Il mistero di Giovanni

Exemple

Il mistero di Giovanni


Non è un facile testo, quello che oggi ci propone la liturgia domenicale:
ritorna, ancora una volta, la figura del Battista,
e, quasi abbozzando un autoritratto,
ci rivela la coscienza della grandezza della sua vocazione
e, insieme, il limite della sua missione: Non sono io il Cristo,
sono l’amico dello sposo che esulta di gioia alla voce dello sposo…

Giovanni non era nuovo a questo sussulto di gioia:
ancor prima della nascita, al sentire la voce di Maria, madre del Redentore…
Per la gioia il bambino mi è balzato nel grembo – così disse sua madre…

Noi, che siamo abituati a considerare il Battista come il profeta austero,
uno che mangia locuste e si veste di pelo,
uno che vive nelle aspre solitudini e parla di fuoco e punizioni,
fatichiamo assai a riconoscerlo come un uomo capace di gioia!

Colpisce questo suo definirsi come l’amico dello sposo:
Giovanni testimonia il Messia-Sposo, colui che discende dal cielo,
e riconosce la sua voce, una voce che lo fa esultare di gioia…

È il momento in cui Giovanni sembra poter allentare il suo impegno:
nasce, però, una preoccupazione nuova: non solo per il frutto della sua fatica,
ma anche, e ancor di più, per quelli che vedono solo lui,
quelli che sono disposti a difenderlo contro tutti, perfino contro lo Sposo…

E quindi, Giovanni è pronto a diminuire, non per masochismo, ma per gioia:
solo così egli potrà essere tra i primi invitati dello Sposo,
solo così potrà aver accesso alla gioia messianica…
Giovanni si fa esempio per tutti quei sostenitori che sono spesso una disgrazia,
perché non sono disposti a rinunciare alle prerogative del loro capo,
quello in cui, ormai, si sono identificati…

Ma Giovanni è un ulteriore modello: lo è per tutti quegli amici dello sposo
che vivono una vocazione feriale, quotidiana:
quelli che, in ogni relazione che sembra scatenare un conflitto,
vogliono impegnarsi in un sereno e costruttivo confronto…

Anche noi siamo spesso davanti a crisi devastanti, a pareri contrapposti,
a gelosie immense, a contrasti degeneranti in liti e disaccordi…
Giovanni, davanti al discepolo geloso,
si impegna perché vi sia dialogo, perché si rifletta e si ascolti,
perché siano deposte le reciproche ostilità e nasca la volontà di capirsi…
Così, quando nasce l’accordo, forse faticoso, ma sempre costruttivo,
si può percepire che lui, lo Sposo messianico, è ormai presente:
e la gioia può esplodere, ed esplodere per tutti!

don Enrico