Strane beatitudini

Exemple

Strane beatitudini


È nel profondo dell’oscurità del carcere,
che Giovanni viene informato dai suoi discepoli di ciò che fa Gesù…
Quanto gli viene riferito fa nascere in lui lo stupore e la curiosità;
le opere di questo rabbì, suo lontano parente, corrispondono ad annunci antichi:
Isaia aveva annunciato e predetto proprio queste cose…
Giovanni che, con molte esortazioni, aveva annunciato l’evangelo al popolo
confronta ciò che sente di Gesù con ciò che la Scrittura dice del Messia
ed ecco la domanda: che sia lui il Messia?

Giovanni, la cui vita è stata irreprensibile e santa,
vive ora sofferenze e difficoltà enormi, senza libertà e perseguitato duramente:
Luca, in una sola domanda (sei tu il veniente o aspettiamo un altro?)
esprime i dubbi di tanti che, come il Battista,
si interrogano sul bene fatto per Dio e per il prossimo,
sul disagio e la fatica del testimoniare nella vita la notizia bella
sul significato del darsi tanto da fare ed essere ripagati con male e sofferenza…
Ci si scorda, infatti, spesso, che il beato, secondo il Vangelo,
non è colui che è ricco, potente, forte e acclamato,
anzi, la beatitudine, annunciata da Gesù sulla montagna,
è quella di poveri, affamati di giustizia, perseguitati e emarginati
proprio a causa del Messia Gesù e del suo Vangelo…

La dura conversione che Gesù chiede a Giovanni, e a ciascuno di noi,
è quella di non lasciarsi abbattere dalla tristezza e dallo sconforto:
perché, se il profeta è vinto dalla mancanza di felicità e di libertà,
non solo non è coerente con l’annuncio del Vangelo, ma diventa scandalo…

Gesù non è venuto ad annunciare una felicità insipiente,
capace di tener buoni i poveri e i sofferenti,
di alienarli nell’attesa di qualcosa che, forse, non ci sarà mai,
di garantir loro una gioia futura e sempiterna…

Gesù ha annunciato un Vangelo che prende sul serio l’esistenza umana
e rivela che per incontrare la felicità non si deve fuggire dalla vita,
ma, al contrario, affrontandone, in pienezza, le asperità e le delusioni,
si deve attraversare, coraggiosamente, anche la porta stretta dello scandalo…

Per questo, l’Evangelo di oggi annuncia una beatitudine paradossale,
in una situazione drammatica – un arresto per la fedeltà alla propria missione –
si vive l’essere profeta e testimone, e si annuncia la pienezza di vita…
L’Evangelo non si annuncia in modo indolore,
ma sempre attraverso un travaglio:
il suo contenuto è invito a sporcarsi con la vita e le sue contraddizioni,
e a scoprire beatitudini sempre nuove, là, dove il mondo non le sa scorgere…

don Enrico