Preparare il Presepio…

arsiv

Exemple

Preparare il Presepio…


Preparare il Presepio significa iniziare a celebrare, nella nostra casa, Chiesa domestica, la venuta tra noi del mistero di un Dio che ha scelto la carne umana come luogo della sua “tenda” tra noi, e che, ancora, sceglie la nostra fragilità come luogo della forza dell’amore che si dona.

Preparare il Presepio significa dare una dimensione religiosa alla vita quotidiana: un uomo e una donna che sanno resistere allo sconvolgimento delle loro esistenze da parte dell’irrompere di Dio nel loro quotidiano. E sanno diventare affidatari del mistero di Dio accogliendo la misteriosa nascita di un fragile bimbo da custodire, da difendere e, cosa ancor più difficile, da educare al suo divenire il Messia atteso dai giusti di Israele.

Preparare il Presepio significa ritornare alla nostra storia, fatta di luci ombre, come ogni storia, e dare alla storia nostra, e di tutti, una dimensione teologale, affermando che Dio la abita e la santifica nel suo scorrere quotidiano.

Preparare il Presepio significa aggiungere un tocco di bellezza alle nostre case, che sono belle non perché ricche o sontuose, ma belle perché in esse vi abita la comunione di vita, quella comunione fatta di cammini insieme, di fatiche comuni, di affetti condivisi, di baruffe riconciliate, di sentimenti spesso nascosti o taciuti, ma sempre intensi.

Deporre in casa il segno di una fatica del vivere (il povero artigiano e la fanciulla rapita dal mistero di Dio), ma, insieme, di una volontà di camminare congiunti (Giuseppe non temere di prendere con te Maria…). Porre il segno del Presepio è adornare una casa di ulteriore bellezza. È questa “bellezza che salverà il Natale” (d. Angelo).

Chi possiede le statuette le disponga con affetto e un po’ di fantasia; chi non le possiede può anche esporre, in casa, soltanto un’immagine e un lume: un presepio complesso, oppure uno semplicissimo, ha valore uguale davanti al nostro celebrare l’Amore, fatto carne, di Dio.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il presepe nelle chiese della Comunità
Read More →
Exemple

Lettura del profeta Baruc 1, 15a; 2, 9-15a

Direte in quei giorni: «Il Signore ha vegliato su questi mali e li ha mandati sopra di noi, poiché egli è giusto in tutte le opere che ci ha comandato, mentre noi non abbiamo dato ascolto alla sua voce, camminando secondo i decreti che aveva posto davanti al nostro volto. Ora, Signore, Dio d’Israele, che hai fatto uscire il tuo popolo dall’Egitto con mano forte, con segni e prodigi, con grande potenza e braccio possente e ti sei fatto un nome, qual è oggi, noi abbiamo peccato, siamo stati empi, siamo stati ingiusti, Signore, nostro Dio, verso tutti i tuoi comandamenti. Allontana da noi la tua collera, perché siamo rimasti pochi in mezzo alle nazioni fra le quali tu ci hai dispersi. Ascolta, Signore, la nostra preghiera, la nostra supplica, liberaci per il tuo amore e facci trovare grazia davanti a coloro che ci hanno deportati, perché tutta la terra sappia che tu sei il Signore, nostro Dio».


Salmo 105 (106)

Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.

Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie. R

Non si ricordarono della grandezza del tuo amore
e si ribellarono presso il mare, presso il Mar Rosso.
Ma Dio li salvò per il suo nome,
per far conoscere la sua potenza. R

Molte volte li aveva liberati,
eppure si ostinarono nei loro progetti
e furono abbattuti per le loro colpe;
ma egli vide la loro angustia, quando udì il loro grido. R

Si ricordò della sua alleanza con loro
e si mosse a compassione, per il suo grande amore.
Salvaci, Signore Dio nostro, radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo. R


Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 7, 1-6a

O forse ignorate, fratelli – parlo a gente che conosce la legge – che la legge ha potere sull’uomo solo per il tempo in cui egli vive? La donna sposata, infatti, per legge è legata al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è liberata dalla legge che la lega al marito. Ella sarà dunque considerata adultera se passa a un altro uomo mentre il marito vive; ma se il marito muore ella è libera dalla legge, tanto che non è più adultera se passa a un altro uomo.
Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla Legge per appartenere a un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio. Quando infatti eravamo nella debolezza della carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla Legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte. Ora invece, morti a ciò che ci teneva prigionieri, siamo stati liberati dalla Legge per servire secondo lo Spirito, che è nuovo.


✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni 8, 1-11

In quel tempo. Il Signore Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Read More →
Exemple

Perchè così soli?


Affidiamo alle preghiere di tutti la sorte del popolo curdo; le Chiese cristiane unanimemente condannano l’attacco turco e pregano per la pace in Siria.

Condividiamo con speranza le parole di Papa Francesco:

“Il mio pensiero va ancora una volta al Medio Oriente. In particolare, all’amata e martoriata Siria da dove giungono nuovamente notizie drammatiche sulla sorte delle popolazioni del nord-est del Paese, costrette ad abbandonare le proprie case a causa delle azioni militari: tra queste popolazioni vi sono anche molte famiglie cristiane.
A tutti gli attori coinvolti e anche alla Comunità Internazionale; per favore, rinnovo l’appello ad impegnarsi con sincerità, con onestà e trasparenza sulla strada del dialogo per cercare soluzioni efficaci”.


Se volete inviarci un pensiero o una preghiera per esprimere, anche qui, la vicinanza a queste persone così duramente colpite, scriveteci a: info@santiprofeti.it.
Il vostro intervento, se approvato, verrà pubblicato nelle sezioni Pensieri prossimi o Preghiere dei fedeli. Grazie

 

 

Read More →
Exemple

Tradizione vuole che nei terreni in cui sorgerà il complesso della Passione, nel ritmo lento della vita legato alla natura, fosse presente fin dalla metà del 1400, una cappellina, meta di pellegrinaggi popolari, che custodiva questa immagine affrescata di Maria con Gesù morto sulle ginocchia, icona della partecipazione di Madre alla Passione del Figlio.
Pare probabile che si tratti di quella ‘cappellam parvam’ a cui si riferì lo stesso fondatore Monsignor Birago nell’atto notarile del 1485, descrivendo le sue proprietà oggetto del legato a favore dei Canonici Lateranensi. L’effigie ispirò così la dedicazione.
Nel 1590, in seguito ad una testimonianza di miracolo, l’affresco venne traferito all’interno della Basilica, nella V cappella di dx, dove ancora si trova. Probabilmente in questo momento fu anche fortemente rimaneggiato.
Il culto di questa immagine, anticamente affidato alla Confraternita “S. Maria de Passione extra portam Tonsam”, continua ancora oggi, richiamando i fedeli all’altare dell’Addolorata, in particolare nel mese di settembre a lei dedicato.

Scopri di più: visita la pagina dedicata all’antico affresco di S. M. della Passione >

Read More →

In occasione della memoria di San Giovanni Bosco, Giovedì 31 Gennaio, i Catechisti dell’Iniziazione cristiana sono convocati per una preghiera comune. Ci si troverà nella chiesa di San Francesco di Paola, alle ore 18.45 per le celebrazione dei Vespri cui seguirà un momento di “comunicazione nella fede”.
Al termine vi sarà una piccola occasione di festa comune.

Read More →
Exemple

La liturgia della Parola ci ha condotti, passo passo,
a rileggere il Primo Testamento, storia divina e umana,
storia di luce e ombra, di peccato umano e fedeltà dell’amore divino…

La lettura viene, oggi, conclusa dal caso dei sette fratelli e del loro martirio:
veniamo così preparati alla violenta conclusione del Primo Testamento,
quella che ricorderemo, tra pochi giorni,
con la memoria del martirio di Giovanni il Precursore di Gesù…

Il libro dei Maccabei aveva già narrato di persecuzioni di singoli,
ora giungiamo ad un martirio corale: sette fratelli…
È una intera comunità, con la madre di questi sette fratelli,
un’immagine che immediatamente conduce a Gerusalemme e i suoi figli…
C’è la presenza di tutto il popolo sulla scena,
il popolo che subisce la persecuzione, il popolo che ha Gerusalemme per madre…

