EIS TO AGHION PASCHA

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EIS TO AGHION PASCHA


Con le parole del “preconio pasquale” nella versione della liturgia orientale iniziamo insieme questa giornata di Pasqua!


EIS TO AGHION PASCHA

È la Pasqua
la Pasqua del Signore, gridò lo Spirito.
Non una figura, non un mito, non un’ombra
ma la Pasqua vera del Signore.

O tu che sei veramente solo tra i soli e tutto in tutti!

Accolgano il tuo spirito i cieli e il paradiso la tua anima ma il tuo sangue l’abbia la terra…

O danza mistica! O festa dello Spirito!
O Pasqua divina che scende dal cielo sulla terra
e dalla terra sale di nuovo al cielo!

O festa nuova e universale, assemblea cosmica!
Per tutti gioia, onore, cibo, delizia:
per mezzo tuo sono state dissipate
le tenebre della morte
la vita fu estesa a tutti
le porte dei cieli sono state spalancate.

Dio si è mostrato uomo e l’uomo è stato fatto Dio.
Sono state spezzate le porte dell’inferno,
e infrante le barriere invalicabili.

Il popolo di laggiù risuscitò da morte
e dalla terra si levò un cantico:

O Pasqua divina, il Dio del cielo nella sua generosità
ora si unisce a noi nello Spirito:
per lui è piena la grande sala delle nozze.
E tutti portano la veste nuziale
nessuno è gettato fuori perché non ha la veste nuziale!
Se qualcuno ama il Signore goda di questa lieta festa!
E chi è servitore fedele
entri con allegrezza nella gioia del suo Signore.

E chi ha faticato digiunando
riceva ora la sua ricompensa.

Chi ha lavorato dalla prima ora
riceva oggi il giusto salario;
chi è arrivato dopo la terza
sia lieto nel rendere grazie;
chi è giunto dopo la sesta
non esiti: non riceverà alcun danno;
chi ha tardato fino alla nona
venga senza esitazione;
chi è arrivato solo all’undicesima
non tema per il suo ritardo.

Il Padrone è generoso:
accoglie l’ultimo come il primo
concede il riposo all’operaio dell’undicesima ora
come a quello che ha lavorato fin dalla prima.

Entrate tutti nella gioia del Signore nostro;
primi e secondi, ricevete la ricompensa;
ricchi e poveri, danzate insieme;
temperanti e spensierati, onorate questo giorno: abbiate o no digiunato rallegratevi oggi!

Nessuno pianga la sua miseria: il regno è aperto a tutti.
Nessuno si rattristi per i suoi peccati:
il perdono si è levato dal sepolcro.
Nessuno tema la morte:
ci ha liberati la morte del Salvatore
la distrusse mentre era stretto
da essa punì l’inferno entrando nell’inferno.

L’aveva previsto Isaia quando gridava:
L’inferno fu amareggiato.
Signore Gesù Cristo,
quando l’inferno s’incontrò con te fu amareggiato perché fu distrutto
fu amareggiato perché fu ingannato.
Ha rapito un corpo mortale e si è trovato davanti a Dio ha preso la terra e ha incontrato il cielo
ha afferrato il visibile e si è imbattuto nell’invisibile. Dov’è, o morte, il tuo pungolo?
Dov’è, o inferno, la tua vittoria?
Cristo è risorto e tu sei stato distrutto.
Cristo è risorto e i demoni sono caduti.
Cristo è risorto e gli angeli si rallegrano.
Cristo è risorto e nessun morto resta nel sepolcro.
Cristo, risorto da morte,
è il primogenito di tra i morti, il Vivente!
A lui gloria e potenza nei secoli dei secoli!

Amen.

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