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Notiziaria di Sabato 15 Febbraio 2020


Il “tempo dopo l’Epifania” sta volgendo al suo termine. La Domenica, che apriremo con le celebrazioni vigiliari di questa sera, porta il nome di “Domenica della divina clemenza” perché ci sta avviando verso la ormai vicina celebrazione della Quaresima. C’è l’annuncio di un perdono, quello di Dio, annunciato da Gesù che non solo libera dal peccato, ma restituisce nuova dignità umana a chi si sente schiacciato dal peso dei propri errori. Le due Domeniche che ci attendono, sono quindi un percorso gioioso, che già fa intravedere la luminosità delle festa pasquale.

In questa Domenica, l’Oratorio della Comunità, nella sede di via Bellini, vivrà una “Domenica insieme” e, durante l’Eucaristia delle ore 11, in s. Maria della Passione, verrà consegnato il testo del “Padre nostro” ai ragazzi e ragazze del 2° anno di Catechesi dell’Iniziazione cristiana.

Sempre in questa Domenica, alle ore 17.30, in s. Babila, vi sarà la celebrazione comunitaria dei Vespri che vede radunati, in preghiera comune, i sacerdoti e i consacrati della nostra Comunità. L’invito alla preghiera comune è esteso a tutti i parrocchiani che vorranno unirsi nella lode vespertina.

 

Il giorno di Mercoledì 5 Febbraio, si è radunato il Consiglio Pastorale della Comunità. All’inizio dell’incontro sono stati presentati i membri della Diaconia e il loro compito svolto all’interno della Comunità. Si auspica che, in futuro, vi sia la possibilità di incontri comunitaria tra Diaconia e Consiglio pastorale. In seguito sono i singoli consiglieri a presentarsi per una reciproca conoscenza.

Data l’improvvisa assenza dell’Ausiliaria Diocesana Roberta, è don Enrico ad introdurre la relazione prevista all’ordine del giorno, basandosi su note lasciate da Roberta, responsabile in Comunità della Pastorale giovanile e della Iniziazione cristiana.

·        I bambini coinvolti nella Iniziazione cristiana sono circa 120/160 per anno pastorale (sono suddivisi in quattro gruppi dalla 2° alla 5° elementare); i preadolescenti (gruppo Medie) sono circa 15/20; gli adolescenti (scuole Medie superiori) sono 10/15. Con gli universitari non si è ancora formato un gruppo, ma, con loro, si intrattengono relazioni personali.

·        La richiesta, da parte dei Genitori, della preparazione ai Sacramenti (Comunione e Cresima) è generata più da una tradizione “culturale”, che non da una versa e propria necessità di un cammino di fede. Tuttavia, gli incontri con i Genitori proposti al momento della iscrizione, diventano ben presto, una occasione di un primo annuncio di evangelizzazione e di scoperta della vita cristiana.

·        Ai bambini dell’iniziazione viene proposto il cammino diocesano diviso in quattro anni:

o   Con Te! Figli (primo anno): scoperta di Gesù che può essere incontrato in ciò che si vive ogni giorno imparando a camminare e a crescere da figli di Dio. con la famiglia e nella Chiesa.

o   Con Te! Discepoli (secondo anno): seguire Gesù lungo la via che percorre, entrare nel segreto della sua preghiera, accogliere il dono della sua salvezza, incontrarlo Risorto e ricevere da lui la vita nuova.

o   Con Te! Amici (terzo anno): esperienza di amicizia con Gesù per scoprire il significato e il valore dei sacramenti (battesimo, riconciliazione ed eucaristia); riferimento principale è il Vangelo secondo Matteo

o   Con Te! Cristiani (quarto anno): scoperta della dimensione etica della vita cristiana intesa come vita secondo lo Spirito; scoperta dell’azione dello Spirito con la pluralità dei suoi doni; scoperta della vita nella Chiesa: frequentando e vivendo sempre più da protagonisti l’esperienza ecclesiale

·        Ai ragazzi del Gruppo Medie viene proposto un cammino di socializzazione (momenti e occasioni di aggregazione, proponendo educatori giovani come modelli di vita). Nel cammino del Gruppo Adolescenti si cerca di sostenerle domande della fede e di sostenere la speranza, attraverso la vita del gruppo, la proposta di mettersi a servizio dell’altro, il rendere i giovani protagonisti di alcuni momenti e impegni.

