“Luce per illuminare le genti”: la Candelora

Exemple

“Luce per illuminare le genti”: la Candelora


Cade il 2 febbraio, 40 giorni dopo il Natale. È la festa liturgica della Presentazione al Tempio di Gesù, raccontata dal vangelo di Luca, e popolarmente detta “Candelora” perché in questo giorno si benedicono le candele, richiamo a Cristo “luce del mondo” come viene chiamato il Bambino Gesù dal vecchio profeta Simeone.
La festa delle luci ebbe origine in Oriente con il nome di “Ipapante”, che significa “Incontro”, il momento, così ben affrescato da Giotto, che mostra Maria e Giuseppe che presentano Gesù a Simeone ed Anna. Nel secolo VI si estese anche all’Occidente: da Roma, dove aveva carattere più penitenziale, alla Gallia con la solenne benedizione e processione delle candele che ha dato il nome alla festa: “candelora”, appunto.
A Milano anticamente la processione si teneva dal Duomo alla chiesa che sorgeva in piazza S. Maria Beltrade; era guidata dall’Arcivescovo che accompagnava un’antica tavoletta detta Madonna dell’Idea.

Il testo della liturgia per la benedizione dei ceri ha un carattere evocativo meraviglioso: quella piccola luce che teniamo in mano ci fa sentire la presenza di Gesù che dà luce alla nostra vita. La pandemia limita molto la celebrazione della festa: niente processione, ma solo verrà consegnato all’ingresso in chiesa il simbolico cero.