La Comunità dei SS. Profeti prega con le “genti”: sabato 12 Maggio in S.M. della Passione

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Questa sera, la Messa vigiliare, in s. Maria della Passione, alle ore 17.30, sarà collocata proprio all’interno della novena, quasi a chiedere il dono di sciogliere la confusione delle lingue e le differenze che ancora esistono tra noi. L’Eucaristia vespertina vedrà la partecipazione delle Comunità etniche più legate alla nostra Comunità pastorale. Come già avvenne nello scorso Consiglio Pastorale nell’accogliere le loro testimonianze, oggi ci riuniamo per accogliere le loro tradizioni di preghiera. Con don Assaad (e la Comunità Maronita Libanese) pregheremo in aramaico (la lingua che parlava Gesù) nelle parole della Consacrazione e nel Padre nostro; con don Claude (e la Comunità cingalese dello Sri-Lanka) ascolteremo il canto dell’Oriente e presenteremo le offerte all’altare con la danza tipica di quella terra. L’omelia della Messa sarà tenuta da don Alberto Vitali, responsabile dell’Ufficio diocesano per la pastorale dei migranti.
Faremo seguire alla celebrazione, un’occasione di festa comune nel cortile della chiesa.


CHIESA DALLE GENTI
Consapevolezza e gesti semplici per edificare insieme la Chiesa e la società


La Comunità dei ss. Profeti in Milano
nel tempo della Novena di Pentecoste
prega con le “genti”

Sabato ore 17.30 in s. Maria della Passione

Celebrazione vigiliare dell’Eucaristia

concelebrata con
d. Assaad (Comunità Libanese Maronita)
e d. Claude (Comunità cingalese)

Preghiera consacratoria e “Padre nostro”
in aramaico della tradizione maronita

Processione offertoriale, canto e danza,
della tradizione cingalese


 

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Care amiche e cari amici che abitate a Milano,
le Chiese cristiane di questa città desiderano condividere con voi una parola di augurio.
In occasione del Natale, si accendono molte luci; una festa luminosa che rischia di accecare il nostro sguardo.
I racconti evangelici della nascita di Gesù, al contrario, non abbagliano ma invitano a metterci in ricerca di un’umanità che sempre rischiamo di smarrire. A Natale, noi cristiani facciamo memoria della nascita di Gesù, di Colui che è Dio e si è fatto essere umano condividendo la sorte dei più deboli.
Se ci mettiamo in ascolto del racconto dell’evangelista Matteo, la nascita di Gesù non presenta alcuna solennità. Questo evento, che ai nostri occhi ha cambiato la storia, ci viene raccontato all’insegna del nascondimento. Maria si ritrova incinta prima di andare a vivere con Giuseppe. Costui, un uomo giusto che non voleva esporla a infamia, si propose di lasciarla segretamente (1,19). E fin qui possiamo anche capire quel desiderio di nascondere qualcosa che gli altri avrebbero giudicato negativamente.
Ma il seguito del racconto insiste di nuovo su questo aspetto. Gesù, cercato dai magi d’Oriente, è nascosto ad Erode e a tutta Gerusalemme (2,3). Ricercato da Erode, deve nascondersi in Egitto (2,13-15) e poi in Galilea (2,23-25). Nel seguito della narrazione, Matteo ricorda la parabola di Gesù, secondo la quale Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo, che un uomo, dopo averlo trovato, nasconde; e per la gioia che ne ha, va e vende tutto quello che ha, e compra quel campo (13,44). Le parabole stesse, secondo Matteo, sono raccontate per annunciare qualcosa di nascosto: aprirò in parabole la mia bocca; proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo (13,35). Gesù ne parla perché non c’è niente di nascosto che non debba essere scoperto, né di occulto che non debba essere conosciuto (10,26). Ma non tutti sono disposti ad accogliere questa parola.
La venuta di Gesù è qualcosa di nascosto, per nulla eclatante. La sua nascita non ha destato alcun interesse a quell’epoca. Ed anche oggi, in Occidente, dove gli anni si calcolano distinguendoli tra quelli prima e quelli dopo Cristo, la sua presenza ed il suo sogno continuano a rimanere nascosti in una storia che spesso è affollata da tanti idoli.
Fare memoria della nascita di Gesù significa credere che nel campo insanguinato di questo nostro mondo è nascosto il tesoro del Regno di Dio. Credere che in quel bambino sono racchiuse le speranze di una nuova umanità. Credere che la sua Parola, per quanto inattuale e nascosta al giudizio della storia, sia quella luce di cui abbiamo bisogno.
Dio si nasconde perché vuole essere cercato. Lo dice bene un racconto della tradizione ebraica: Il nipote di Rabbi Baruch, Jehiel, giocava un giorno a nascondino con un altro ragazzo. Egli si nascose ben bene e attese che il compagno lo cercasse. Dopo aver atteso a lungo uscì dal nascondiglio, ma l’altro non si vedeva. Jehiel si accorse allora che quello non lo aveva mai cercato. Questo lo fece piangere; piangendo corse nella stanza del nonno e si lamentò del cattivo compagno di gioco. Gli occhi di Rabbi Baruch si riempirono allora di lacrime e disse: «Così dice anche Dio: Io mi nascondo, ma nessuno mi vuol cercare». (Martin Buber, I racconti dei Chassidim).
Fare memoria di un Dio nascosto significa mettersi alla ricerca, come i Magi, senza presumere di avere e di sapere già. Significa farsi piccoli: Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così ti è piaciuto (Mt 11,25-26).
Non lasciamoci, allora, abbagliare dalle luci artificiali. Impariamo, piuttosto, il segreto che la volpe confida al Piccolo Principe: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. (Antoine de Saint-Exupéry, il Piccolo Principe).
Auguri!

