Nasce la gioia dell’Evangelo

Exemple

Nasce la gioia dell’Evangelo


La Liturgia di questa Domenica, nel Lezionario Ambrosiano,
ci dona la prima, preziosa e unica, memoria,
dell’attività diaconale dei primi cristiani che, battezzano e colmano di gioia…
L’Evangelo, nel narrare i gesti e le parole di Gesù, ci ha condotto
a gioire della conversione di tanti “piccoli e poveri”, di tanti “peccatori”,
di tanti “indemoniati”, di tanti “diversi” e “emarginati”…

Ora il libro degli Atti ci narra la conversione di un personaggio di alto rango…
È uno straniero, un non ebreo, uno che non appartiene per nascita al popolo di Dio,
ma è un ascoltatore di Dio, che aderisce ai precetti, alla fede e al culto di Israele…

Scopriamo che era andato, pellegrino, a Gerusalemme per l’adorazione di Dio,
e che aveva un rapporto diretto con le Scritture profetiche…

Filippo, che sta mitemente obbedendo all’Angelo del Signore,
si accosta all’uomo e, arditamente, gli domanda conto di quanto stia leggendo:
l’uomo afferma di saper leggere, ma di non poter capire in pienezza…

Quest’uomo, straniero e menomato, diventa un’immagine splendida:
in lui si incarna l’attesa del Messia, non solo da parte del popolo di Israele,
ma anche di tutte le nazioni che, più o meno consapevolmente,

sono anch’esse in attesa della salvezza…
Ed ecco che è, ormai, giunto il tempo della salvezza:
l’invito da parte dell’Etiope a Filippo, perché salga sul carro con lui,
è il primo segno dell’accoglienza del dono della fede,
che esprime il bisogno di essere guidata a comprendere
quello che la profezia dice, nel citare il quarto Canto del Servo di Isaia…
Una pagina anticamente ermetica, che diventa una strada luminosa:
dalle parole del profeta emerge l’annuncio del Signore e della sua Pasqua,
Pasqua di salvezza per tutto il mondo…

L’iniziazione si compie fino in fondo!
Il Battesimo, quasi improvvisato, sigilla, autentica e fonda la fede dell’Etiope:
è entusiasmante il gesto, affettuoso e grande, dello scendere in acqua,
scendono entrambi, il battezzato e il battezzatore…
Immagine seducente dell’immergersi di Dio, dalla creazione alla redenzione,
il suo immergersi nella nostra storia e nella nostra realtà di peccato
per inaugurare per noi la via nuova della salvezza…
Il racconto della rivelazione si conclude con la scomparsa dell’uomo di Dio
(Gesù aveva detto di dire: siamo servi inutili!),
ma, se ben scompare l’uomo, resta la gioia dell’Evangelo…
Siamo Chiesa che sa annunciare, testimoniare, battezzare, e creare gioia?

 don Enrico