8 novembre 2020. IV giornata mondiale dei poveri. “Tendi la tua mano al povero”

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La preghiera a Dio e la solidarietà con i poveri e i sofferenti sono inseparabili. Per celebrare un culto che sia gradito al Signore, è necessario riconoscere che ogni persona, anche quella più indigente e disprezzata, porta impressa in sé l’immagine di Dio.
Quanto è attuale questo antico insegnamento anche per noi! Infatti la Parola di Dio oltrepassa lo spazio, il tempo, le religioni e le culture. La generosità che sostiene il debole, consola l’afflitto, lenisce le sofferenze, restituisce dignità a chi ne è privato, è condizione di una vita pienamente umana.
Tenere lo sguardo rivolto al povero è difficile, ma quanto mai necessario per imprimere alla nostra vita personale e sociale la giusta direzione. Non si tratta di spendere tante parole, ma piuttosto di impegnare concretamente la vita, mossi dalla carità divina. Ogni anno, con la Giornata Mondiale dei Poveri, ritorno su questa realtà fondamentale per la vita della Chiesa, perché i poveri sono e saranno sempre con noi (cfr Gv 12,8) per aiutarci ad accogliere la compagnia di Cristo nell’esistenza quotidiana.
Per essere di sostegno ai poveri è fondamentale vivere la povertà evangelica in prima persona. Non possiamo sentirci “a posto” quando un membro della famiglia umana è relegato nelle retrovie e diventa un’ombra. Il grido silenzioso dei tanti poveri deve trovare il popolo di Dio in prima linea.

Raccolta di aiuti alimentari nelle chiese della Comunità
dal 1 al 30 Novembre
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Mentre Domenica 8 Novembre celebreremo la quarta giornata mondiale dei poveri, la nostra Comunità Santi Profeti,  dalla prossima Domenica 1 Novembre, avvierà una raccolta di generi alimentari per corrispondere a gravi situazioni di disagio e carenza di viveri presenti nella nostra città.

La raccolta  avverrà negli orari di apertura delle chiese in appositi cesti collocati in una delle cappelle laterali delle nostre basiliche.

Alla fine di Novembre il cibo raccolto verrà consegnato alla Parrocchia del S. Curato d’Ars al Giambellino e ai Centri di ascolto dei Volontari Vincenziani.

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Domenica 2 Febbraio, la Chiesa italiana celebra la 42a “Giornata per la vita”.

In s. Francesco di Paola e in s. Babila, i volontari del “Movimento per la vita” effettueranno una vendita di vasetti di primule per finanziare le attività del Movimento.


In s. Maria della Passione, dal prossimo Giovedì 6 Febbraio, e sino alla prossima Domenica verrà allestito un “Mercatino”.

  • 6-7 Febbraio – ore 8.30-11.30 / 15.30-18 – s. Maria della Passione – sala capitolare: mercatino a favore del Movimento per la vita
  • 8 Febbraio – 8.30-11.30 / 15.30-18 – s. Maria della Passione – sala capitolare: mercatino a favore del Movimento per la vita

Il ricavato della vendita sarà destinato al Centro di aiuto alla vita “Mangiagalli” e alle attività del “Progetto Gemma” (un servizio per l’adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà).

 

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In concomitanza con il 2 Febbraio, la Chiesa italiana celebra, la Domenica 3 Febbraio, la 41ª Giornata nazionale per la vita.
Il tema di questo anno è “È vita, è futuro”.

Nella nostra Comunità vengono organizzate queste attività:

· Sabato 2, ore 16-18.30 e Domenica 3, ore 10-12.30/16-18 in Santa Maria della Passione viene organizzato il banco vendita a favore del Movimento per la vita e il  Progetto Gemma per aiutare le mamme in difficoltà che si rivolgono al Centro di aiuto alla vita di via Tonezza. Verranno esposti indumenti per bambini e per donna, gioiellini ed anche alcuni alimentari. Verrà iniziata pure una raccolta di adesioni al nuovo Progetto Gemma che inizierà il prossimo mese.