·        Le criticità che affiorano sempre:

o   Il sempre difficile ed originale rapporto tra fede e vita

o   La necessità dello scardinamento di alcuni pregiudizi

o   Il nodo dell’età adulta: da qui emerge la domanda: quale Chiesa adulta accoglie i giovani nel loro crescere?

Segue la Preghiera dei Vespri e, terminata la preghiera inizia le riflessione su quanto è stato comunicato:

•     Sembra importante conoscere i contenuti disciplinari e gli strumenti utilizzati per la Catechesi, per non fermarsi allo schema e ai numeri. È importante che anche gli adulti della Comunità, conoscano e riflettano sui contenuti comunicati ai giovani.

•     Viene chiesto se ogni singola Diocesi abbia un programma proprio per la Catechesi e se ci sono indicazioni dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Don Enrico spiega che giungono opportune direttive dalla CEI e che la Diocesi di Milano ha, dopo alcune sperimentazioni, redatto un suo programma con testi propri che stanno diffondendosi in tutta la Lombardia e anche altrove.

•     Don Giuseppe ricorda che la realtà del nord Italia è particolare perché ha la presenza degli Oratori che altrove manca. Nel resto d’Italia, spesso, il Sacramento della Cresima viene chiesto in prossimità del matrimonio proprio perché manca un cammino di accompagnamento reso possibile dagli oratori. È importante valutare i numeri come ha fatto il parroco perché rispecchiano l’elasticità della società del centro città (ragazzi residenti e ragazzi presenti perché i genitori lavorano in centro). Si deve anche guardare al futuro con speranza: i nostri giovani vivono una realtà diversa dal passato, ma, quando stanno per effettuare scelte importanti, il cammino fatto nelle catechesi in oratorio emerge. Come Comunità adulta dobbiamo comprendere che ci vogliono sempre tempi lunghi.

Don Augusto osserva che il problema dell’abbandono della pratica della vita religiosa e della vita della comunità parrocchiale esiste da quando si è scelto di battezzare i bambini. Sono, pertanto, i genitori che devono garantire la formazione cristiana dei figli come primi catechisti. Pertanto la Comunità pastorale, vista la realtà, è la vera famiglia che educa. Dobbiamo chiederci, come pensiamo, come Comunità, di collaborare per fare in modo che i ragazzi si sentano parte di un popolo?

Don Enrico lancia una provocazione: la comunità organizza delle catechesi itineranti, veri e propri percorsi nella città nei quali si richiede la presenza dei genitori con i quali, poi, si lavora. Sarebbe possibile essere accompagnati anche da qualcuno della comunità adulta che possa dare la sua testimonianza di adulto credente? Sarebbe bello avere un gruppo di adulti che collabora con il parroco. Per questo, viene chiesto di sapere per tempo quando vengono organizzate le “domeniche insieme” e le catechesi itineranti per potersi aggregare. L’avviso dovrebbe essere dato in chiesa, non solo sul “Foglio domenicale”.

Basandosi su esperienze di altre città, si potrebbe pensare che l’Oratorio non debba essere solo il luogo dei bambini, ma dovrebbe diventare luogo di aggregazione per le famiglie. Sarebbe bello avere coinvolgimento per stare insieme e sviluppare, in giornate dedicate, temi diversi, sia dai ragazzi, sia dai genitori.

A questo proposito viene chiesto di integrare quella parte di Comunità che non ha figli o nipoti in Oratorio con quella parte che, invece, li ha. Tutti dovrebbe essere invitati in Oratorio quando ci sono le “domeniche insieme”.

