In ascolto per essere prossimo

Exemple

In ascolto per essere prossimo


Nella Liturgia di questa Domenica riceviamo un dono e un affidamento:
la nostra fede e la nostra preghiera sono invitate a nutrirsi di un ascolto,
quell’ascolto che è il cuore della storia e della pietà dei nostri Fratelli ebrei…
È lo SHEMA (Ascolta!), il grande segreto della fede di Ebrei e Cristiani,
per i quali la salvezza ha la sua fonte nell’ascolto del loro Signore…
La Parola di Dio, che riempie lo spazio (il paese nel quale state per entrare)
e il tempo (per tutti i giorni della tua vita), chiede ascolto e fedeltà
e, insieme, vede in essi il compito principale di ogni generazione…
La Parola ci invita a vivere una religione di ascolto, e non di visione:
anche se, l’ascolto, esperienza sempre aperta,
richiede, poi, una reazione, una riappropriazione seria e totalizzante…
Ascolto come fiducia e adesione, fidandosi di colui che parla…

La Liturgia unisce al testo antico del Deuteronomio
un episodio di ascolto reciproco:
c’è un dottore della Legge, uomo che sa ascoltare la Parola e ben la conosce,
e c’è Gesù, che sa ascoltare le inquietudini che la Parola suscita…
Il dottore della legge è un esperto di questioni teologiche,
e Gesù mostra apprezzamento nei suoi confronti,
cogliendo il desiderio di ereditare la vita eterna , cioè avere la vita in pienezza…
Il dottore della Legge sa che bisogna amare Dio e il prossimo,
e appare disposto a vivere ciò che insegna da tanto tempo:
un amore verso Dio che si fa concretezza nell’amare il prossimo…
Tuttavia, il dottore, come capita spesso a ciascuno di noi,
non sa bene come identificare il prossimo,
ma, al contempo, sentendo una generica disponibilità verso l’altro,
è anche disposto a vivere una generosità che, però, percepisce faticosa…
Gesù narra, allora, la parabola, molto conosciuta, del buon Samaritano
e, così, ci invita a mettere al centro la parola, o meglio il verbo: amare…

Amare il prossimo non è domandarsi: chi mi è vicino? A me chi pensa?
Di me chi si prende cura? Chi mi sta prossimo?
La parabola, infatti, dirige verso un’altra direzione:
e la domanda diventa: chi si è avvicinato? Chi è andato vicino a lui?
Se l’antico comandamento di amare poteva apparire come una legge esterna,
la parabola di Gesù lo trasforma in un invito personale,
un atteggiamento stabile che investe tutta la vita, al di là di ogni logica…
E il dottore lo intende bene! Ed anche noi intendiamo bene, si spera…
Essere prossimo è missione continua,
è riprendere lo stile evangelico di Gesù nella quotidianità…

don Enrico