Aggiornamento sui temi affrontati dall’Assemblea di Comunità del 13 Novembre

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13 Novembre. Assemblea di Chiesa per il Consiglio Pastorale e l’intera Comunità

Dalle 18 alle 19.30 di Mercoledì 13 Novembre, il Consiglio pastorale, con altri parrocchiani che hanno deciso di unirsi, si sono ritrovati in Assemblea, nella basilica di s. Babila, per una riflessione comune sulla lettera per l’Avvento del nostro vescovo Mario.
Ha introdotto l’incontro don Enrico, il nostro parroco, il quale ha, prima di tutto, ringraziato coloro che si sono dichiarati disponibili a far parte del nuovo Consiglio Pastorale e gli altri parrocchiani presenti.
Successivamente, don Giuseppe ha sintetizzato il contenuto della lettera dell’Arcivescovo, traendone anche un orientamento per il percorso pastorale della nostra Comunità. Don Giuseppe ha fatto notare che quest’anno l’Arcivescovo non ha scritto una lettera pastorale su un tema specifico, ma ha scelto di scrivere sei lettere per i diversi tempi dell’anno liturgico, lettere che, quindi, si possono leggere singolarmente per entrare nel contesto del “tempo” al quale si riferiscono, e che, tuttavia, hanno anche un filo conduttore unificante nel testo biblico della Epistola di Paolo ai Filippesi. Fatta questa premessa, don Giuseppe ha preso in esame la “Lettera per il tempo di Avvento” dove si sottolinea come la situazione del carcere in cui si trova Paolo, oggettivamente penosa, si trasformi per lui in un’occasione propizia per annunciare il Vangelo.
Questa occasione nella situazione c’è anche per noi. Siamo una Comunità di circa 10.000 residenti, ma, intorno a noi, gravita un ben più alto numero di persone (circa 60/70.000) che, quotidianamente, frequentano il nostro territorio perdio versi motivi (lavoro, studio, ecc.). questo è il nostro “carcere”: dobbiamo occuparci noi pochi di questa situazione.
Che cosa ci viene chiesto come Comunità piccola, connotata territorialmente, ma intercetta tata da un grande numero di persone?
Questo sarà un impegno lungo, i cui frutti si potranno veder appieno solo dopo molti anni. Ma questa è la nostra situazione: può apparire povera e faticosa, ma è, al contrario, l’occasione per sapere, e dirci, in modo chiaro e consapevole, che il Vangelo, nel nostro caso, non è per i villaggi, ma per la grande città.
Dobbiamo, allora, essere una Comunità gioiosa e lieta, una Comunità che attrae.
In questo tempo di Avvento dobbiamo saperci preparare al Natale non come una “festa peri bambini”, ma come la festa del cristiano adulto, il quale contempla il mistero dell’Incarnazione, per annunciare, a chiunque incontra, che Dio chi ha amato, e ancora tanto ci ama, da donarci il suo Figlio Gesù.
È seguita la celebrazione dell’Eucaristia.
Al termine, nel momento della “comunicazione nella fede”, numerosi e significativi sono stati gli interventi suscitati da quanto ascoltato.
Nel suo saluto conclusivo, don Enrico ha invitato ad una preghiera reciproca, gli uni per gli altri, in ogni giorno della nostra quotidianità, nel nostro ambiente di vita, sentendoci responsabili della fede di ciascuno e del suo cammino di testimonianza evangelica.
Ha anche rinnovato l’invito alle occasioni di preghiera comunitaria già esistenti:
– i Vespri della terza Domenica del mese
– L’Adorazione Eucaristica contemplativa mensile nella sera del sabato
– l’Eucaristia domenicale.
Una mia considerazione finale: cerco di non mancare mai a incontri come questo, perché ne traggo, ogni volta, un arricchimento spirituale. Auguro, perciò, a tutta la nostra Comunità pastorale dei Santi Profeti, di poter partecipare con gioia ai prossimi incontri.

(Lucia Cantoni)

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Lo scorso Mercoledì abbiamo vissuto la prima “assemblea di Chiesa” con il nuovo Consiglio pastorale e con la presenza di molti parrocchiani.

