17 ottobre 2019, ore 20. Concerto d’organo in San Babila. Ingresso libero

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Chi ha ascoltato le esecuzioni di Eric Lebrun all’organo, ha avuto un’ulteriore conferma di come la musica di Bach racchiuda una concezione della vita che va ben oltre la nostra miseria quotidiana. In aggiunta al suo valore spirituale, serve, infatti, a riportare alla mente uomini di altissima levatura morale, come il dottor Albert Schweitzer (1865-1965), premio Nobel per la pace nel 1952, che aveva dedicato la sua vita ai malati in Africa, costruendo un ospedale. Schweitzer era oltretutto un famoso organista e i suoi concerti su Bach – di cui scrisse una biografia – gli servivano per raccogliere i fondi per la sua missione. «Dobbiamo produrre – sosteneva – un’armonia eufonica per la gloria di Dio e per il possibile diletto della mente. Il finis e la causa finale di tutta la musica non dovrebbero essere altro che la gloria di Dio e la ricreazione della mente.» Quando morì, a Lambarenè, nel silenzio della foresta africana, pensò forse proprio alle parole di una corale di Bach «Amatissimo Gesù, eccomi qui.» L’arte di Bach era per lui una sorta di religione, una preghiera che sale a Dio, troppo profonda per essere espressa, e che lo aveva spinto a divenire un famoso benefattore dei poveri e degli ammalati del Terzo Mondo.
Eric Lebrun – organista tra i più famosi a livello internazionale e compositore, nel 1990 nominato organista titolare del grande organo Cavaillé-Coll della chiesa di Saint- Antoine des Quinze-Vingts a Parigi, strumento sul quale ha registrato le opere integrali di J.Alain, M.Duruflé e C.Franck, oltre che varie trasmissioni per France-Musique -, suona regolarmente in tutto il mondo, spesso in duo a quattro mani con la moglie Marie-Ange Leurent, titolare a Notre-Dame de Lorette. Eric Lebrun sarà l’ospite del concerto del 17 ottobre 2019 organizzato dalla Fondazione Organo della Basilica di San Babila, la quale, come sempre, presenta esecutori di valore internazionale. Lo si potrà ascoltare nelle composizioni di Louis Marchand (1669 – 1732), Dietrich Buxtehude (1637 – 1707), Johann Sebastian Bach (1685 – 1750), Nicolas de Grigny (1672 – 1703), oltre ad un suo lavoro: Extraits du Petit livre pour Mesnil-Saint-Loup: Prélude – Veni Redemptor Gentium – Puer natus est -Victimae Paschali laudes – Salve Regina – Veni Creator.
Un repertorio ben studiato poiché non solo consente di gustare la tecnica esecutiva di Lebrun, ma anche la sua creatività nel comporre all’organo, lo strumento musicale più complicato da suonare. Ricordiamo inoltre, che Louis Marchand, cavaliere dell’Ordine di San Michele, fu organista del re a Versailes e in più chiese a Parigi. Buxtehude fu un ottimo strumentista, che sviluppò forme compositive come la fantasia, la corale e la fuga e che influenzò grandemente il giovane Johann Sebastian Bach, essendo il massimo compositore tedesco fra lui e Schütz, e Nicolas de Grigny, un celebre organista francese.
Una serata musicale, quindi, di primissimo piano, che per la sua intensità procurerà all’ascoltatore l’incanto di una musica spirituale nella superba cornice della Basilica di San Babila.
E’ questo lo spirito che caratterizza le serate musicali della Fondazione. Non solo l’aspetto artistico che la contraddistingue, ma anche la sollecitazione a riflessioni soprannaturali e umane: spingere l’ascoltatore a riflettere su Dio come amore, sul nostro compito di fare del bene, di aiutare il prossimo, per capire che Gesù ci guarda, pur avendoci lasciati liberi di credere. La musica organistica di Bach è il canale che ci guida, ci sollecita ad una non egoistica visione della vita. «Ciò che non va oggi – disse Schweitzer in un intervista – è che gli uomini non pensano.» In proposito vorremmo ricordare anche le parole del grande scrittore americano, naturalizzato francese, Julien Green il quale nel Journal annotò ««L’altro giorno, ascoltando musica, ho provato l’impressione deliziosa di trovarmi in un altro mondo. Dietro il velo impalpabile esso è lì: il mondo della verità, quel segno di Dio che m’imbarazzava talmente quand’ero ragazzo.»