 

Il prossimo Martedì 18 Febbraio, ore 20.45, l’Arcivescovo invita i membri dei Consigli affari economici parrocchiali (CAEP) a un’assemblea in s. Ambrogio. È l’occasione, per il vescovo Mario, di esprimere la sua riconoscenza per la disponibilità a collaborare con il Parroco nel Consiglio degli Affari Economici. Il Vescovo comprende che l’amministrazione dei beni ecclesiastici è un servizio delicato, prezioso, complicato, ma che ha un valore simbolico: attraverso quello che si fa per le strutture e per le risorse, di cui la Comunità dispone, è possibile offrire una testimonianza della destinazione dei beni ecclesiastici al servizio della comunità, della solidarietà con i poveri, della custodia di un patrimonio unico di storia e cultura.

 

Giovedì 20 Febbraio, in s. Babila, ore 20, la Fondazione Organo SB, propone un concerto d’organo (con ingresso libero e gratuito): il maestro Jürgen Essl propone brani di Bach e Mendelssohn-Bartholdy, oltre a sue composizioni in prima esecuzione italiana. Allego la locandina del concerto.

Il prossimo Sabato, 22 Febbraio, dalle ore 21 alle 22,30, vi sarà in s. Babila, l’Adorazione Eucaristica caritativa.

 

d. Enrico

 

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Il “tempo dopo l’Epifania” sta volgendo al suo termine. La Domenica, che apriremo con le celebrazioni vigiliari di questa sera, porta il nome di “Domenica della divina clemenza” perché ci sta avviando verso la ormai vicina celebrazione della Quaresima. C’è l’annuncio di un perdono, quello di Dio, annunciato da Gesù che non solo libera dal peccato, ma restituisce nuova dignità umana a chi si sente schiacciato dal peso dei propri errori. Le due Domeniche che ci attendono, sono quindi un percorso gioioso, che già fa intravedere la luminosità delle festa pasquale.

In questa Domenica, l’Oratorio della Comunità, nella sede di via Bellini, vivrà una “Domenica insieme” e, durante l’Eucaristia delle ore 11, in s. Maria della Passione, verrà consegnato il testo del “Padre nostro” ai ragazzi e ragazze del 2° anno di Catechesi dell’Iniziazione cristiana.

Sempre in questa Domenica, alle ore 17.30, in s. Babila, vi sarà la celebrazione comunitaria dei Vespri che vede radunati, in preghiera comune, i sacerdoti e i consacrati della nostra Comunità. L’invito alla preghiera comune è esteso a tutti i parrocchiani che vorranno unirsi nella lode vespertina.

 

Il giorno di Mercoledì 5 Febbraio, si è radunato il Consiglio Pastorale della Comunità. All’inizio dell’incontro sono stati presentati i membri della Diaconia e il loro compito svolto all’interno della Comunità. Si auspica che, in futuro, vi sia la possibilità di incontri comunitaria tra Diaconia e Consiglio pastorale. In seguito sono i singoli consiglieri a presentarsi per una reciproca conoscenza.

Data l’improvvisa assenza dell’Ausiliaria Diocesana Roberta, è don Enrico ad introdurre la relazione prevista all’ordine del giorno, basandosi su note lasciate da Roberta, responsabile in Comunità della Pastorale giovanile e della Iniziazione cristiana.

·        I bambini coinvolti nella Iniziazione cristiana sono circa 120/160 per anno pastorale (sono suddivisi in quattro gruppi dalla 2° alla 5° elementare); i preadolescenti (gruppo Medie) sono circa 15/20; gli adolescenti (scuole Medie superiori) sono 10/15. Con gli universitari non si è ancora formato un gruppo, ma, con loro, si intrattengono relazioni personali.

·        La richiesta, da parte dei Genitori, della preparazione ai Sacramenti (Comunione e Cresima) è generata più da una tradizione “culturale”, che non da una versa e propria necessità di un cammino di fede. Tuttavia, gli incontri con i Genitori proposti al momento della iscrizione, diventano ben presto, una occasione di un primo annuncio di evangelizzazione e di scoperta della vita cristiana.