Ci siamo radunati alle 18 nella chiesa di s. Babila. Don Giuseppe ci ha introdotti alla riflessione sulla “lettera di Avvento” contenuta nella proposta pastorale del nostro Vescovo Mario. P. Luciano ha presieduto, alle 18.30, l’Eucaristia del giorno fornendo un intensa riflessione sulla Parola di Dio, prendendo spunto dalla parabola delle vergini prudenti che hanno con sé una “riserva” perché le loro lampade non si spengano nella notte. Dopo l’Eucaristia si è lasciato spazio alle risonanze personali dei presenti, che sono risultate intense e costruttive. Il Parroco ha sintetizzato gli interventi ponendo anche suggerimenti e proposte per il prossimo periodo di vita comunitaria.

Questa una sintesi dei risultati dell’assemblea:

·        Stupisce cogliere che in Paolo, mentre subisce il dramma della carcerazione, che rischia di produrre una chiusura nell’animo, non venga a cessare una sollecitudine per che è da lui lontano; la sua è una sollecitudine che apre oltre al suo momento di sofferenza e lo rende capace di farsi vicino alla chiesa di Filippi esortando e sostenendo la loro fede.

·        Questa riflessione invita la nostra Comunità ad aprirsi alla sollecitudine verso quanti gravitano quotidianamente nel territorio del centro-città e che spesso sono rinchiusi in un “carcere” spirituale (la sofferenza spirituale, la solitudine, la depressione, la malattia di sé o delle persone care…): l’impegno a tenere aperte le nostre chiese è davvero essenziale perché tanti possano trovare una casa accogliente, nella quale sperimentare anche un piccolo momento di gioia.

·        La consapevolezza di questa vocazione all’accoglienza spirituale della nostra Comunità e delle nostre chiese, ci rende consapevoli di quanto bisogno abbiamo di rafforzare il nostro accostare la Parola di Dio rileggendola e meditandola con assiduità e attenzione. Per questo dobbiamo sempre più rafforzare l’impegno di lettura comunitaria con gradualità di accesso e di approfondimento.

·        La consapevolezza che, nella Parola e nell’Eucaristia, il Signore è con noi è la “riserva” alla quale attingere nei momenti del buio e della fatica pastorale ed è alimento dell’autentica speranza. Quella speranza che non dipende dai nostri sforzi, ma è accesa in noi dal dono dello Spirito. In questa speranza noi diventiamo capaci di alzare lo sguardo e non lasciarci abbattere dalle difficoltà di essere Chiesa nel centro-città, ma di guardare avanti con fiducia: nella nostra debolezza, la Parola di Dio diventa forza che sostiene e incoraggia.

Dopo questa sintesi, don Enrico avanza alcune proposte su cui ciascuno potrà riflettere personalmente:

·        Rafforzare la partecipazione ai momenti di preghiera comunitaria

o   Vespri della 3° Domenica del mese alle 17.30 in s. Babila, momento di preghiera che vede la partecipazione dei sacerdoti della Comunità e dei consacrati e consacrate.

o   Adorazioni Eucaristiche nei vari momenti, e nelle varie chiese, proposti alla Comunità.

o   Vivere, anche nella nostra quotidiana dispersione, una preghiera comune (anche se non comunitaria): ricordarci ogni sera di quanti hanno vissuto l’esperienza di questa assemblea e pregare gli uni per gli altri, sostenendoci, anche a distanza, nella comunione dei santi.

·        Tenerci in comunione attraverso la lettera notiziaria settimanale e il Foglio Domenicale, al quale si rinnova l’invito a contribuire con scritti e relazioni di quanto avviene in Comunità.

Da questa assemblea è scaturito un senso grande di gioia fraterna e di gratitudine allo Spirito che ci ha sostenuti nella decisione del rinnovare il Consiglio e di proporre, per questo anno pastorale, un cammino di formazione e di preghiera comunitaria. 

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Martedì, 4 Giugno, si è tenuta un’assemblea parrocchiale in vista del rinnovo del Consiglio di Comunità il cui ultimo mandato si conclude in questo anno pastorale.

Oltre ad alcune persone che hanno manifestato disponibilità pur non potendo essere presenti, erano circa 20 i convenuti, oltre ai sacerdoti.
Il parroco, don Enrico Magnani, dopo la recita di un salmo, ha aperto i lavori sviluppando un’intensa riflessione a partire da un “vecchio” testo (1989) del Card. Martini circa il “Consigliare nella Chiesa”.