Il Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano

Chiesa Anglicana, Chiesa Apostolica Armena, Chiesa Apostolica Ortodossa della Georgia, Chiesa Avventista del 7° Giorno, Chiesa Cattolica Ambrosiana, Chiesa Copta Ortodossa d’Egitto, Chiesa Copta Ortodossa d’Eritrea, Chiesa Copta Ortodossa d’Etiopia, Chiesa Cristiana Protestante (Luterana e Riformata), Chiese Evangeliche Battiste, Chiesa Evangelica Metodista, Chiesa Evangelica Valdese, Chiesa di Svezia, Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Costantinopoli, Chiesa Ortodossa Bulgara del Patriarcato di Sofia, Chiesa Ortodossa Romena del Patriarcato di Bucarest, Chiesa Ortodossa Russa del Patriarcato di Mosca, Chiesa Ortodossa Serba del Patriarcato di Belgrado, Esercito della Salvezza


 

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Ci stiamo preparando al cambio ufficiale del nostro Arcivescovo: come già tutti sanno, la sera dell8 settembre – in Duomo – vi sarà celebrazione del pontificale della Natività di Maria, con la preghiera di ringraziamento a Dio per il ministero del card. Angelo Scola, il pastore che ha guidato la Diocesi negli ultimi 6 anni (allego il poster dell’invito a questa celebrazione).

Il giorno seguente, il nuovo Arcivescovo, mons. Mario Delpini, per mezzo di un procuratore, prenderà possesso canonico dell’Arcidiocesi, con una celebrazione che si terrà in Duomo alle ore 9. Da quel momento egli sarà a tutti gli effetti nostro Arcivescovo e terminerà così il mandato di Amministratore Apostolico del cardinale Angelo Scola. A partire da quel giorno, in ogni Celebrazione eucaristica si ricorderà il nome del vescovo Mario. Domenica 24 settembre, partendo da Sant’Eustorgio alle ore 16 e l’ingresso in Duomo alle ore 17, si svolgerà l’ingresso ufficiale in Diocesi.

 

 

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Domenica 7 maggio celebriamo la 54ma Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni.
È stato il beato Paolo VI nel 1964 a volere questo appuntamento annuale per tutta la Chiesa. Papa Montini aveva intuito bene, di fronte ai nuovi orizzonti della evangelizzazione e ai processi di secolarizzazione, la necessità di risvegliare nel popolo di Dio l’importanza di pregare per il dono delle vocazioni, in particolare al sacerdozio e alla vita consacrata. Siamo indubbiamente in un tempo segnato da individualismo e indifferenza che non favorisce percorsi vocazionali.
Occorre anche qui, come ci ricorda l’Arcivescovo Angelo, che la fede generi una nuova mentalità, educando a sentire la vita stessa come vocazione, come dono e compito.
Papa Francesco per la Giornata mondiale di quest’anno ha scritto un messaggio intitolato “Sospinti dallo Spirito per la missione”; ci mette così di fronte alla dimensione missionaria della chiamata cristiana. La vita si realizza non se la tratteniamo, chiudendoci in noi stessi, ma se la mettiamo al servizio del Vangelo e dell’amore. Da questo messaggio di papa Francesco la Chiesa italiana ha proposto per la giornata mondiale di quest’anno il tema: “Vocazioni e santità: io sono una missione”.
Ecco il contenuto per questa giornata! Pregare perché ciascuno scopra la vita come vocazione alla santità, alla pienezza dell’amore in Cristo (LG 42); pregare perché, soprattutto i giovani, scoprano la bellezza di una vita presa totalmente a servizio del regno di Dio. In effetti, la giornata mondiale di quest’anno acquista un’importanza speciale per i giovani.
Papa Francesco ha deciso di dedicare la prossima Assemblea del Sinodo dei Vescovi ai giovani (2018), al loro rapporto con la fede e il discernimento vocazionale. È decisivo, infatti, riscoprire la bellezza di una fede viva, capace di intercettare i desideri più profondi del cuore, rendendo possibile l’avventura di lasciarsi “mandare” da Gesù in tutti gli ambiti della vita quotidiana, ad essere testimoni profetici della vita buona del Vangelo.