Il racconto, cruento e feroce, è mutilato nella lettura liturgica:
ne leggiamo, essenzialmente, la conclusione
quando la madre interviene usando la lingua paterna…
Usa la lingua di Dio, è la lingua della rivelazione, è la lingua biblica…
La madre insegna ai figli come si parla con il padre, come ci si rivolge al padre,
come si risponde alla chiamata del padre…
Questa madre ha generato i suoi figli per la vita,
quindi per insegnare a vivere in comunione con il padre,
pronta a testimoniare che i figli nati da lei sono generati per la resurrezione…

Antioco si sente preso in giro perché parlano una lingua che egli non comprende,
non può comprenderla, perché è la lingua di Dio, la lingua dell’amore,
e quando chiama la madre per dirle una possibilità di salvezza per il figlio,
lei usa di nuovo la lingua del padre per una estrema esortazione…

La madre invoca il martirio del figlio,
invoca, attraverso il martirio del figlio, la misericordia di Dio,
quella che ricompone la famiglia del suo popolo:
ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli, nel giorno della misericordia…

È una fiducia assoluta, confidando pienamente nel Signore:
i fratelli, il popolo, l’ultimo e, con lui, questa fiducia totalmente riposta in Dio…
È l’ultimo, non ci sono previsioni possibili, non ci sono recuperi immediati,
non ci sono prospettive di rivincita: è l’opera di Dio che si compie,
è la misericordia di Dio che apre una storia nuova
confidando pienamente nel Signore…

don Enrico

Read More →
Exemple

E il Signore Dio disse: “Non è bene che l’uomo sia solo…
È davvero strano che Dio veda l’essere umano come solo,

perché l’adamah – il terrestre – in realtà non è solo: c’è Dio con lui…

Con l’adamah c’è il Dio che ha ordinato cose meravigliose per creare un giardino,
il Dio che è aiuto e protezione, che gli affida il compito di custodire e coltivare,
che passeggia con lui alla brezza della sera…


In realtà questa tenerezza che Dio usa verso Adamo,

è una rivelazione splendida dell’essenza del Creatore:
non è bene che l’uomo sia solo,
perché l’adamah è fatto a immagine e somiglianza di Dio,
e la comunione dell’amore, della Trinità d’amore, ne è il tratto essenziale…
Ecco che, sin dall’inizio, Dio dice sull’umanità intera questa parola,
una parola importante contro la solitudine e per la comunione…

Perché l’adamah non resti solo, e necessario che Dio parli ancora:
Voglio fargli un aiuto…

Povero il pensiero umano che è riuscito a pensare alla la donna come ad un aiuto,
visto spesso come inferiore all’uomo per onore e dignità…

È facile dimenticare che Dio la pensa come un aiuto che gli sia simile

Ma la prima parola di Adamo, quando vede la donna è meravigliosa:
Essa è carne della mia carne, e osso delle mia ossa,

è come me, non è altro, non è meno…
L’uomo e la donna sono degni dello stesso onore perché entrambi creati da Dio: non si tratta solo di una parità legale o biologica,
è piuttosto l’affermazione che, stando di fronte l’uno all’altra,
l’uomo e la donna si rivolgono le stesse parole e diventano unità d’amore…
Per questo, nella parola nuova del Vangelo, Gesù riconferma la parola antica:
L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie
e i due diventeranno una carne sola…

Una carne sola, perché anche la consegna all’uomo di tutte le creature, alle quali, come un vero sapiente, partecipe della sapienza di Dio,
è capace di dare il nome,
non può soddisfare l’esigenza di quell’aiuto che gli sia simile:
questo potrà essere solo una donna, tratta dall’uomo…

E l’uomo riconosce con gioia che questa creatura
è veramente quella che sola lo fa essere quello che egli è:
l’immagine di Dio!

don Enrico

Read More →
Exemple

Come Gesù


Gesù è a Gerusalemme, nella stanza al piano superiore,
parla durante l’ultima sua cena…
Anche Stefano a Gerusalemme, nello spazio infuocato del Sinedrio,
a pochi istanti dalla sua morte, dalla sua lapidazione…
Gesù sussurra il suo testamento: emozioni, timori, distacchi…
Stefano proclama la sua fede tra falsi testimoni e vili accuse…