La parola è poi stata data ai presenti che hanno molto apprezzato gli spunti emersi dal testo presentato.
Cresce la consapevolezza della necessità di una maggiore partecipazione nella comunità pastorale, per rispondere alla domanda di fondo: come essere Chiesa fra le case di questo territorio? La domanda poi viene si amplia e si specifica: fare di più in senso organizzativo o sviluppare maggiormente la spiritualità della presenza di fede? Come affrontare le grandi diversità presenti nel territorio a livello di residenti e di afferenti in genere?

Consigliare, è emerso in modo evidente, non è un semplice suggerire o proporre: è assunzione di responsabilità

L’incontro si è concluso con la decisione di dedicare una domenica, dopo le ferie estive, per illustrare nelle assemblee domenicali il significato della struttura del Consiglio Pastorale e offrire la possibilità di farne parte; successivamente, in un’altra domenica, verranno presentate le persone che hanno deciso di aderire.


In un tempo tanto fragile e disperatamente alla ricerca di approdi sicuri, crediamo che la comunità cristiana debba farsi carico del bisogno di senso, di crescita della dimensione spirituale, di condivisa interpretazione dei segni dei tempi, di evangelica freschezza troppo spesso appannata dal peso del formalismo.


Articoli precedenti


Verso il rinnovo del Consiglio pastorale della Comunità

Insieme con tutte le Comunità della nostra Chiesa diocesana, saremo prossimamente chiamati a rinnovare i membri dei Consigli Pastorali e degli Affari Economici delle nostre Comunità Pastorali e Parrocchiali.
Il Consiglio Pastorale ha un duplice fondamentale significato: da una parte, rappresenta l’immagine della fraternità e della comunione dell’intera comunità di cui è espressione in tutte le sue componenti, dall’altra, costituisce lo strumento della decisione comune pastorale.
Il Consiglio per gli Affari economici «è moralmente responsabile con il parroco davanti alla comunità parrocchiale del corretto e puntuale assolvimento di tutti gli adempimenti e delle obbligazioni che, per diritto canonico o norma civile, sono poste a capo della Parrocchia» (Sinodo 47°, cost. 147, § 2; cost. 148, § 3).
Rinnoveremo nei prossimi mesi questi Consigli per gli anni 2019-2023 e lo faremo non con la rassegnazione di una Chiesa in decadenza, ma animati dalla gioia di percorrere una nuova tappa evangelizzatrice nella vita della nostra Diocesi. Camminiamo insieme custodendo il dono della comunione e la coscienza della corresponsabilità. La scelta della Comunità Pastorale è promettente: in essa rimangono le Parrocchie come “chiesa tra le case”, ci si scambiano i doni che lo Spirito diffonde e si cercano vie per essere discepoli testimoni.
L’occasione del rinnovo ci può rimettere in gioco, guardando decisamente al domani, secondo i quattro tratti irrinunciabili che il vescovo Mario ha indicato, promulgando il Sinodo minore “Chiesa dalle Genti”.
Dimorare nello stupore. È una condizione spirituale che rende leggeri, lieti, contenti: suggerisce che l’esperienza cristiana è una grazia sorprendente. Prima dei doveri da adempiere, prima delle verità da imparare, prima dei problemi da affrontare, prima delle procedure da osservare, la convocazione di tutti i popoli sul monte del Signore è una festa da celebrare, una sorpresa che commuove e trafigge il cuore (cfr. At 2,37).
A proprio agio nella storia. Si è sperimentato che l’intraprendenza e la creatività, se vissute con costanza e saggezza, permettono di affrontare i problemi, di risolverne molti e di convivere con quelli che non si possono risolvere. Ci ha sempre accompagnato quel senso di responsabilità per i talenti ricevuti che impedisce di restare inoperosi e di pensare solo a se stessi.
Il forte grido. La vocazione a dare forma alla Chiesa di domani, vissuta nella docilità allo Spirito di Dio, impegna a percorsi di sobrietà, a forme pratiche di solidarietà, a una sensibilità cattolica che non tollera discriminazioni.
Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello (Ap 21,9). Le nostre liturgie, i nostri canti, la nostra poesia, le immagini della nostra devozione: ogni celebrazione accoglie il dono della comunione che ci unisce e invita ad esprimerlo con gratitudine e gioia edificando una Comunità che rivela nell’unità la ricchezza della pluriformità.

