Un solo linguaggio

Exemple

Un solo linguaggio


Era la festa della Pentecoste e la città era piena di gente,
tanti Giudei, giunti a Gerusalemme per celebrare la festa di Pentecoste
e seguire i riti esattamente, come stabilito per loro, fin dal tempo di Mosè…
Forse, con il passare del tempo e la ripetizione di antichi riti,
era venuta a mancare l’idea che, un giorno, ciò che i riti annunciavano
si sarebbe avverato e, nella venuta del Messia, sarebbero giunti a pienezza…
Tuttavia, la fedeltà agli antichi riti, colmi di speranza e fascino,
era, e lo è ancora oggi nella pratica quotidiana dei fratelli Ebrei,
annuncio e interpellanza per quanti si pongono in un vero ascolto…
Attendere e sperare – atteggiamenti fondamentali anche per il cristiano –
sono continuo richiamo al mondo, così spesso legato al presente,
di una realtà che supera e trascende il vivere quotidiano…

In quel giorno della festa di Pentecoste, cinquanta giorni dopo la Pasqua,
si dava inizio alla mietitura, lodando l’Altissimo per il dono delle messi:
era l’affermazione della fiducia nel Dio che porta tutto a compimento…
La Chiesa-madre di Gerusalemme, piccolo gruppo di centoventi credenti,
era radunata: erano tutti insieme, in ubbidienza a quello che Gesù aveva ordinato,
quando era apparso dopo la risurrezione: rimanete in Gerusalemme, finché…
I credenti erano dove Gesù aveva comandato loro di essere,
pronti perché Dio operasse tramite loro, in attesa della sua opera,
anche se non sapevano come sarebbe stato l’arrivo dello Spirito promesso,
e come l’avrebbero riconosciuto: aspettando, senza sapere quello che aspettavano!

Dio, più volte, nella storia, aveva operato in modo visibile,
ed anche questa prima venuta dello Spirito sui credenti avviene in modo visibile:
il suono di un vento impetuoso e qualcosa di simile a lingue di fuoco…
Il rumore del vento attira un gran numero di persone,
mentre il fuoco riempie, di calore, il freddo vuoto interiore dato dal timore…

Ed ecco che la venuta dello Spirito Santo dà potenza ai credenti,
perché testimonino Gesù in tutto il mondo, iniziando da Gerusalemme:
lo Spirito è potenza per proclamare Gesù a tutti, e parlando le lingue di tutti!

La Pentecoste è giorno di entusiasmo, in cui tutti ascoltano le cose di Dio
e tutti capiscono, in un solo linguaggio, le grandi cose di Dio…

Hanno tanto bisogno, i cristiani di oggi, di ritrovare questo unico linguaggio:
una unità che nasce dal dialogare, dall’accogliere, dal condividere,
dal camminare insieme, senza mai ritenersi superiori gli uni, gli altri…

Ogni giorno, nell’Eucaristia, lo Spirito soffia e riscalda la Chiesa:
un’unica mensa di Parola e di Pane, dove tutti gli invitati
– non i suoi, ma quelli dell’Agnello – uniscono le diversità in un solo Amore!

don Enrico