Salvati per puro amore

Exemple

Salvati per puro amore


Lo sfondo della riflessione profetica di Isaia è una speranza:
verrà un giorno nel quale tutti i popoli riconosceranno il Signore
come l’unico Dio perché non ce n’è un altro…
Quando il profeta proclama l’oracolo, Israele è in esilio:
è stato sconfitto per mano di eserciti pagani
ed ora vive una condizione simile alla schiavitù, come fu un tempo in Egitto!
Per questo, qualcuno, sottovoce, protestava contro Dio:
il Signore non è stato fedele alle sue promesse,
il Signore non è il Dio più potente, altri dei sono più forti,
il Signore si è dimenticato di noi!

La parola profetica per bocca di Isaia, però, annuncia nuovamente la speranza:
verrà un giorno nel quale la salvezza di Israele sarà eterna
e il popolo santo non sarà più svergognato, né deluso…
Dio capovolgerà la storia e gli affanni dell’esilio:
gli oppressori saranno delusi e svergognati,
il loro terrore sarà mutato nel riconoscimento universale di Dio,
ma non per vendetta, sarà perché tutti riconoscano che il Signore è l’unico Dio…
Nel Dio di Israele, quindi, c’è salvezza e speranza per tutti i popoli…
Una salvezza orientata al futuro,
quando Dio redimerà gli oppressi da qualunque oppressione…

Le parole di Isaia sono unite, oggi, dalla Liturgia,
alla pagina evangelica degli operai chiamati a lavorare nella vigna:
una pagina che vuole ricordarci come noi siamo salvati per puro amore,
e che, anche quando abbiamo fatto tanto, è solo per amore…
Non abbiamo mai alcun merito: siamo i beneficiari dell’amore gratuito di Dio!

Nella parabola, il Signore chiama alcuni a lavorare nella sua vigna,
è lui ad avere l’iniziativa di chiamare gli operai per lavorare…
Non sono gli operai che sono andati da lui per chiedere un lavoro:
è il padrone che è andato in piazza, a cercarli…
Il padrone è andato in cerca di operai all’inizio della giornata,
ed è tornato nella piazza volta dopo volta, finché era giorno…
Poi, quando arriva la sera, non ne cerca più:
arriverà la sera, e non sarà più possibile entrare nella vigna,
ma, nel giorno, Dio cerca, e cerca ancora, ed è importante accogliere la chiamata!
E, in qualunque momento la chiamata venga accolta, il premio sarà il medesimo,
perché la chiamata è già un premio: l’essere un figlio di Dio che sta nella vigna…
E diventa nuovo premio il gioire perché altri sono entrati, con te, nella vigna…

don Enrico