Per confrontarci su questo cammino verso il rinnovo del Consiglio Pastorale, e per programmare insieme il crescere nella collegialità
e nella sinodalità ecclesiale, la Diaconia della Comunità dei Santi Profeti in Milano, invita ad un incontro di confronto e approfondimento il giorno Martedì 4 Giugno – ore 19 in sala Ceriani (s. Babila)

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Lo scorso Mercoledì, abbiamo vissuto l’ASSEMBLEA DELLA COMUNITÀ con il CONSIGLIO PASTORALE: preghiera, condivisione della mensa e riflessione comune.
Purtroppo era molto limitato il numero dei partecipanti: oltre ai membri della Diaconia, neppure una decina di partecipanti. Questo ci fa riflettere sulla difficoltà di uscire dal proprio vissuto personale per sentirsi responsabili, in prima persona, del cammino della Comunità.
Soprattutto ci accorgiamo quanto sia facile il perdersi in critiche, spesso sterili e improduttive, senza trovare la forza e il coraggio di confrontarsi comunitariamente e di chiarire anche tante situazioni di disagio.
Speriamo che, con il tempo sia possibile crescere nella comunione fraterna (è sempre molto facile parlarne, ma molto più difficile viverla concretamente).

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La sera di Martedì 5 Giugno, si è svolta la prevista ASSEMBLEA DI CHIESA: iniziata in preghiera, proseguita in fraternità e conoscenza, conclusa in sinodalità, è stata per molti di noi l’esperienza di comprendere la possibilità di una vita di Chiesa anche nella particolari condizioni di Comunità che vivono nel centro storico della città. Scambio di opinioni, preoccupazioni comuni, intensità di comunicazioni che sgorgavano dal cuore e dalla sensibilità di ciascuno.


Testimonianze


Ore 19.30 di un martedì: la Comunità pastorale dei Ss. Profeti celebra i Vespri nella basilica di s. Babila ad apertura della Assemblea di Chiesa. Si vuole, così, portare a compimento l’anno pastorale 2017-2018. Salmi e Inni cantati insieme sono anche di richiamo favorevole a chi, in quel momento, dovesse entrare in chiesa.
Al termine dei Vespri ci si scambiano, reciprocamente, un sorriso e i primi saluti, poi ci si reca in sala Ceriani per un momento di fraternità: un aperitivo preparato con cura ammirevole dal gruppo delle “volontarie di s. Babila”.
Il clima festoso accompagna al momento di riflessione sull’anno pastorale trascorso: aiutati da una scheda, ripercorriamo il cammino compiuto. Le numerose iniziative che ci sono state proposte hanno coinvolto coloro che vi hanno partecipato: continueranno quindi anche nel prossimo anno.
Molte le persone presenti all’Assemblea: diversi perciò gli interventi, gli scambi di opinione e anche le preoccupazioni.
Una serata che ha accresciuto la conoscenza reciproca e che ci ha fatto comprendere come, gradualmente stiamo diventando una vera Comunità.
(Lucia Cantoni)


Quali impegni, incombenze, attività attendono la nostra Comunità Pastorale dei Santi Profeti ogni giorno?
È domanda insieme legittima e di difficile risposta, se si valuta solo in base a ciò che si vede – spesso distrattamente – e limitandosi alle frequentazioni , come dire ?, “rituali”.
Cioè, alle celebrazioni dell’Eucarestia nelle occasioni canoniche.
Vi è molto, molto di più.
Risposta più completa e pertinente la si trova partecipando di persona agli incontri che vengono sistematicamente organizzati per aggiornare parrocchiani – e non – su ciò che gira attorno alla nostra Comunità Pastorale.
Incontri aperti a tutti, che consentono di sentirsi davvero partecipi – attori e non comparse – delle numerose, numerosissime iniziative che costellano l’intero anno.
E di individuare, senza alcuna “pressione” e sempre per libera scelta, eventi, manifestazioni, attività che possono consentire a ciascuno di sentirsi soggetto attivo nelle mille forme in cui la professione della Fede sa esplicarsi.
Si va dunque dalle multifome opportunità di preghiera con cadenze particolari nei vari momenti dell’anno, alle numerose opportunità di Formazione. E poi le attività caritatevoli, le attività dell’Oratorio; l’impegno della Sinodalità, con i suoi molteplici Consigli. Inoltre le iniziative legate all’Accoglienza ed alle attività Culturali. L’impegno profuso nei rapporti con la Comunità “Dalle Genti” (Chiesa Cattolica Maronita, Comunità Cattolica Cingalese, Chiesa Ortodossa Copta, Chiesa Ortodossa Russa).
Per non dimenticare il nutrito elenco di attività cosiddette “Amministrative”: le Gestioni economiche, istituzionali, di manutenzione dei luoghi di culto e degli edifici connessi. Restauri, adeguamenti, rifacimenti, consolidamenti riqualificazioni, conversioni: qui si apre un capitolo che costantemente – ahinoi – si aggiorna di nuove incombenze. Incombenze mai di carattere meramente estetico, sempre legate al mantenimento del patrimonio artistico-religioso.
Quanto sopra esposto fa comprendere quale impegno gigantesco attenda ogni giorno la nostra Comunità Pastorale dei Santi Profeti e come il talento di ciascuno di noi possa contribuire a mantenere e consolidare lo splendido spirito che la caratterizza. (Giovanni Monti)