·        Ai bambini dell’iniziazione viene proposto il cammino diocesano diviso in quattro anni:

o   Con Te! Figli (primo anno): scoperta di Gesù che può essere incontrato in ciò che si vive ogni giorno imparando a camminare e a crescere da figli di Dio. con la famiglia e nella Chiesa.

o   Con Te! Discepoli (secondo anno): seguire Gesù lungo la via che percorre, entrare nel segreto della sua preghiera, accogliere il dono della sua salvezza, incontrarlo Risorto e ricevere da lui la vita nuova.

o   Con Te! Amici (terzo anno): esperienza di amicizia con Gesù per scoprire il significato e il valore dei sacramenti (battesimo, riconciliazione ed eucaristia); riferimento principale è il Vangelo secondo Matteo

o   Con Te! Cristiani (quarto anno): scoperta della dimensione etica della vita cristiana intesa come vita secondo lo Spirito; scoperta dell’azione dello Spirito con la pluralità dei suoi doni; scoperta della vita nella Chiesa: frequentando e vivendo sempre più da protagonisti l’esperienza ecclesiale

·        Ai ragazzi del Gruppo Medie viene proposto un cammino di socializzazione (momenti e occasioni di aggregazione, proponendo educatori giovani come modelli di vita). Nel cammino del Gruppo Adolescenti si cerca di sostenerle domande della fede e di sostenere la speranza, attraverso la vita del gruppo, la proposta di mettersi a servizio dell’altro, il rendere i giovani protagonisti di alcuni momenti e impegni.

·        Le criticità che affiorano sempre:

o   Il sempre difficile ed originale rapporto tra fede e vita

o   La necessità dello scardinamento di alcuni pregiudizi

o   Il nodo dell’età adulta: da qui emerge la domanda: quale Chiesa adulta accoglie i giovani nel loro crescere?

Segue la Preghiera dei Vespri e, terminata la preghiera inizia le riflessione su quanto è stato comunicato:

•     Sembra importante conoscere i contenuti disciplinari e gli strumenti utilizzati per la Catechesi, per non fermarsi allo schema e ai numeri. È importante che anche gli adulti della Comunità, conoscano e riflettano sui contenuti comunicati ai giovani.

•     Viene chiesto se ogni singola Diocesi abbia un programma proprio per la Catechesi e se ci sono indicazioni dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Don Enrico spiega che giungono opportune direttive dalla CEI e che la Diocesi di Milano ha, dopo alcune sperimentazioni, redatto un suo programma con testi propri che stanno diffondendosi in tutta la Lombardia e anche altrove.

•     Don Giuseppe ricorda che la realtà del nord Italia è particolare perché ha la presenza degli Oratori che altrove manca. Nel resto d’Italia, spesso, il Sacramento della Cresima viene chiesto in prossimità del matrimonio proprio perché manca un cammino di accompagnamento reso possibile dagli oratori. È importante valutare i numeri come ha fatto il parroco perché rispecchiano l’elasticità della società del centro città (ragazzi residenti e ragazzi presenti perché i genitori lavorano in centro). Si deve anche guardare al futuro con speranza: i nostri giovani vivono una realtà diversa dal passato, ma, quando stanno per effettuare scelte importanti, il cammino fatto nelle catechesi in oratorio emerge. Come Comunità adulta dobbiamo comprendere che ci vogliono sempre tempi lunghi.

Don Augusto osserva che il problema dell’abbandono della pratica della vita religiosa e della vita della comunità parrocchiale esiste da quando si è scelto di battezzare i bambini. Sono, pertanto, i genitori che devono garantire la formazione cristiana dei figli come primi catechisti. Pertanto la Comunità pastorale, vista la realtà, è la vera famiglia che educa. Dobbiamo chiederci, come pensiamo, come Comunità, di collaborare per fare in modo che i ragazzi si sentano parte di un popolo?

