Il Libro di Rut. Ultimo incontro di lettura biblica in S. Pietro in Gessate

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Lunedì 24 maggio si concludono gli incontri biblici della stagione 2020/2021; la lettura comunitaria degli Atti degli Apostoli è terminata lunedì scorso; è stato un percorso lungo e molto coinvolgente che ha meditato i passi missionari della chiesa apostolica ed in particolare delle figure protagoniste di Pietro e Paolo.
Durante l’ultimo incontro sarà fatta lettura del libretto di Rut, il testo che veniva letto nel giorno di Pentecoste. Si tratta di uno dei cinque meghillot (in ebraico “rotoli”), libri utilizzati in sinagoga soprattutto nelle adunanze liturgiche. Il libro della giovane donna moabita con il racconto del suo spigolare dietro ai mietitori dell’orzo offre lo sfondo coerente con il tema della festa di Pentecoste, quella che festeggia il primo raccolto dell’orzo e del grano e ne ringrazia Dio. Ecco spiegato il motivo della scelta del testo per la lettura di lunedì 24 in San Pietro in Gessate (ore 10 in presenza): siamo all’indomani della nostra Pentecoste.
Al termine dell’incontro sarà deciso il tema biblico per il nuovo anno 2021/2022.

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Lettura del Siracide


Il testo affrontato ogni lunedì, in San Pietro in Gessate (sacrestia), nel 2018-2019 è stato il Libro del Siracide, da sempre un importante riferimento per la formazione cristiana.

Gli incontri sono stati condotti da don E. Cantù e don A. Casolo.


Siracide… “chi era costui?”

Un libretto di genere “sapienziale”, prende il titolo dal nome del suo autore; egli nel prologo così ci racconta: «Mio nonno Gesù, dopo essersi dedicato per tanto tempo alla lettura della legge, dei profeti e degli altri libri dei nostri padri, avendone conseguito una notevole competenza, fu indotto a scrivere qualcosa anche da parte sua, su ciò che riguarda la dottrina e la sapienza, affinché, venendolo a conoscere quanti amano lo studio, possano progredire sempre più nel vivere in maniera conforme alla legge». Poi in chiusura afferma, presentandosi: “Un insegnamento di sapienza e di scienza ha condensato in questo libro Gesù, figlio di Sirach, figlio di Eleazaro, di Gerusalemme” (50, 27)
Il libro era conosciuto fino al secolo scorso soltanto nella versione greca, ma i ritrovamenti di Qumran e Masada hanno consentito di ricostruire quasi tutto il testo ebraico originale; fu dato in passato un titolo diverso “L’Ecclesiastico”. Il testo infatti era molto usato nella comunità ecclesiale cristiana, soprattutto nella formazione dei catecumeni (già nel III sec. san Cipriano di Cartagine lo denomina “Ecclesiaco” e lo usa come testo sacro).
Lasciamoci condurre da Ben Sirach; ricordiamoci una forte affermazione di C. M. Martini:
“La Chiesa non avrà futuro se non ripartirà dall’ascolto della Parola!”.

 

 

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