Fango e luce

Exemple

Fango e luce


Ma Gesù si nascose e uscì dal tempio!
Così terminava il drammatico racconto evangelico della scorsa Domenica…
Usciva dopo che i giudei avevano raccolto le pietre, pietre del Tempio,
per scagliarle contro di lui, Luce del mondo,
quasi a voler spegnere la sua ingombrante e luminosa presenza…
Del resto, sin dall’inizio, Giovanni aveva detto che veniva nel mondo la luce vera,
ma le tenebre non l’han voluta accogliere…
Gesù uscì dal tempio e, passando, vide un uomo cieco dalla nascita,
così inizia, senza soluzione di continuità, il brano di oggi…
Le tenebre si fanno presenti, in modo subdolo, in quest’uomo immerso nel buio:
ma, con la saliva, liquido organico che ricorda la vita,
Gesù, in silenzio, con gesto non richiesto, impasta la terra, creando un fango,
gesto che ricorda il fango dell’Adamah che Dio aveva plasmato nell’Eden…
Dopo aver plasmato il fango sugli occhi del cieco, che piomba ancor più nel buio,
Gesù parla: è la Parola eterna che, fatta carne, risuona nella storia…
Gesù dà un ordine, perché il cieco si metta in cammino,
un cammino fisico e spirituale dal tempio alla piscina di Siloe;
un cammino, quasi nella valle oscura, dove la Parola è bastone e vincastro…

L’uomo guarisce, ora vede, è nella luce abbagliante del giorno che mai ha visto,
tuttavia, intorno a lui, si crea il caos: è interrogato dai vicini,
poi condotto dai farisei, misconosciuto dai genitori, deriso come discepolo…
Questo calvario, di sospetti e accuse, produce una vera testimonianza:
l’uomo trova il coraggio di parlare davanti ai maestri della legge,
poiché l’incontro con Gesù lo ha cambiato radicalmente…
Se i farisei non sono disposti a riconoscere un’opera di Dio,
se non vogliono lasciarsi interpellare da quanto è accaduto sotto i loro occhi,
significa che quegli occhi sono ostinatamente chiusi: essi sono ciechi
e nessun segno o insegnamento li farà spalancare per vedere,
non saranno più in grado di accogliere l’altro, e il mistero che ognuno annuncia…

Quando Gesù incontra nuovamente l’uomo, che ormai vede,
lo conduce alla professione della fede e gli rivela la sua identità messianica:
un uomo, partito dalla tenebra, giunge alla luce divina di Gesù!

Se è gioioso contemplare la venuta di Gesù che rende vedenti i ciechi
è anche angoscioso scoprire che i vedenti rischiano di divenire ciechi…
L’Evangelo ci ricorda che abbiamo ricevuto la Luce nel battesimo,
ma che sta a ciascuno rendersi, ogni volta, disponibili o non disponibili,
a riconoscere e rimanere in questa Luce…
È il cammino della vita, che continuamente si ripete:
andare costantemente, come a tentoni, alla piscina di Siloe,
fidandoci della Parola, perché la luce non si estingua in noi…

don Enrico