Don Enrico lancia una provocazione: la comunità organizza delle catechesi itineranti, veri e propri percorsi nella città nei quali si richiede la presenza dei genitori con i quali, poi, si lavora. Sarebbe possibile essere accompagnati anche da qualcuno della comunità adulta che possa dare la sua testimonianza di adulto credente? Sarebbe bello avere un gruppo di adulti che collabora con il parroco. Per questo, viene chiesto di sapere per tempo quando vengono organizzate le “domeniche insieme” e le catechesi itineranti per potersi aggregare. L’avviso dovrebbe essere dato in chiesa, non solo sul “Foglio domenicale”.

Basandosi su esperienze di altre città, si potrebbe pensare che l’Oratorio non debba essere solo il luogo dei bambini, ma dovrebbe diventare luogo di aggregazione per le famiglie. Sarebbe bello avere coinvolgimento per stare insieme e sviluppare, in giornate dedicate, temi diversi, sia dai ragazzi, sia dai genitori.

A questo proposito viene chiesto di integrare quella parte di Comunità che non ha figli o nipoti in Oratorio con quella parte che, invece, li ha. Tutti dovrebbe essere invitati in Oratorio quando ci sono le “domeniche insieme”.

 

Il prossimo Martedì 18 Febbraio, ore 20.45, l’Arcivescovo invita i membri dei Consigli affari economici parrocchiali (CAEP) a un’assemblea in s. Ambrogio. È l’occasione, per il vescovo Mario, di esprimere la sua riconoscenza per la disponibilità a collaborare con il Parroco nel Consiglio degli Affari Economici. Il Vescovo comprende che l’amministrazione dei beni ecclesiastici è un servizio delicato, prezioso, complicato, ma che ha un valore simbolico: attraverso quello che si fa per le strutture e per le risorse, di cui la Comunità dispone, è possibile offrire una testimonianza della destinazione dei beni ecclesiastici al servizio della comunità, della solidarietà con i poveri, della custodia di un patrimonio unico di storia e cultura.

 

Giovedì 20 Febbraio, in s. Babila, ore 20, la Fondazione Organo SB, propone un concerto d’organo (con ingresso libero e gratuito): il maestro Jürgen Essl propone brani di Bach e Mendelssohn-Bartholdy, oltre a sue composizioni in prima esecuzione italiana. Allego la locandina del concerto.

Il prossimo Sabato, 22 Febbraio, dalle ore 21 alle 22,30, vi sarà in s. Babila, l’Adorazione Eucaristica caritativa.

 

d. Enrico

 

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Il “tempo dopo l’Epifania” sta volgendo al suo termine. La Domenica, che apriremo con le celebrazioni vigiliari di questa sera, porta il nome di “Domenica della divina clemenza” perché ci sta avviando verso la ormai vicina celebrazione della Quaresima. C’è l’annuncio di un perdono, quello di Dio, annunciato da Gesù che non solo libera dal peccato, ma restituisce nuova dignità umana a chi si sente schiacciato dal peso dei propri errori. Le due Domeniche che ci attendono, sono quindi un percorso gioioso, che già fa intravedere la luminosità delle festa pasquale.

In questa Domenica, l’Oratorio della Comunità, nella sede di via Bellini, vivrà una “Domenica insieme” e, durante l’Eucaristia delle ore 11, in s. Maria della Passione, verrà consegnato il testo del “Padre nostro” ai ragazzi e ragazze del 2° anno di Catechesi dell’Iniziazione cristiana.

Sempre in questa Domenica, alle ore 17.30, in s. Babila, vi sarà la celebrazione comunitaria dei Vespri che vede radunati, in preghiera comune, i sacerdoti e i consacrati della nostra Comunità. L’invito alla preghiera comune è esteso a tutti i parrocchiani che vorranno unirsi nella lode vespertina.