La Chiesa? A Milano? Esiste ancora? Sì, a Milano e proprio nel centro. Lo avrebbe potuto constatare chi fosse entrato nella chiesa di San Babila martedì sera, 5 giugno 2018, verso le ore 19.30, sì proprio all’ora dell’aperitivo.
Ma chi era in chiesa era lì per pregare, per prepararsi bene, cioè insieme al Signore Gesù e al suo Spirito, al successivo incontro previsto quella sera stessa per chi avesse desiderato incontrarsi e guardare insieme un anno di vita comunitaria.
I presenti dopo la preghiera in chiesa si sono messi a tavola. Sappiamo che anche Gesù stava volentieri a tavola, che proprio durante i pasti teneva le sue catechesi e non solo.
Dopo il pasto in comune, dopo il reciproco salutarsi e l’informarsi l’uno sulla salute dell’altro, sui progetti delle vacanze, sulle preoccupazioni per qualche amico comune, don Enrico ha preso la parola e, dopo aver distribuito agli altri sacerdoti, ai consacrati e ai laici presenti, circa una trentina di persone, una scheda ricca di informazioni e di notizie, ha incominciato così: “Non voglio essere lungo, ma bisogna pure che vi riferisca sulle attività e sui propositi futuri della nostra comunità…”
Non è sembrato lungo il suo discorso perché è stato capace di creare nei presenti un coinvolgimento e un vivo interessamento ai vari aspetti della vita della nostra comunità. Ma che cosa è la vita della comunità, di una comunità di Chiesa?
Sentite: “Vi presento tre temi fondamentali per la nostra Chiesa, tre temi che già sono stati affrontati da noi in precedenti incontri, ma che sempre sono al centro del nostro agire e del nostro pensare: la PREGHIERA, la FORMAZIONE, la CARITA’. Intorno a queste attività si costituisce una vita di chiesa, una vita di persone che desiderano dare a Gesù, per quanto possibile ma sempre con voglia di andare oltre, uno spazio importante nella propria vita”.
Questo spazio, e questo tempo, noi lo articoliamo in tre ambiti principali:
la PREGHIERA LITURGICA soprattutto nei tempi forti della Pasqua e della Quaresima, ma poi anche nelle celebrazioni eucaristiche festive e feriali (e quante sono le opportunità che ci vengono offerte), nella celebrazione dei vespri domenicali, nell’adorazione eucaristica ormai ben consolidata nelle nostre chiese, nella preghiera mariana del lunedì dopo Pentecoste;
la FORMAZIONE e la CATECHESI articolata in modi diversi che cerca di portare a tutte le persone di buona volontà un insegnamento e una riflessione a partire dalla Parola di Dio e da quella del Magistero. Le letture bibliche serali da parte di don Enrico M. e quelle del lunedì mattina di don Enrico C. e di don Augusto fanno ormai parte della vita di tanti di noi. Sempre in tema di formazione si vuole continuare l’attività dei cosiddetti gruppi domestici, cioè gruppi di persone che nelle proprie case ma sentendosi comunità, si riuniscono per interrogarsi, per pregare, per rispondere all’invito del nostro Vescovo a “dare spazio alla Parola di Dio nella propria vita”;
la preghiera e la formazione sarebbero sterili se non sfociassero in una azione concreta di CARITÀ, di aiuto nel territorio ai poveri e agli emarginati. In questo ambito molto di più si potrebbe fare, molti di più potrebbero essere i volontari: i gruppi della San Vincenzo e della Caritas che già hanno in atto iniziative concrete, non si stancano di ricercare vie nuove, anche facendo circolare in rete notizie e esperienze di tutto il Centro storico. La strada è tracciata, ma bisogna poi consolidare i percorsi in atto e questo sarà possibile solo se altri si uniranno generosamente per questo lavoro.
