Pane di cammino

Exemple

Pane di cammino


Nel Libro dei Re, dal quale è tratto il testo che la Liturgia oggi ci dona,
si narra del viaggio di Elia verso il deserto,
un cammino cominciato come una volgare fuga per salvare la vita:
il suo opporsi ai maneggi del re, Acab, e della regina, Gezabele,
gli avevano attirato una inimicizia così grande,
che la sua sicurezza era ormai in aperto pericolo…
Ma la fuga si trasformò, poi, in un camminare disorientato attraverso il deserto:
il profeta andava come un automa, senza una meta fissa…
Le minacce dei potenti sembrano aver ridotto al nulla la vita di Elia
e il profeta è stanco e sfiduciato,
e, prostrato dalla delusione anche verso Dio, si adagia sotto una ginestra…
È con l’apparizione dell’angelo e la presentazione del cibo e della bevanda,
che la fuga iniziale, e il successivo vagare disorientato,
si trasformano in un pellegrinaggio verso i luoghi santi della fede dei Padri…
All’inizio del viaggio c’è una volgare paura,
al termine, Elia scopre tutta la forza della montagna santa…
Il viaggio verso il monte Oreb è un simbolo:
è il ritorno al luogo dove il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe
aveva rivelato a Mosé il suo nome santo e impronunciabile,
era il monte delle confidenze fra Mosè e Dio,
e della conclusione dell’alleanza dopo la liberazione dall’Egitto…

La liturgia unisce al ricordo di quel pane, cotto sotto la cenere,
che fu una potente iniezione di fiducia allo scoraggiato Elia,
la memoria delle parole di Gesù pronunciate da Gesù nella sinagoga di Cafarnao:
parole suscitate da reazioni e domande di quei Giudei
che, pur credendo nel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe,
furono ostili a Gesù e poi responsabili, con i capi romani, della sua condanna…
Gesù aveva parlato di un pane venuto dal cielo che dava la vita al mondo,
e, in seguito, si era identificato egli stesso con questo pane:
affermazioni, agli orecchi dei suoi ascoltatori, folli, scandalose, inaudite…
Noi cristiani siamo forse assuefatti ad ascoltare queste parole di Gesù:
le accogliamo con fede e ci suscitano attrazione verso Gesù,
ma, forse, sarebbe bene che suscitassero anche in noi un po’ di scandalo…
Assuefatti a cibarci di quel pane, forse, non ne comprendiamo bene la follia:
il farsi pane di Dio, che si mette nelle mani di poveri umani,
che si lascia spezzare e condividere,
che è, insieme, mistero e luminosa chiarezza d’amore,
che chiede a ciascuno di diventare, a sua volta, pane spezzato e condiviso…

don Enrico