 

Il giorno di Mercoledì 5 Febbraio, si è radunato il Consiglio Pastorale della Comunità. All’inizio dell’incontro sono stati presentati i membri della Diaconia e il loro compito svolto all’interno della Comunità. Si auspica che, in futuro, vi sia la possibilità di incontri comunitaria tra Diaconia e Consiglio pastorale. In seguito sono i singoli consiglieri a presentarsi per una reciproca conoscenza.

Data l’improvvisa assenza dell’Ausiliaria Diocesana Roberta, è don Enrico ad introdurre la relazione prevista all’ordine del giorno, basandosi su note lasciate da Roberta, responsabile in Comunità della Pastorale giovanile e della Iniziazione cristiana.

·        I bambini coinvolti nella Iniziazione cristiana sono circa 120/160 per anno pastorale (sono suddivisi in quattro gruppi dalla 2° alla 5° elementare); i preadolescenti (gruppo Medie) sono circa 15/20; gli adolescenti (scuole Medie superiori) sono 10/15. Con gli universitari non si è ancora formato un gruppo, ma, con loro, si intrattengono relazioni personali.

·        La richiesta, da parte dei Genitori, della preparazione ai Sacramenti (Comunione e Cresima) è generata più da una tradizione “culturale”, che non da una versa e propria necessità di un cammino di fede. Tuttavia, gli incontri con i Genitori proposti al momento della iscrizione, diventano ben presto, una occasione di un primo annuncio di evangelizzazione e di scoperta della vita cristiana.

·        Ai bambini dell’iniziazione viene proposto il cammino diocesano diviso in quattro anni:

o   Con Te! Figli (primo anno): scoperta di Gesù che può essere incontrato in ciò che si vive ogni giorno imparando a camminare e a crescere da figli di Dio. con la famiglia e nella Chiesa.

o   Con Te! Discepoli (secondo anno): seguire Gesù lungo la via che percorre, entrare nel segreto della sua preghiera, accogliere il dono della sua salvezza, incontrarlo Risorto e ricevere da lui la vita nuova.

o   Con Te! Amici (terzo anno): esperienza di amicizia con Gesù per scoprire il significato e il valore dei sacramenti (battesimo, riconciliazione ed eucaristia); riferimento principale è il Vangelo secondo Matteo

o   Con Te! Cristiani (quarto anno): scoperta della dimensione etica della vita cristiana intesa come vita secondo lo Spirito; scoperta dell’azione dello Spirito con la pluralità dei suoi doni; scoperta della vita nella Chiesa: frequentando e vivendo sempre più da protagonisti l’esperienza ecclesiale

·        Ai ragazzi del Gruppo Medie viene proposto un cammino di socializzazione (momenti e occasioni di aggregazione, proponendo educatori giovani come modelli di vita). Nel cammino del Gruppo Adolescenti si cerca di sostenerle domande della fede e di sostenere la speranza, attraverso la vita del gruppo, la proposta di mettersi a servizio dell’altro, il rendere i giovani protagonisti di alcuni momenti e impegni.

·        Le criticità che affiorano sempre:

o   Il sempre difficile ed originale rapporto tra fede e vita

o   La necessità dello scardinamento di alcuni pregiudizi

o   Il nodo dell’età adulta: da qui emerge la domanda: quale Chiesa adulta accoglie i giovani nel loro crescere?

Segue la Preghiera dei Vespri e, terminata la preghiera inizia le riflessione su quanto è stato comunicato:

•     Sembra importante conoscere i contenuti disciplinari e gli strumenti utilizzati per la Catechesi, per non fermarsi allo schema e ai numeri. È importante che anche gli adulti della Comunità, conoscano e riflettano sui contenuti comunicati ai giovani.

•     Viene chiesto se ogni singola Diocesi abbia un programma proprio per la Catechesi e se ci sono indicazioni dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana). Don Enrico spiega che giungono opportune direttive dalla CEI e che la Diocesi di Milano ha, dopo alcune sperimentazioni, redatto un suo programma con testi propri che stanno diffondendosi in tutta la Lombardia e anche altrove.

