene personale (sapone, detersivo, shampoo, dentifricio).     Grazie!  

Gesù ha appena iniziato il cammino di annuncio dell’Evangelo: si è allontanato dalla Giudea e si rivolge al popolo Samaritano oggi rappresentato da una donna senza nome popolo che aveva mescolato la fede nel Dio dei padri, e della terra promessa, con altri dei locali, i Baal, cioè i signori, e anche i mariti… I Samaritani stanziati nella terra di Israele, al momento dell’esilio ebraico, avevano male accolto le pretese giudaiche al ritorno dall’esilio, che volevano ristabilire la tradizione dei Patriarchi e la loro fede nel Dio unico... Luogo del confronto, e dell’avvio del dialogo tra i due mondi ostili, è un pozzo, quello che Giacobbe aveva donato al figlio Giuseppe... L’ora dell’incontro è la sesta ora, il mezzogiorno, quando non si andava al pozzo, ma è anche l’ora della passione in Gerusalemme, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra… La sete e la fatica di Gesù, forse, non sono soltanto un dato profondamente umano, ma prefigurano la fatica del portare avanti una missione, contro opposizioni e tradimenti, anche di coloro che sono i suoi, ossia i giudei... Gesù siede al pozzo, alla sorgente, e dichiara di essere la nuova fonte, quella a cui tutti potranno d’ora in poi abbeverarsi... Il pozzo di Giacobbe era un dono di Dio, Gesù è un dono totalmente nuovo: non pozzo di acqua stagnante, ma una sorgente in cui zampilla l’acqua della parola e dello Spirito… Ma questa nuova sorgente vuole prima farsi mendicante di acqua una sete fisica che diventerà anche la sua fame... Un mendicante, più forte di schieramenti, culture, e inimicizie religiose, si rivolge a una donna, soggetto, allora, inferiore, sconveniente e impura, per iniziare dialogo e avviare, con coraggio, una relazione nuova... Gesù, nella sua povertà, chiede acqua: dammi da bere, ma sarà poi la donna a farsi mendicante: Signore, dammi di quest’acqua... La povertà condivisa diventa incontro di verità: Gesù, che prende per mano la donna e il suo popolo, e trasforma l’opposizione e la diffidenza in curiosità, in sorpresa, e ne fanno scaturire la testimonianza… Abbiamo bisogno di porci domande vere sulle nostre pretese di diversità: differenze di cultura, teologia, cammino e orientamento non possono spaventare, ma devono diventare punto di partenza per la relazione con l’altro, e mai più essere barriere insormontabili che dividono e condannano...   don Enrico

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