Una tenda e la Trinità

Exemple

Una tenda e la Trinità


Il racconto di Genesi, che la Liturgia oggi ci dona, colmo di delicatezza e intimità,
ci trasporta in una terra lontana, assolata e brulla, dal pastore, nomade, Abramo…
I Padri della Chiesa, e molti pittori e iconografi, antichi e moderni,
hanno visto, in questo indefinibile incontro tra l’anziano patriarca
e i viandanti – che son tre, ma forse son uno – una prefigurazione della Trinità…
Un racconto che è preceduto da quello dell’alleanza di Dio con Abramo,
e dalla narrazione della circoncisione del patriarca Abramo…
Il segno della circoncisione, nel vivo della carne,
ha donato ad Abramo una comprensione più alta dell’appartenenza a Dio,
guidandolo a comprendere che nessun umano appartiene ad altri, se non a Dio…
Questa nuova consapevolezza fa nascere in lui la volontà di aprirsi all’altro,
in una piena accoglienza, senza timore di rivelare la propria debolezza…
Abramo accoglie i tre sconosciuti, che forse sono uno, con onore e rispetto,
– non gli è ancora chiaro che è il Signore con i suoi messaggeri celesti –
ed offre ai viandanti la migliore ospitalità tradizionale:
acqua per lavarsi i piedi e rinfrescarli, qualcosa da mangiare,
e la possibilità di riposarsi al riparo del sole cocente…
Abramo, rinnovato dall’alleanza con Dio, è libero davanti all’altro,
non ha timore dello straniero e dello sconosciuto,
e, in un pasto conviviale e accogliente, stringe amicizia e lo fa suo alleato…
Non possiamo dimenticare che un cibo, orgoglioso e egoistico,
aveva interrotto la comunicazione, nell’Eden, tra Dio e l’umanità,
provocando la domanda di Dio, rivolta all’Adamo nascosto: Dove sei?
Ora il cibo, ospitale e generoso, condiviso e confortante,
ricrea una nuova comunione, inattesa e gioiosa…
E la domanda viene ribaltata, quasi a dire: tu sei qui, ma dov’è Sara tua moglie?
Se nell’Eden era nata una conflittualità, tra l’uomo e la donna, e tra loro con Dio,
nella tenda ospitale nasce una nuova possibilità di comunicazione:
Dio vorrà ritornare in quella tenda ospitale, e la sua presenza sarà feconda,
poiché la donna sterile e avvizzita, sarà capace di generare vita e sorriso…
L’Eden, luogo meraviglioso, dove Dio passeggiava con l’umanità,
era diventato luogo di peccato, di conflittualità e divisione…
La tenda, nel deserto, luogo di solitudine, di asprezza e di sfinimento,
diventa luogo di accoglienza, di condivisione e di nuova nascita…
Leggere, oggi, questo racconto, nella festa della Trinità,
ci provoca a cogliere che la comunione misteriosa delle tre Persone,
non è estranea al nostro quotidiano spalancare l’ombra della tenda
a quanti camminano nell’arsura faticosa della vita…
La Trinità è certamente un mistero, come insegna il catechismo,
ma, in ogni accoglienza e condivisione, il mistero vive e feconda la vita…

don Enrico