Per sostenere queste che sono le tre attività fondative, si articola poi tutto il lavoro diciamo di sostegno della nostra comunità. È una serie molto diversificata di interventi e di iniziative. Don Enrico ha ricordato allora il valore della SINODALITÀ, cioè del cercare insieme, sacerdoti e laici, le vie da percorrere, le attività da proporre a tutti; il cammino operoso e pieno di sorprese che si realizza intorno all’ORATORIO (dall’iniziazione cristiana alle vacanze estive messe in opera con la presenza di giovani animatori); l’impegno di ACCOGLIENZA per chi si avvicina alla Chiesa per chiedere un servizio (matrimonio, battesimo, funerale, un certificato …) e sentendosi accolto e accompagnato, magari decide di avvicinarsi di più a noi; la viva realtà della SCUOLA MATERNA di S. Maria della Passione che anno dopo anno educa i piccoli ma avvicina sempre di più i loro genitori. Certo in questo non mancano le sofferenze: ci piacerebbe poter contare su nuovi catechisti e su più persone per il servizio delle segreterie parrocchiali.
Ma la nostra vita intorno alla chiesa non finisce qui: avendo noi la grande ricchezza di ospitare una Comunità di rito maronita, di avere regolarmente presenti dei cristiani cingalesi con un loro sacerdote, di tenere aperte al culto la chiesa di s. Pietro Celestino, data in uso alla Chiesa ortodossa Copta e di ospitare, in s. Francesco di Paola, la Catechesi della Chiesa Ortodossa Russa, sperimentiamo nel concreto cosa voglia dire il nostro Vescovo Mario che ci parla della CHIESA DALLE GENTI.
E non manca un serio ASPETTO CULTURALE e più propriamente musicale: i concerti che regolarmente teniamo in San Babila e in Santa Maria della Passione sono belle occasioni nelle quali ci apriamo a tante persone che vengono per ascoltare della grande musica e poi si trovano in un ambiente che forse li può portare a domandarsi: ma io dove sono entrato? E perché? C’è qualche cosa oltre questa musica?
Alla fine siamo stati tutti coinvolti in un senso di stupore e di sorpresa. Ma come, la nostra tanto bistrattata chiesa è in grado di fare tutte queste cose? Sì, lo diciamo con gioia ma anche con un po’ di preoccupazione. Ci domandiamo: potremo sostenere questo ritmo? Anzi, potremmo fare di più?
A toglierci da questa visione, anche bella e confortante se vogliamo, ha pensato l’ultima parte della comunicazione della serata. In fondo alla scheda distribuitaci da don Enrico un titoletto: AMMINISTRAZIONE.
E qui ci siamo sentiti “tremare le vene e i polsi”. Gli impegni economici che dobbiamo affrontare per un decoroso mantenimento del patrimonio trasmessoci dalle generazioni precedenti (si dice così ormai un po’ da tutte le parti) sono tanti: il ripristino della facciata di s. Maria della Passione; la messa a norma del Teatro San Babila e dello stabile di via Livorno; la Cappella Grifo in s. Pietro in Gessate che rischia di perdere il colore dei suoi meravigliosi affreschi; i pannelli della Sala Capitolare che devono essere restaurati; il campanile di s. Francesco di Paola che non ha una scala agibile, il personale e le spese ordinarie che, mese dopo mese, devono essere pagati.
Però, in tutto questo, nessuna paura e nessun trionfalismo: abbiamo constatato di persona che i cristiani (donne e uomini di buona volontà) non mancano. Sappiamo di poter contare su tanti amici, anche nascosti. Ma, soprattutto, quando ci riuniamo in due o tre sperimentiamo nel cuore che il Signore Gesù è lì con noi. (Guido e Giulia Piccardo)
 