Gesù prega: abbraccia il mondo, intercede per i suoi e per chi crederà in lui…
E ricorda: con la stessa passione che l’ha accompagnato nel suo cammino…

Chissà, in quell’ultima sera, quanti volti sono trascorsi nella mente :
il volto di un uomo e una donna ai quali aveva salvato la festa del matrimonio,
il volto, con gli occhi vuoti, del cieco nato, reso alla gioia della luce,
il volto della chiacchierata donna di Samaria, cui dava l’acqua per la vita eterna,
il volto della peccatrice, donna confinata nel giudizio spietato, ormai perdonata,
il volto di tante donne e di tanti uomini, cui aveva svelato il volto di Dio…

Ma, forse, Gesù già intuiva altri volti:
il volto ghignante dei potenti che lo insultavano sotto la croce: salva te stesso,
il volto colmo di lacrime di Pietro, dopo il canto del gallo,
il volto colmo di sonno dei discepoli, incapaci di vegliare un’ora con lui,
il volto del potente romano, colmo delle viltà dell’autorità corrotta e pavida,
il volto della Madre, in piedi sotto la croce, straziata nell’animo,
il volto del ladro crocifisso, implorante un posto nel “paradiso”,
volti di uomini e donne…
E il volto del Padre: Tu, Padre – dice – hai dato potere al Figlio
gli hai dato potere su ogni essere umano perché egli dia la vita eterna…

Un Padre che dona ogni potere al Figlio,
perché l’Uomo-Dio possa donare liberamente la propria vita,
non per celebrare se stesso,
ma per celebrare la liberazione di un’umanità senza volto
(perché il volto l’aveva smarrito nel giorno del peccato)
che ormai riacquista il volto colmo di dignità della nuova creazione…

Ed anche Stefano – il volto come quello di un angelo –
ricorda i volti dei poveri cui prestava il servizio diaconale,
e vede i volti degli accusatori sempre più inferociti dalla sua forza,
e prega come Gesù, in comunione con Gesù, nel ricordo delle meraviglie di Dio,
contemplando il volto stesso di Gesù, nella sua ultima ora…
Come Gesù e per Gesù, da lui sostenuto, in vita e in morte….
Perché non pregare che possa essere così anche per noi?

don Enrico

Read More →

Benedizione delle ceneri: a tutte le Messe della giornata si compie il rito della benedizione e dell’imposizione delle ceneri.


La “Imposizione delle ceneri” è il gesto che, nella liturgia ambrosiana, si compie nella liturgia del I Lunedì di Quaresima al termine della celebrazione dell’Eucaristia. Al credente che inizia la Quaresima viene posta sul capo della cenere come segno di pentimento e di volontà di conversione. Per questo, mentre riceve le ceneri si sente rivolgere l’appello “Convertiti e credi al vangelo”, oppure “Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai”.

Spargersi il capo di cenere è nella Bibbia un gesto di umiliazione e di pentimento di fronte al Signore per i peccati commessi.
In un antico testo della liturgia morava si trova un altro gesto legato alle ceneri. Esse non sono poste sul capo come segno di pentimento ma nelle mani del penitente per ricordare a lui ciò che Dio fa dei suoi peccati quando egli invoca il perdono, e come essi sono purificati dal fuoco della sua misericordia. Questa è un’altra possibile e suggestiva interpretazione del segno delle ceneri che la tradizione cristiana ci consegna. Il suo significato spirituale può orientare anche il nostro cammino quaresimale.

Queste le parole che nella liturgia morava delle ceneri il celebrante rivolge ai fedeli:

“Riceviamo ora nelle nostre mani le ceneri.
Possiamo guardarle e ricordarci del fuoco
e della purificazione che l’amore del Signore
attuerà nel nostro giorno:
noi non siamo destinati a essere cenere
ma alla vita eterna,
vita di Cristo risorto per sempre”.

Ogni fedele riceve le ceneri nelle mani e il celebrante dice a ciascuno:
“Davanti al Signore i tuoi peccati pesano come questa cenere. Va’ in pace!”

Read More →