Mio Dio… (Etty Hillesum)

arsiv

Exemple

Mio Dio, sono tempi tanto angosciosi.
Stanotte per la prima volta ero sveglia
al buio con gli occhi che mi bruciavano,
davanti a me passavano immagini
su immagini di dolore umano.
Ti prometto una cosa, Dio,
soltanto una piccola cosa:
cercherò di non appesantire l’oggi
con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani –
ma anche questo richiede una certa esperienza.
Ogni giorno ha già la sua parte.
Cercherò di aiutarti
affinché tu non venga distrutto
dentro di me,
ma a priori non posso promettere nulla.
Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me,
e cioè che tu non puoi aiutare noi,
ma che siamo noi a dover aiutare te,
e in questo modo aiutiamo noi stessi.
L’unica cosa che possiamo salvare di questi tempi,
e anche l’unica che veramente conti,
è un piccolo pezzo di te in noi stessi, mio Dio.
Forse possiamo anche contribuire a disseppellirti
dai cuori devastati di altri uomini.
Sì, mio Dio, sembra che tu non possa far molto
per modificare le circostanze attuali
ma anch’esse fanno parte di questa vita.
Io non chiamo in causa la tua responsabilità,
più tardi sarai tu a dichiarare responsabili noi.
E quasi a ogni battito del mio cuore,
cresce la mia certezza: (…)
tocca a noi aiutare te,
difendere fino all’ultimo la tua casa in noi.
Esistono persone che all’ultimo momento
si preoccupano di mettere in salvo
aspirapolveri, forchette e cucchiai d’argento –
invece di salvare te, mio Dio.

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