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Dobbiamo proseguire e potenziare l’esperienza dell’Adorazione Eucaristica:

  • il sabato (mensile) in s. Babila
  • il giovedì in giornata (settimanale) in s. Pietro in Gessate
  • i martedì mattino (settimanale) in s. Francesco di Paola

I gruppi (di parrocchiani e non) che hanno dato vita a queste esperienze sono per noi preziosi, e dobbiamo sostenerli soprattutto con la nostra presenza di preghiera che ci apre alla prospettiva di una vita di autentica comunione fraterna


Dobbiamo potenziare il nostro ascolto (comunitario) della Parola di Dio.
I nostri “gruppi di lettura biblica” devono trovare il modo di farsi conoscere e apprezzare anche al di là della cerchia dei frequentatori abitali, che devono diventare annunciatori della proposta di “lectio” comunitaria.


Dobbiamo, dopo la visita pastorale a Milano, trovare il modo di riprendere i testi di papa Francesco.
In modo particolare la esortazione apostolica del novembre 2013 Evangelii gaudium dovrebbe essere fatta oggetto di nuova rilettura e riflessione.


Dobbiamo aumentare le occasioni di apertura delle nostre chiese negli orari in cui sono normalmente chiuse.
L’esperienza di qualche apertura straordinaria (venerdì di Quaresima in s. Francesco di Paola, veglia in s. Maria della Passione, Confessioni in s. Babila) hanno fatto comprendere come questa esigenza di trovare un luogo di culto aperto in centro città sia autenticamente necessario.
Ovviamente è necessario risolvere il problema delle custodia della chiesa durante le aperture straordinarie.


Dobbiamo dare vita ad una Commissione Liturgia che possa coordinare le celebrazioni nelle nostra chiese perché il nostro culto sia, insieme, sempre bello e accogliente.
Questo, in particolare, potrebbe essere l’occasione per dare una forma più definita alle celebrazioni liturgiche dell’intera Comunità: Vespri domenicali e quaresimali, Triduo pasquale, celebrazione dei Sacramenti dell’Iniziazione cristiana.


Dobbiamo fornire al mondo giovanile un ambiente di Oratorio sempre più accogliente e funzionale.
Durante l’estate si procederà a realizzare una nuova entrata e dei nuovi bagni, per la sede di via Bellini, che, nei prossimi tempi, dovrà anche essere dotata di un ascensore per permettere a tutti la possibilità di accedervi.
A questo si aggiunge anche la necessità di riprendere e valorizzare la attività dell’Oratorio nelle sue due sedi (spettacolo di Natale, lavori quaresimali, ecc.).
Sarà anche necessario riorganizzare l’attività di Catechesi dell’Iniziazione cristiana sia per quanto riguarda il numero e la formazione delle Catechiste, sia per quanto riguarda la piena attuazione dei nuovi indirizzi diocesani.


Dobbiamo proseguire il dialogo con le Comunità cristiane non cattoliche, in parte iniziato con il “Corso di ecumenismo” organizzato dal SAE ed ospitato in s. Francesco di Paola.
Il SAE ha chiesto di poter proseguire questa esperienza e, ben volentieri, concederemo l’uso dei nostri locali. Potremmo, inoltre, organizzare due o tre incontri con le comunità che abbiamo più vicine alle nostre chiese (Chiesa Valdese, Chiesa Copta Ortodossa, Chiesa Luterana, Chiesa Anglicana). Potrebbe essere anche l’occasione di intessere relazioni con il Tempio Maggiore Ebraico di via della Guastalla.


Dobbiamo proseguire nell’impegno della carità, dopo il convegno “Milano centro: un cuore aperto agli ultimi”.
Le tradizionali Domeniche della s. Vincenzo, durante l’anno, devono diventare, oltre che occasioni di raccolta fondi delle attività caritative, anche opportunità per sensibilizzare la nostra Comunità sui temi importanti dell’accoglienza e della prossimità.


Dobbiamo ricostruire momenti di aggregazione, per rafforzare la via comunitaria.
Come già suggerito nello scorso anno pastorale, dobbiamo prevedere alcuni incontri di preghiera (Vespri), riflessione (con relazione e dialogo) e cena in comune, su temi di particolare importanza, anche a livello culturale e che investano la vita cittadina.


Sarà anche opportuno trovare il modo di ragguagliare in modo esatto, e scevro da malintesi, la Comunità sulla nostra situazione economico-finanziaria che, come negli scorsi anni, presenta problemi gravi per quanto riguarda la gestione ordinaria delle nostre strutture.
Sarà forse necessario convocare una assemblea della Comunità proprio su questo tema con la illustrazione della situazione da parte dei nostri Consigli per gli Affari economici (CAEP).

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