Una creazione redenta

Exemple

Una creazione redenta


Oggi la Liturgia, nell’Epistola, ci dona un testo della lettera ai Romani,

  dove Paolo, nella prima parte della lettera, descrive – con un crescendo –

  la situazione di peccato dell’umanità, in cui si sente profondamente coinvolto,

  e, considerando il bene che vorrebbe fare e il male che compie, non volendolo,

  giunge ad esclamare: Chi mi libererà da questo corpo di morte?

Tuttavia, in questa, apparente, disperazione totale di disprezzo della sua corporeità,   

  Paolo mostra una luminosa docilità alla grazia,

  e, nel parlare della attuale condizione di credente,

  che vive ancora sotto il segno del peccato, sente, in sé, l’azione potente di Dio:

  il Padre è già intervenuto donando suo Figlio

  e intervenire ancora, col suo Spirito, per farci partecipare alla sua gloria…

 

Così, Paolo affronta le sofferenze del tempo presente – pur reali e gravi –

  che non sono paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi…

Inoltre, con Paolo, l’intera umanità, e l’intera creazione,

  sono incamminate verso la piena rivelazione dei figli di Dio

 

Paolo supera il pessimismo che sembra racchiudere a vicenda dell’umanità,

  e quella di tutta la creazione, coinvolta nel dramma e nella speranza dell’umanità:   

  la creazione intera, infatti, segue il cammino dell’essere umano

  al quale è stata affidata fin dal principio…

Sperimentiamo, ogni giorno, con consapevolezza sempre più nuova e ampia,

  l’aggressione e l’abbrutimento che il peccato dell’essere umano

  introduce nella meraviglia della creazione,

  ma, con Paolo, dobbiamo credere che sarà partecipe della sua salvezza…

 

La natura, la splendida creazione, vive attualmente una condizione devastata:

  è compito di noi umani, se ci poniamo in ascolto dello Spirito,

  interpretarne la bellezza, curarne la difesa, provvedere al suo rispetto…

Se il tempo in cui viviamo è diventato più sensibile alla tutela dell’ambiente,

  il cristiano sta comprendendo che suo compito è la piena liberazione del creato…

Se, in altro tempo, il mondo religioso era caduto in balia di uno spiritualismo

  che voleva dissociare lo spirito dalla materia,

  prospettando un cammino di religione come un abbandono della materia,

  la lettura di Paolo ci aiuta a comprendere che l’opera di salvezza del Padre,

  che si è compiuta nel dono della vita di Gesù e nella sua resurrezione…

È vero, quindi, tutto il contrario: la vita dell’essere umano e della creazione intera,

  deve affondare nel dolore della vita, ma restando radicata nella speranza…

La speranza è forte, e la speranza è in una vita altra (non in un’altra vita!):

  una vita fondata in Dio e da lui redenta, che dà pieno senso a questa vita…

Paolo usa il paragone delle doglie del parto: un dolore forte, ma non assurdo;

  un dolore da cui scaturisce la vita e non la morte…

Tutta la creazione, come nel gemito del parto, attende, con noi, la sua gloria …

                                                                                don Enrico