Diaconia e martirio

Exemple

Diaconia e martirio


Dal silenzio della notte di Natale, nella grotta di Betlemme,
dove la Parola si fa carne accolta dal “sì” di Maria
dal silenzio collaborativo e discreto del suo sposo Giuseppe,
dal silenzio del timido accorrere di gente strana, emarginata, come i pastori,
la liturgia ci trasporta al frastuono di una farsa di processo e ad un’esecuzione…
Non si vorrebbe abbandonare il silenzio e la contemplazione del Bimbo,
per entrare in questa situazione di violenza e sopruso,
ma il calendario della Chiesa, con grande sapienza,
pone, il giorno dopo il Natale di Gesù la memoria di Stefano…

Sembra che la Liturgia voglia subito fugare l’eterna tentazione,
quella di disincarnare la Parola incarnata,
riducendo la nascita di Gesù a qualcosa di dolciastro e tranquillizzante…
Al contrario: nel giorno immediatamente successivo al Natale di Gesù,
la Parola ci è donata per sottolineare lo stretto legame
esistente tra incarnazione e martirio:
nell’effusione del sangue di Stefano si celebra il paradosso cristiano
del Figlio di Dio che nasce, ma che anche muore per dare al mondo la vita…

Ogni battezzato è, così, guidato a discernere
nel bambino deposto in una mangiatoia
la pietra di inciampo di cui parla la Scrittura,
per ricordare che chiunque voglia amare Cristo,
mettendosi alla sua sequela, va liberamente incontro al dono di sé fino alla morte.

Stefano apparteneva alla prima comunità cristiana di Gerusalemme:
era un ebreo di lingua greca proveniente dalla diaspora
è, forse, proprio per questo che viene accusato di atteggiamento sovversivo,
quasi un rifiuto della Legge e del Tempio…
In Stefano, e nelle sue parole, si compie il dono della Pentecoste:
di fronte ai suoi accusatori lascia che lo Spirito santo parli in lui…
colmo di Spirito, Stefano dona, dinanzi al sinedrio,
una interpretazione sapiente che egli offrì delle Scritture del Primo Testamento,
e le autentica con la disponibilità a morire
perché la sua morte diventi testimonianza di Gesù, morto e risorto,
il Figlio dell’uomo, ormai per sempre seduto alla destra di Dio…
E, come Gesù, nel dono dello Spirito,
Stefano muore invocando il perdono per i suoi uccisori:
un vero martire che non accusa alcuno dei persecutori,
ma, anzi, dà la vita perché tutti possano aderire al messaggio di vita
il messaggio della buona notizia, quella del vangelo di Gesù….
Il sangue dei martiri inizia con Stefano a essere il seme dei cristiani…

don Enrico