Un Messia turbato e commosso

Exemple

Un Messia turbato e commosso


Molti dei giudei credettero in lui…
Così annota Giovanni, sul finire del racconto del ritorno a vita di Lazzaro…
Perché hanno creduto in Gesù?
Alcuni avran creduto perché videro uscire il morto, reso vivo, dalla tomba…
Ma, forse, alcuni saran stati colpiti dal vivere di Gesù in mezzo agli umani:
dai suoi umanissimi sentimenti, rivelati dall’intenso racconto di Giovanni,
il turbamento e la commozione.
Di fronte alla morte di un amico, di una persona da lui amata,
Gesù è turbato: come tutti noi deve constatare l’ingiustizia della morte…
Perché non è soltanto – e non è certo poca cosa – un corpo che muore:
con quel corpo se vanno, per sempre, la quotidianità dei gesti,
l’intimità delle relazioni, la consuetudine dell’amore…
La morte tronca tutto!

Per questo Gesù, come tutti noi, vive l’esperienza del sentirsi ferito dalla morte
e del sentire, davanti alla fine di una vita, il dolore e l’angoscia:
ciò che lui stesso proverà di fronte alla prospettiva della propria morte imminente
e del vicino tradimento di Giuda…
Gesù, inoltre, alla vista della tomba, è preso da una commozione grandissima,
e scoppia in pianto, è il segno più forte del grande amore per Lazzaro…

Oggi siamo chiamati a turbarci, come facciamo, quasi quotidianamente,
davanti ai pianti strazianti e disperati, sommessi e sgomenti,
di tanti che piangono una morte, una distruzione, una scomparsa;
dei quei tanti che cercano un significato per l’esistenza degli umani
e vedono nella morte solo un inesorabile destino…

Gesù, che è il Messia, il Signore della vita,
ha voluto incontrare questo turbamento per la morte dell’essere umano
e piangere, commosso, davanti a tutti, e dire il suo amore per la vita,
e rivelare a tutti il suo affetto per un amico…
Sarebbe già grande se ci avesse detto anche solo questo,
sarebbe già incredibile se solo ci avesse rivelato
la sua profonda partecipazione alla nostra vita…
Ma non basta! Il pianto di Gesù, non è solo per l’amico:
in quel momento lui ci rivela il suo pianto per l’intera umanità:
e quel pianto, affidato in preghiera al Padre, dona la vita.
Se, con Gesù, impareremo a piangere, in silenzio come lui,
commossi e turbati, come lui, affidati, come inermi, al Padre:
non vedremo resurrezioni e morti che rivivono,
ma potremo condividere con lui l’amore per vita e il suo stare in mezzo a noi…
E questo sarà l’inizio di ogni resurrezione!

don Enrico