Paolo Grieco



 

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L’esecuzione del concerto di giovedì 9 maggio 2019, organizzato dalla Fondazione Organo della Basilica di San Babila a Milano, da parte di Manuel Tomadin, tra i più famosi organisti italiani, insegnante al Conservatorio G. Tartini di Trieste e affermatosi in numerose competizioni internazionali, è un più che valido motivo per assistere all’evento. A ciò si deve aggiungere che, oltre a Johann Sebastian Bach, il repertorio è dedicato al tedesco-danese Dietrich Buxtehude (1637-1707) grande compositore dell’epoca, vissuto a Helsingborg, a Helsingjör e Lubecca, e le cui numerose composizioni liturgiche, valutate tra le migliori della scuola organistica tedesca nel XVII secolo – tra Heinrich Schütz e Johann Sebastian Bach – sono state di recente riscoperte e catalogate. La sua fama era tale che nel 1703 George Friederich Händel e Johann Mattheson, avendo saputo che l’anziano maestro meditava di ritirarsi, si recarono a visitarlo a Lubecca. Lo stesso fece, nel 1705, il ventenne Bach, che percorse a piedi circa 400 chilometri per ascoltare Buxtehude all’organo: ma “segretamente”, poiché pare che mai abbia incontrato personalmente il compositore, pur rimanendone fortemente influenzato.
Di Buxtehude, Manuel Tomadin eseguirà: la Toccata in re minore, la Fuga in do maggiore, il “Gelobet Seist du Jesu Christ”, il Preludio, Fuga e Ciaccona e il “Nun Komm der Heiden Heiland”, composizioni liturgiche eseguite nelle chiese delle città ove visse l’artista, scelta che consentirà l’accostamento ad un organista a lungo dimenticato.
La seconda parte della serata è dedicata a Johann Sebastian Bach, quasi per rievocare il suo incontro solo musicale con Buxtehude, e precisamente: la Fantasia in sol maggiore – il cui secondo tempo è un breve e bellissimo adagio -; il “Vater Unser in Himmelreich”; il Preludio e fuga in la minore; la Fuga à la Gigue e il Preludio in do maggiore.
Come in altri concerti, la raffinata capacità di esecuzione di Tomadin all’organo farà rivivere, nel concerto del 9 maggio, il clima religioso di quel tempo nella Marienkirche di Helsingborg (cittadina oggi svedese, ma all’epoca facente parte della Danimarca), dove si pregava al suono dell’organo mentre si svolgeva quella “Seconda Guerra del Nord”, per il predominio sul Mar Baltico, che non pochi disagi creò a Buxtehude; e ci aiuterà forse a capire l’attrazione da lui avuta sul futuro gigante della composizione organistica. I concerti della Basilica di San Babila riescono infatti anche a farci ritornare a lontane pagine di storia musicale e di profonda liturgia. L’unione fra passato e presente è un privilegio tipico di tali manifestazioni, e il piacere dell’ascolto suggerisce, inoltre, interrogativi morali sulla nostra vita. Vengono in mente le parole, sempre attuali, del Santo Curato d’Ars: «Verranno dei giorni in cui gli uomini saranno così stanchi delle parole umane che quando gli si parlerà di Gesù e del Vangelo si metteranno a piangere».

