Briciole

Exemple

Briciole


Gesù e i discepoli sono appena tornati dal territorio di Sidone e Tiro,
lì, il Maestro aveva guarito, dopo qualche esitazione, la figlia di donna cananea:
e, in quella donna, che non chiedeva il pane dei figli seduti al tavolo,
accontentandosi di una sola briciola che cadeva dalla mensa abbondante,
Gesù aveva colto la fede di una piccola e povera pagana, emarginata…
Gesù le concesse quel che aveva chiesto – un miracolo a distanza –
una briciola, in mezzo alle tante guarigioni che gli chiedeva la sua gente…
Ora, tornato nella zona del mare di Galilea,
Gesù é seduto, pronto ad insegnare e ad accogliere tante persone,
gente che cammina per lunghe distanze in cerca di guarigione fisica:
tutti disposti ad affaticarsi pur di ottenere la sanità del corpo…
Gesù guarisce tutti coloro che furono portati da lui, e mostra il suo potere,
tra la meraviglia generale di quanti glorificano il Dio di Israele…
Malati, zoppi e ciechi, ricevono le abbondanti e miracolose guarigioni,
che servivano a mostrare, in lui, il Dio diventato uomo, il Signore e Salvatore…

Gesù, con tutta questa folla, si trova su un monte vicino al lago di Galilea,
nel contesto gioioso delle guarigioni, si illumina in Gesù uno sguardo di pietà:
la folla sta con lui da tre giorni e non ha più niente da mangiare…
Il Maestro aveva mostrato ai discepoli il suo potere assoluto di guarire,
ma ora vuole spalancare la loro mente alla compassione…
Gesù – ci dice il testo – lascia commuovere le proprie viscere:
è una fortissima compassione che lo penetra sin nel più intimo…
Aveva già dimostrato compassione per i malati e zoppi e ciechi,
ora, dimostra compassione per il bisogno di cibo
e non vuol mandare la gente a casa con il morso della fame…
I discepoli avevano già visto Gesù provvedere cibo per uomini, donne e bambini,
avevano già visto in prima persona il suo potere,
ma, ora, sanno solo guardare alle loro incapacità e ai loro pochi mezzi,
per loro era impossibile soddisfare quella necessità di tanta gente…
Per questo Gesù, pazientemente, continua la sua opera in loro,
lui non avrebbe alcun bisogno dei discepoli,
però ora li vuole partecipi delle sue grandi opere…

C’è pochissimo cibo, è vero; appena bastante per i discepoli stessi,
ma è necessario che dalla tavola, sufficiente per pochi,
qualche briciola venga lasciata cadere, le briciole del pane spezzato,
briciole di condivisione e di comunione…
Le briciole, come per la donna cananea, sono cibo che germina e si moltiplica,
tutti saziati, quando si lascia cadere qualcosa dal proprio tavolo,
e non si tiene tutto, gelosamente per sé…
E, anche, ne avanza: sette sporte piene!
Sette: un simbolo di totalità, da donare e da condividere…

don Enrico