Ho avuto paura…

Exemple

Ho avuto paura…


Ciò che oggi la liturgia ci dona, dal libro della Genesi, è un testo capitale…
Appare come un passaggio fondamentale per accogliere tutta la Parola di Dio
– dalle origini fino al Signore Gesù –
come l’unica Storia della Salvezza che ha nel Figlio di Dio
la sua pienezza e il suo compimento…

Noi tutti, come singoli e come Chiesa, quasi quotidianamente,
facciamo l’esperienza dell’insinuante, seducente, fascino dell’altra parola…
C’è la Parola, quella che ormai sappiamo leggere e meditare,
e fare anche oggetto di Lectio: la Parola di Dio! La Parola del Signore!
Parola che amiamo, che acclamiamo, che ascoltiamo con attenzione
– a volte, stupiti, a volte sconcertati, spesso affascinati –
e che, giorno per giorno, impariamo a fare un po’ più nostra…

Ma, ben lo sappiamo, c’è anche l’altra parola:
chi la pronuncia? spesso non lo sappiamo…
che dice di preciso? non sempre lo comprendiamo bene…
cosa vuole da noi? forse solo insinuare un po’ di sollievo…

Un’altra parola è sufficientemente dolce per lasciarsi almeno ascoltare:
è una parola che sembra voler dialogare su quello che Dio ha detto,
ma non è sincera su cosa effettivamente Dio abbia detto…
L’altra parola vuole insinuare un appesantimento della Parola di Dio divina,
e, insieme, rende subito più faticosa l’obbedienza umana:
non si dovrebbe mangiare di nessun albero del giardino!

La vivente, la donna, corregge le parole del serpente,
ma aggiunge il divieto di non toccare che il Signore non aveva dato:
siamo dunque dentro ad un’aggressione dilagante nei confronti della Parola!

Il serpente fa toccare l’albero alla vivente e le insinua: vedi che non sei morta?
Ma l’altra parola non dice che la morte può essere qualcosa d’altro…

Non più protetti dal mantello della comunione con la Parola,
i primi viventi precipitano nella debolezza della loro nudità di creature,
e sono spaventati e resi vergognosi…
Hanno paura di ciò che prima vivevano nell’armonia e nella pace…
Sono spogliati della loro intima comunione con Dio
sono esposti duramente al limite di aver scelto l’altra parola…

L’uomo e la donna, nel giardino, sono ormai in situazione di morte:
sono nascosti nel buio di un cespuglio, quasi un piccola tomba…
Ma c’è già chi chiama, con voce perenne che risuona nei secoli: Adamo dove sei?
Dovremo scorrere molte pagine del testo biblico per sentir risuonare la voce:
un altro buio, un’altra tomba, e la voce che grida: Lazzaro vieni fuori!

don Enrico