•     Don Giuseppe ricorda che la realtà del nord Italia è particolare perché ha la presenza degli Oratori che altrove manca. Nel resto d’Italia, spesso, il Sacramento della Cresima viene chiesto in prossimità del matrimonio proprio perché manca un cammino di accompagnamento reso possibile dagli oratori. È importante valutare i numeri come ha fatto il parroco perché rispecchiano l’elasticità della società del centro città (ragazzi residenti e ragazzi presenti perché i genitori lavorano in centro). Si deve anche guardare al futuro con speranza: i nostri giovani vivono una realtà diversa dal passato, ma, quando stanno per effettuare scelte importanti, il cammino fatto nelle catechesi in oratorio emerge. Come Comunità adulta dobbiamo comprendere che ci vogliono sempre tempi lunghi.

Don Augusto osserva che il problema dell’abbandono della pratica della vita religiosa e della vita della comunità parrocchiale esiste da quando si è scelto di battezzare i bambini. Sono, pertanto, i genitori che devono garantire la formazione cristiana dei figli come primi catechisti. Pertanto la Comunità pastorale, vista la realtà, è la vera famiglia che educa. Dobbiamo chiederci, come pensiamo, come Comunità, di collaborare per fare in modo che i ragazzi si sentano parte di un popolo?

Don Enrico lancia una provocazione: la comunità organizza delle catechesi itineranti, veri e propri percorsi nella città nei quali si richiede la presenza dei genitori con i quali, poi, si lavora. Sarebbe possibile essere accompagnati anche da qualcuno della comunità adulta che possa dare la sua testimonianza di adulto credente? Sarebbe bello avere un gruppo di adulti che collabora con il parroco. Per questo, viene chiesto di sapere per tempo quando vengono organizzate le “domeniche insieme” e le catechesi itineranti per potersi aggregare. L’avviso dovrebbe essere dato in chiesa, non solo sul “Foglio domenicale”.

Basandosi su esperienze di altre città, si potrebbe pensare che l’Oratorio non debba essere solo il luogo dei bambini, ma dovrebbe diventare luogo di aggregazione per le famiglie. Sarebbe bello avere coinvolgimento per stare insieme e sviluppare, in giornate dedicate, temi diversi, sia dai ragazzi, sia dai genitori.

A questo proposito viene chiesto di integrare quella parte di Comunità che non ha figli o nipoti in Oratorio con quella parte che, invece, li ha. Tutti dovrebbe essere invitati in Oratorio quando ci sono le “domeniche insieme”.

 

Il prossimo Martedì 18 Febbraio, ore 20.45, l’Arcivescovo invita i membri dei Consigli affari economici parrocchiali (CAEP) a un’assemblea in s. Ambrogio. È l’occasione, per il vescovo Mario, di esprimere la sua riconoscenza per la disponibilità a collaborare con il Parroco nel Consiglio degli Affari Economici. Il Vescovo comprende che l’amministrazione dei beni ecclesiastici è un servizio delicato, prezioso, complicato, ma che ha un valore simbolico: attraverso quello che si fa per le strutture e per le risorse, di cui la Comunità dispone, è possibile offrire una testimonianza della destinazione dei beni ecclesiastici al servizio della comunità, della solidarietà con i poveri, della custodia di un patrimonio unico di storia e cultura.

 

Giovedì 20 Febbraio, in s. Babila, ore 20, la Fondazione Organo SB, propone un concerto d’organo (con ingresso libero e gratuito): il maestro Jürgen Essl propone brani di Bach e Mendelssohn-Bartholdy, oltre a sue composizioni in prima esecuzione italiana. Allego la locandina del concerto.

Il prossimo Sabato, 22 Febbraio, dalle ore 21 alle 22,30, vi sarà in s. Babila, l’Adorazione Eucaristica caritativa.

 

d. Enrico

 

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