Fuga

Exemple

Fuga


Ritorna, oggi, un ricordo natalizio, dopo le quattro manifestazioni epifaniche,
che han guidato la meditazione sul mistero dell’Incarnazione:
la visita dei Magi, il Battesimo al Giordano, l’abbondanza del vino a Cana
e la sollecitudine verso la sfinitezza umana con la moltiplicazione dei pani…
Ritorna, anche il ricordo delle minacce, delle ostilità e delle inimicizie,
che hanno accompagnato l’infanzia di Gesù…
È un ricordo che coinvolge la famiglia natale di Gesù:
una famiglia costretta alla fuga, ed è costernante per noi leggere questo testo,
mentre migliaia di famiglia – nel “civile” mondo in cui crediamo di vivere –
sono costrette a rivivere la drammatica vicenda della famiglia di Nazaret…
I genitori di Gesù sono costretti a migrare in Egitto, luogo detestato degli Ebrei,
per sfuggire alla minaccia, rivolta al neonato, dal potente e crudele Erode…

Gesù, da adulto, non fuggirà davanti ai pericoli, anzi li affronterà con forza,
ma ora la scelta di Giuseppe diventa scelta di discernimento,
poiché, aiutato dal sogno, legge la storia e ne coglie i pericoli che vi sono celati,
e, con un atto di coraggio, prende la decisione: la fuga…
Questa fuga è anche atto di quell’umiltà che il custode di Gesù conosce bene:
lui ha coscienza della propria limitatezza e impotenza…
La fuga, con l’abbandono della propria attività e sicurezza,
è un atto di resistenza: Giuseppe non si piega al male dominante,
ed è, inoltre, atto di responsabilità, per assicurare un futuro a Maria e a Gesù…

La scelta della fuga, ed è l’aspetto di fondo, si rivela anche un atto di fede:
l’angelo, che nella Bibbia, indica la rivelazione della volontà divina,
suggerisce una via di uscita dalla grave situazione: l’Egitto…
E qui si rivela la funzione di cerniera di questo episodio:
creare un legame profondo tra il Primo e il Nuovo Testamento:
il decreto di Erode che ordina lo sterminio dei bambini sotto i due anni
rimanda all’Esodo con lo sterminio ordinato dal faraone dei bimbi degli Ebrei…
E come Mosè fu tenuto nascosto per tre mesi, poi salvato dalla figlia di Faraone,
anche Gesù viene sottratto all’eccidio, e salvato…
Come Mosè, il salvato dalle acque, che salverà il popolo attraverso il deserto,
anche Gesù, che salverà il popolo dai suoi peccati, è stato salvato lui stesso,
ed ha voluto conoscere, nella sua carne, l’esperienza di essere salvato…

Nei passi di Giuseppe e Maria si nascondono tanti passi:
passi di intere famiglie che oggi si vedono obbligate a partire,
e non scelgono di andarsene, ma sono obbligate a fuggire lontano…
Partenze destinate a conoscere quella crudeltà umana che abbandona
nel gelo, nel mare in burrasca, nell’impossibilità di una qualche speranza…
Abbandona all’Erode di turno che, nella sicurezza del suo mondo sazio e sicuro,
non ha problema, nel cercare profitto e gloria, versando sangue innocente…

don Enrico