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AUTORE
SOGGETTO
DESCRIZIONE
Artista lombardo.
Attribuito anche a B. Luini e P.F. Sacchi
dati anagrafici
riferimenti bibliografici

risorse web

Disputa di Gesù nel tempio
datazione
collocazione
Basilica di Santa Maria della Passione
Milano

VI cappella sx - altare

note sull'opera

 AA.VV. Santa Maria della Passione e il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, Silvana Editoriale, Milano 1981.

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AUTORE
SOGGETTO
Salita di Cristo al monte Calvario
datazione
1579
Opera datata e firmata
collocazione
Basilica di Santa Maria della Passione
Milano

VI cappella sx - parete dx

note sull'opera
DESCRIZIONE

“Tra i monaci della Passione cultori d’arte, c’è anche chi ha tentato con successo la pittura (…); È quel Pietro Bacchi da Bagnara, canonico regolare, che delinea la popolata scena del Calvario nella quale, alla moda dei fiamminghi, si percorrono le tappe del cammino di Cristo dall’incontro con le donne sulla porta di Gerusalemme fino alla morte in croce ed alla sepoltura.

Il pittore, contrassegnando il suo quadro, composto per la Cappella del Calvario nel 1579, lo firma con religiosa modestia in un piccolo cartiglio: ‘Orate Deum pro anima huius pictoris’.

I suoi personaggi ed i grandi cavalli e cavalieri sono ripresi dalle incisioni del Dürer: il risultato che ne deriva fa di questo quadro un ponte tra la pittura lombarda del ‘500 e quella tedesca coeva”.


Carlo Costamagna, Origini e storia  della basilica e del monastero di Santa Maria della Passione.

 AA.VV. Santa Maria della Passione e il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, Silvana Editoriale, Milano 1981.

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AUTORE
SOGGETTO
Salita di Cristo al monte Calvario
datazione
1579
Opera datata e firmata
collocazione
Basilica di Santa Maria della Passione
Milano

VI cappella sx - parete dx

note sull'opera
DESCRIZIONE

“Tra i monaci della Passione cultori d’arte, c’è anche chi ha tentato con successo la pittura (…); È quel Pietro Bacchi da Bagnara, canonico regolare, che delinea la popolata scena del Calvario nella quale, alla moda dei fiamminghi, si percorrono le tappe del cammino di Cristo dall’incontro con le donne sulla porta di Gerusalemme fino alla morte in croce ed alla sepoltura.

Il pittore, contrassegnando il suo quadro, composto per la Cappella del Calvario nel 1579, lo firma con religiosa modestia in un piccolo cartiglio: ‘Orate Deum pro anima huius pictoris’.

I suoi personaggi ed i grandi cavalli e cavalieri sono ripresi dalle incisioni del Dürer: il risultato che ne deriva fa di questo quadro un ponte tra la pittura lombarda del ‘500 e quella tedesca coeva”.


Carlo Costamagna, Origini e storia  della basilica e del monastero di Santa Maria della Passione.

 AA.VV. Santa Maria della Passione e il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, Silvana Editoriale, Milano 1981.

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