Pietre e libertà

Exemple

Pietre e libertà


C’erano già tante pietre, pronte, intorno a Gesù:
dovevano servire per lapidare una donna colta in adulterio
e, proprio per questo, Scribi e Farisei avevano portato la donna dinanzi a lui
con le pietre tra le mani, pronte per colpirla…
Ma Gesù non condannò la donna e, dopo averla assicurata di non condannarla,
l’aveva invitata ad andare non peccare più!
Le pietre erano rimaste inutili testimoni di durezza e presunzione…
Così, Gesù aveva insegnato, a tutti i presenti, il suo essere la luce del mondo
e aveva proclamato che, credendo in lui e obbedendo ai suoi insegnamenti,
era possibile conoscere il Padre e la sua misericordia…
La donna, non più schiava del peccato che l’incatenava, se ne andò libera,
invitata, dal perdono di Gesù, a non ricadere nella schiavitù del tentatore…
Alcuni dei presenti, forse commossi dalle parole di Gesù,
o forse illuminati dal desiderio di comprenderlo come vera luce del mondo,
avevano sentito nascere, nel loro cuore, la fede in Gesù…
Tuttavia, pur credendo in lui, sentivano quasi un dovere il metterlo alla prova
e chiarire il senso del discepolato, della verità e della libertà evangelica…

La proposta di Gesù è chiara, lampante; per essere liberi è necessaria una scelta:
quella di perseverare nella sua Parola per conoscere sempre la nuova verità!
I Giudei, quelli che pur credono in Gesù, sono convinti di avere già una parola,
quella rivolta ad Abramo, padre nella fede, che intendono rivolta anche a loro,
quella che assicurava una figliolanza per sempre, eternamente immobile…
Invece, la Parola di Gesù, che è Gesù stesso, è una parola sempre nuova:
è una quotidiana chiamata alla libertà, che ogni giorno interpella,
che ogni giorno diventa vocazione nuova,
alla quale, quotidianamente si è chiamati a rispondere, in un modo o nell’altro…
La Parola di Gesù è la sua vita, e coinvolge intelligenza, volontà e cuore,
è Parola del Figlio che mostra il volto del Padre che dà la vita,
Parola che invita a lasciarsi amare dal Padre,
e chiede di amarlo senza misura, una Parola che è Verità…
Per questo è necessario rimanere in quella Parola:
perché è il vivere, quotidiano, della nostra vita nella vita di Gesù,
lasciando che, giorno dopo giorno, si modelli sull’esistenza di Gesù…
È una Parola che non si può ritagliare a propria misura,
una Parola che, interpellando quotidianamente, interpella lo spazio della vita,
e, pur occupandola, chiama ad una vera scelta di libertà…
I Giudei intuiscono di essere chiamati ad una conversione continua:
fare della Parola, che fa verità che libera, la misura della propria vita…
Ma questa proposta è troppo dura, troppo interpellante, troppo coinvolgente
e saltan fuori, di nuovo, le pietre da scagliare, ora, contro Gesù:
loro non sono come la donna, non hanno bisogno di essere liberati, e liberi!

don Enrico