Paolo Grieco

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Si preannuncia veramente appassionante – degno di una tradizione ormai consolidata da anni – il primo concerto del 2019 della Fondazione Organo della Basilica di San Babila: sia per la partecipazione di un solista di fama internazionale come il tedesco Silvius Carlos Benedict von Kessel – dal 1994 Organista Titolare e Maestro di Cappella della Cattedrale di Erfurt in Germania. e già insegnante alla Musikhochschule “Franz Liszt” di Weimar, di cui è dal 2008 Professore Onorario, sia per il repertorio. L’organo, si sa, è uno strumento capace di creare un pathos di profonda spiritualità e riflessione, che risaltano particolarmente nella basilica di San Babila.
Ecco il programma.
Oel 1739. Un brano compatto e grandioso la cui struttura è stata interpretata come un omaggio alla Trinità: nel Preludio la figura del Padre, poi il Figlio nel momento della passione ed in chiusura lo Spirito Santo. Tuttavia, per la profondità la musica di Bach non si presta ad interpretazioni univoche, ma lascia spazio ad un apprezzamento indefinibile.
La Ciacona in Si bemolle Maggiore è un capolavoro di Johann Bernhard Bach, il primo figlio di Johann Sebastian. Sinonimo di Passacaglia, la Ciaccona è una danza di origine spagnola diffusasi in Europa nel 1600/1700 e da vivace divenuta austera. Sono note che procurano un puro piacere estetico, come quelle composte per violino.
I Preludi corali di Lipsia (o meglio dell’Autografo di Lipsia, città dove furono trovati) sono una serie di 18 preludi corali composti da Johann Sebastian Bach nell’ultimo decennio di vita (1740-1750). L’esecuzione in programma (“Nun komm, der Heiden Heiland”, Vieni Redentore dei pagani) è una stupenda melodia che evoca il mistero dell’incarnazione.
Ascolteremo poi Partite diverse sopra il corale “Freu´ dich sehr, o meine Seele”, di Georg Böhm, organista tedesco del periodo barocco, noto per lo sviluppo proprio della partita corale, che ebbe molta influenza sul giovane Bach. Sono una sorta di inno religioso variamente sviluppato.
Le Sonate di Bernardo Pasquini, compositore ed organista italiano, tra i musicisti più in voga alla fine del Seicento a Roma. comprendono una ventina di cicli di variazioni, tra le quali la “Toccata con lo scherzo del cucco” che ascolteremo appunto il 14 febbraio. Alcune sue opere sono state trascritte da Ottorino Respighi.
L’Andante in Fa maggiore KV 616, tra le tre sole composizioni per organo di Mozart, fu scritto, per necessità economiche, nel 1791 – anno della sua morte, ma di intenso momento creativo, e nel quale compose fra l’altro “Il flauto magico” e le toccanti note del “Lacrymosa”, le ultime di Mozart nel Requiem.
Chiuderà quindi il concerto un’Improvvisazione del Maestro von Kessel: un “regalo” dell’Organista a tutti i presenti, che certamente concluderà in bellezza quella che si preannuncia come una serata straordinaria.

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La Fondazione Organo di San Babila invita, in basilica, al Concerto di Natale, per Violino e Organo.

Rossella Croce e Maurizio Manara eseguiranno brani di Bruhns, von Biber, Buxtehude, J. S. Bach, Schmelzer, Böhm, Bonporti, Krebs, Veracini e Brunckhorst.

L’ingresso è libero e gratuito


Programma

Concerto per Violino e Organo
Venerdì 14 Dicembre 2018
ore 20,00

Rossella Croce
Maurizio Manara

 

Nikolaus Bruhns (1665-1697)
Praeludium

Heinrich Ignaz Franz von Biber (1644-1704)
Sonata I – L’Annunciazione
Praeludium/Variatio. Aria allegro. Variatio/Adagio/Finale
Rosenkranz Sonaten – ? 1674

Dieterich Buxtehude (1637-1707)
Nun komm der Heiden Heiland BuxWV 211

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Der Tag, der ist so freudenreich BWV 719 & 605
Jesu, meine Freude BWV1105 & 6105
Das alte Jahr vergangen ist BWV 1091 & 614

Johann Heinrich Schmelzer (ca. 1620-1680)
Sonata quarta
Sonatae Unarum Fidium, seu a violino solo – Nürnberg, 1664

Georg Böhm (1661-1733)
Vater unser im Himmelreich
à 2 Claviers et Pedal

Francesco Antonio Bonporti (1672-1749)
Inventione IV
Largo/Allegro/Adagio/Presto
Inventioni da Camera a Violino solo op. 10 – Bologna, 1712

Johann Ludwig Krebs (1713-1780)
Fantasia à gusto italiano

Francesco Maria Veracini (1690-1768)
Sonata Terza
Largo/Larghetto/Largo/Allegro
Sonate a Violino solo, e Basso Opera Prima – Dresda, 1721

Arnold Matthias Brunckhorst (ca. 1670-1725)
Praeludium

 

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Programma:

