La parola nelle case degli uomini

Exemple

La parola nelle case degli uomini


Abbiamo appena celebrato la Domenica della Parola di Dio,
abbiamo illuminato l’Ambone e abbiamo detto le nostre belle parole umane,
ma cosa ne è restato nel nostro vivere quotidiano?
Questa provocazione mi viene dal meditare le parole del centurione
quelle che l’Evangelo di oggi ci dona…
È un uomo abituato a comandare e conosce la forza della parola,
sa dare ordini e sa che devono essere eseguiti senza indugio,
sa anche che, con una parola, può condannare e dare la morte…
Eppure, questo centurione pagano si svela come un vero credente nella Parola,
mentre tutti gli altri sembrano restare indietro:
hanno la custodia della Parola, tramandata loro dai Padri nella fede,
ma non sanno riconoscerla incarnata in Gesù
e, poi, farla propria nel quotidiano…

La risposta di Gesù sorprende il centurione, e ne supera l’aspettativa:
il soldato non si aspettava che Gesù si recasse a casa sua,
casa pagana e impura, casa di dominatori e di durezze…
Per questo, il centurione, affascinato dalla parola di Gesù,
– una parola diversa dalla sua, perché questa dà la vita –
non vuole che Gesù si contamini nella sua casa,
non si sente nemmeno meritevole di godere della sua presenza…
Lui è un soldato, e forse aveva ucciso decine di nemici,
è un uomo capace di dare la morte,
ma che ora, davanti alla malattia del suo servo, si scopre amante della vita…
Lui ha usato le mani per fare la guerra e per uccidere,
e non si sente degno della santità di Gesù…

Gesù accoglie la confessione di fede del centurione
e la mette a confronto con quella di coloro che conoscevano la parola di Dio,
ma che in fondo non credevano alla sua efficacia…
Erano persone che vivevano la Parola per tradizione,
senza far diventare dell’ascolto, la vera guida e conversione del proprio agire…
La Parola, in loro, appare incapace di produrre novità
quasi diventa parola di condanna, in una vita che non si lascia fermentare
dal lievito nuovo dell’Evangelo…
Invece, i pagani sinceri e onesti come il centurione,
come già i Magi, venuti da Oriente o da Occidente,
percepiscono in Gesù la risposta alle loro attese più profonde e lo accolgono…

È un dono quotidiano la Parola di Dio, da celebrare ed ascoltare nella Liturgia,
ma, soprattutto, è un’esperienza profonda per vivere la quotidianità,
nelle nostre case umane, dove entra Gesù, Parola, vero luogo di celebrazione
con quel Dio che ha scelto di essere Parola per essere in relazione con tutti!

don Enrico