Il giorno delle Ceneri

Exemple

Il giorno delle Ceneri


L’imposizione della cenere è un gesto che ritroviamo nell’antichità biblica; essa indica la fragile condizione dell’uomo di fronte al Signore, come evidenzia Abramo che parla a Dio nella Genesi: “Riprese Abramo e disse: ‘Ecco che ricomincio a parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere…’” (Gen 18,27). Abramo deve chiedere a Dio di aver pietà della città peccatrice e nella preghiera esprime la consapevolezza della miseria umana.
Anche Giobbe, prostrato nella disgrazia della perdita di tutto, si dichiara gettato nel fango e nella cenere.
Il libro della Sapienza ha espressioni analoghe pur nel differente genere letterario: “Siamo nati per caso e dopo saremo come se non fossimo nati. È un fumo il soffio delle nostre narici, il pensiero è una scintilla nel palpito del nostro cuore. Una volta spentasi questa, il corpo diventerà cenere e lo spirito si dissiperà come aria leggera” (Sap 2, 2-3).

Da qui la frase che veniva detta durante il rito nelle chiese: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”.
La cenere tuttavia non è solo segno della consapevolezza della condizione di “creature piccole”, ma diventa anche l’elemento che avvia il percorso di conversione: penitenza, richiesta di perdono, confessione.
Diverso il significato della cenere nel mondo induista: può indicare un’appartenenza a gruppo religioso, un rito di purezza e altro ancora.
Nella storia della Chiesa il rito delle Ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza: costituiva l’inizio del cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo. Quindi era strettamente legato alla riconciliazione.
Dal brano del Vangelo di Marco è tratta la formula che accompagna l’imposizione delle Sacre Ceneri, consentita per tutte le celebrazioni del giorno: «Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù venne in Galilea, predicando il Vangelo di Dio. Diceva: ‘Il tempo è compiuto e il regno di Dio è giunto: convertitevi e credete al Vangelo’». (Mc 1, 1-15).
Nella Bibbia, il racconto del libro di Giona, dà una rappresentazione molto efficace del rapporto cenere/conversione:
“I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere” (Gio 3,5-9).
Occorre saper ripercorrere il senso dei nostri riti e vederli nella loro dimensione profonda; oggi dovrebbe il mondo intero fare come Ninive e le chiese devono evitare di sottrarsi all’annuncio come Giona aveva tentato di fare.