CONCERTO D’ORGANO

Enrico Viccardi

Heinrich Scheidemann (1593ca.-1663)
Alleluja Laudem dicite Deo nostro
(da Hans Leo Hassler)
Johann Jacob Froberger (1616-1667)
Toccata VI, da sonarsi alla Levatione
Anthoni Van Noordt (1600 ca.-1675)
Psalm 24
Dieterich Buxtehude (1637-1707)
Toccata in fa maggiore BuxWV 157
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Dall’Orgelbüchlein:
– Nun komm, der Heiden Heiland BWV 599
– Gott, durch deine Güte BWV 600
– Herr Christ, der einge Gottes-Sohn BWV 601
– In dulci jubilo BWV 608
– Das alte Jahr vergangen ist BWV 614
– In dir ist Freude BWV 615
– Herr Gott, nun schleuß den
Himmel auf BWV 617
– Da Jesus an dem Kreuze stund BWV 621
– O Mensch, bewein dein Sünde groß
BWV 622
Fantasia e Fuga in sol minore BWV 542


        Enrico Viccardi

Nato nel 1961 a Maleo, si è trasferito dopo pochi anni a
Codogno, dove tuttora risiede. Si è diplomato con il massimo
dei voti in Organo e Composizione organistica al Conservatorio
di Piacenza nella classe di Giuseppina Perotti, perfezionandosi
poi con M.Radulescu alla Hochschule für Musik di Vienna.
Ha seguìto quindi numerosi corsi di perfezionamento con
insegnanti quali E.Fadini, C.Tilney, J.Langlais, D.Roth e
in particolare quelli tenuti da L.F.Tagliavini all’Accademia
di Pistoia. L’attività concertistica lo ha portato a suonare
per rassegne ed associazioni prestigiose in Italia ed all’estero
(Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera, Austria, Germania,
Slovacchia, Svezia, Inghilterra, Polonia, Kazakistan, Uruguay)
fra le quali Musica e poesia a San Maurizio (Milano), Feste
organistiche di Venezia, Accademia di Pistoia, Colorno,
Cattedrale di Cremona, Genova, Festival Internazionale di
Trento, Bolzano, Festival Internazionale di Paola, Napoli,
Bari, La Chaise Dieu, Lavaur, Cannes, Montpellier, Granada,
Festival Internazionale delle Asturie, Barcellona, Andorra,
Festival Internazionale di Lisbona, Porto, Isole Azzorre, Città
del Vaticano, Londra, Malmö, Kremnica, Dornum, Uttum,
Berlino (Konzerthaus), Hamburg, Neufelden, Alma-Ata. Ha
collaborato anche con prestigiosi complessi come il Coro della
Radio della Svizzera Italiana, l’ensemble Vanitas, i Sonatori
della Gioiosa Marca con direttori quali R.Clemencic, D.Fasolis,
G.Carmignola. Ha registrato per Bottega Discantica, Divox
Antiqua e Dynamics; per la casa Fugatto ha invece realizzato,
oltre a diversi cd, un dvd intieramente dedicato a musiche per
organo di J.S.Bach (segnalato con cinque stelle dalla rivista
Musica). Sempre per la medesima etichetta ha intrapreso
il progetto dell’incisione degli Opera Omnia organistici di
J.S.Bach su strumenti italiani antichi e moderni; recente è
invece la registrazione dell’Arte della Fuga sul Mascioni di
Giubiasco per la Radio della Svizzera italiana. Per Brilliant
ha inciso le composizioni organistiche di Tarquinio Merula
all’organo Chiappani del 1647 di Mezzana Casati (LO); in
preparazione è invece l’incisione delle opere per clavicembalo
ed organo di Bernardo Storace. Ha registrato un CD per
l’Associazione Serassi con musiche di Frescobaldi sull’organo
Antegnati (1580)/Giani (2015) del monastero di San Pietro
in Lamosa di Provaglio d’Iseo (BS). Ha tenuto corsi di
perfezionamento in Italia, Spagna, Portogallo, Germania,
Svezia e Kazakhstan. Sue interpretazioni sono state trasmesse
da RadioTre, da Radio Clásica Barcelona, dal Secondo Canale
della Radio della Svizzera italiana e dalla radio canadese CKRL.
È docente d’Organo all’Istituto diocesano “San Cristoforo” di
Piacenza e alla Scuola d’Organo di Cremona nonché presidente
dell’associazione musicale Accademia Maestro Raro. Direttore
artistico dei “Percorsi d’Organo in Provincia di Como” e
dell’Autunno Organistico nel Lodigiano, è titolare della cattedra
d’Organo e Composizione organistica al Conservatorio di
Como. (www.enricoviccardi.org)

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