+ Paolo Martinelli
Vicario episcopale per la vita consacrata


Immagine: Paweł Pawlikowski, Ida, Polonia-Danimarca 2013

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Orari delle celebrazioni


SACRO TRIDUO PASQUALE

 

Giovedì 13 Aprile Giovedì della Settimana Autentica

ore 8 – s. Babila – Lodi mattutine
ore 9,30 – Duomo – l’Arcivescovo presiede la MESSA CRISMALE
ore 17.30 – s. Francesco di Paola – Lavanda dei piedi

ore 18 – chiesa di s. Francesco di Paola – Eucaristia nella CENA DEL SIGNORE
(la Parola: Giona 1,1- 3,5.10; 1Corinzi 11,20-34; Matteo 26,17-75)

ore 18.30 – s. Maria della Sanità – Eucaristia e Lavanda dei piedi (celebrazioni in rito cattolico maronita)


Venerdì 14 AprileVenerdì nella Passione del Signore
Oggi è giorno penitenziale: digiuno e astinenza dalle carni

ore 8 – s. Babila – Lodi mattutine
ore 13.15 – s. Pietro in Gessate – Via Crucis
ore 13.30 – s. Francesco di Paola – Via Crucis

ore 15 – chiesa di s. Maria della Passione CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE
(la Parola: Isaia 49,24-50,10; Isaia 52,13-53,12; Matteo 27,1-56)

ore 18 – s. Babila – Via Crucis
ore 18.30 – s. Maria della Sanità – Suffragio del Cristo (celebrazioni in rito cattolico maronita)
ore 21 – s. Maria della Passione – Via Passionis


Sabato 15 AprileSabato della Settimana Autentica

ore 8 – s. Babila – Lodi mattutine
Non si celebrano Messe, neppure le vigiliari del Sabato

ore 21 – chiesa di s. Babila VEGLIA PASQUALE
(la Parola: Genesi 1,1-2,3a; Genesi 22,1-19; Esodo 12,1-11; Esodo 13,18b- 14,8; Isaia 54,17c-55,11; Isaia 1,16-19; Atti 2,22-28; Romani 1,1-7; Matteo 28,1-7)

ore 23 – s. Maria della Sanità – Messa della Resurrezione (celebrazioni in rito cattolico maronita)


TEMPO DI PASQUA

  

Domenica 16 Aprile – Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore
(la Parola: Atti 1,1-8a; Salmo 117; 1Corinzi 15,3-10a; Giovanni 20,11-18)

s. Maria della Passione: Messa ore 11
s. Babila: Lodi ore 10.30 – Messa ore 9.30 – 11 – 12.30 – 18.30
s. Francesco di Paola: Messa ore 10 – 11.30 – 17.30
s. Pietro in Gessate: Messa ore 12.15 – 19
s. Maria della Sanità: Messa ore 11 (celebrazioni in rito cattolico maronita)


Lunedì 17 aprile – Lunedì della Ottava di Pasqua
(la Parola: Atti 3,17-24; Salmo 98; 1Corinzi 5,7-8; Luca 24,1-12)s. Maria della Passione: Messa ore 11
s. Babila: Messa ore 8.30 – 10.30 – 18.30
s. Francesco di Paola: Messa ore 11.30 – 18
s. Pietro in Gessate: Messa ore 9.30


Nell’immagine: un particolare dell’altare della Basilica di Santa Maria della Passione


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