· In San Babila e in San Francesco di Paola, il Movimento per la vita organizza la tradizionale vendita di primule

 


(Chi desidera può leggere il messaggio della CEI per questo giorno all’indirizzo: https://www.agensir.it/italia/2018/12/02/giornata-per-la-vita-2019-e-vita-e-futuro-il-messaggio-della-cei/)


 

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Domenica sarà la Giornata mondiale dei poveri (indetta da Papa Francesco per il 18 Novembre e anticipata a questa Domenica per la Diocesi di Milano) e, insieme la Giornata Diocesana Caritas. Il tema della Giornata mondiale dei poveri 2018 è: Questo povero grida e il Signore lo ascolta (Salmo 34,7)


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO

II GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

Domenica XXXIII del Tempo Ordinario
18 novembre 2018

 

Questo povero grida e il Signore lo ascolta

 

L. Viani, La preghiera del cieco, 1920-23 (imm. rielab.)

 

Leggi qui il messaggio

 

 


Per la nostra Comunità, la Commissione Caritas (coordinata da don Augusto),  ha previsto queste iniziative:

  • in ciascuna chiesa e durante ogni Messa sarà distribuito [allo scambio della pace] un volantino di sintesi del messaggio di Papa Francesco e un opuscolo con le iniziative di volontariato presenti nell’area pastorale;
  • in Santa Maria della Passione verrà posto un cesto vicino all’altare che raccoglierà i doni dell’impegno dei ragazzi dell’Oratorio durante l’Avvento destinati ad una mensa dei poveri. Il celebrante spiegherà all’omelia il significato del gesto, attori del quale saranno i partecipanti dei vari gruppi caritativi e in Santa Maria della Passione dai ragazzi delle medie.

 


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Papa Francesco ha indetto ad una “speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace il 23 febbraio prossimo, venerdì della Prima Settimana di Quaresima”. La offriremo in particolare per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan.
Come in altre occasioni simili, invito anche i fratelli e le sorelle non cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune. “Il nostro Padre celeste – ha detto il Santo Padre – ascolta sempre i suoi figli che gridano a Lui nel dolore e nell’angoscia, risana i cuori affranti e fascia le loro ferite… Rivolgo un accorato appello perché anche noi ascoltiamo questo grido e, ciascuno nella propria coscienza, davanti a Dio, ci domandiamo: “Che cosa posso fare io per la pace?”. Sicuramente possiamo pregare; ma non solo: ognuno può dire concretamente “no” alla violenza per quanto dipende da lui o da lei. Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti!
Preghiera, elemosina e digiuno sono le tre pratiche quaresimali che il Papa cita come «rimedio» alla «mancanza di amore». «Dedicando più tempo alla preghiera, permettiamo al nostro cuore di scoprire le menzogne segrete con le quali inganniamo noi stessi, per cercare finalmente la consolazione in Dio – spiega Francesco -. Egli è nostro Padre e vuole per noi la vita». L’esercizio dell’elemosina, prosegue il Papa, «ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello: ciò che ho non è mai solo mio. Come vorrei che l’elemosina si tramutasse per tutti in un vero e proprio stile di vita! – l’auspicio di Francesco -. Come vorrei che, in quanto cristiani, seguissimo l’esempio degli apostoli e vedessimo nella possibilità di condividere con gli altri i nostri beni una testimonianza concreta della comunione che viviamo nella Chiesa».
A questo proposito, il Papa fa sua l’esortazione di san Paolo, quando invitava i Corinti alla colletta per la comunità di Gerusalemme. «Questo vale in modo speciale nella Quaresima, durante la quale molti organismi raccolgono collette a favore di Chiese e popolazioni in difficoltà. Ma come vorrei che anche nei nostri rapporti quotidiani, davanti a ogni fratello che ci chiede un aiuto, noi pensassimo che lì c’è un appello della divina Provvidenza». Il desiderio del Papa è per la nostra vita quotidiana: «Ogni elemosina è un’occasione per prendere parte alla Provvidenza di Dio verso i suoi figli; e se egli oggi si serve di me per aiutare un fratello, come domani non provvederà anche alle mie necessità, Lui che non si lascia vincere in generosità?».
Il digiuno, infine, «toglie forza alla nostra violenza, ci disarma, e costituisce un’importante occasione di crescita – osserva Francesco -, da una parte ci permette di sperimentare ciò che provano quanti mancano anche dello stretto necessario e conoscono i morsi quotidiani dalla fame; dall’altra, esprime la condizione del nostro spirito, affamato di bontà e assetato della vita di Dio. Il digiuno ci sveglia, ci fa più attenti a Dio e al prossimo, ridesta la volontà di obbedire a Dio che, solo, sazia la nostra fame».

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