L’amico dello Sposo

Exemple

L’amico dello Sposo


Giovanni, agli inizi del suo Evangelo,
ha condotto il suo lettore a Cana,
donando, nell’abbondanza del vino nuziale, anche quella della gioia evangelica…
Poi l’ha condotto a Gerusalemme, nel tempio,
per purificare le attese della fede: nulla si compra da Dio,
neppure con colombe, o pecore, offerte in sacrificio, o con qualche denaro…
Ha, poi, mostrato i primi screzi con i Giudei
e rivelato il primo annunzio pasquale, parlando della distruzione del suo corpo…
E, sempre a Gerusalemme, è poi il momento del colloquio, nella quiete della notte,
tra Gesù e Nicodemo, dove si annuncia l’esperienza battesimale
e la necessità di una continua, nuova, rinascita seguendo la voce dello Spirito…
Ora, Gesù conclude questa sua permanenza nella città di Gerusalemme,
per rivolgersi alle zone della campagna circostante,
e la sua predicazione è unita ad una attività battesimale,
proprio come faceva Giovanni Battista che si trovava ad Enon…

Giovanni, prima dell’inizio della vita pubblica di Gesù,
era l’unico accreditato ad amministrare il battesimo
in quanto era colui che Dio aveva designato per essere il precursore del Messia…
Per questo, i discepoli di Giovanni provano una certa gelosia
nel sapere la notizia di quel Gesù che predica e battezza…
Quei discepoli non capivano come quell’uomo, che pur era detto l’Agnello di Dio,
squalificasse, apparentemente, l’operato del loro profeta-maestro…

È lo stesso Giovanni, qualificandosi come l’amico dello sposo,
a indicare che è in atto un profondo mutamento nella storia della salvezza:
lui è il Paranymphos, colui che domanda la mano della sposa,
stringe il contratto di matrimonio stabilendo la sua dote,
prepara e presiede la festa nuziale, in un incarico delicato
che richiede fiducia assoluta e amicizia intima tra lo sposo e il suo amico..
Giovanni sta profetizzando una Chiesa di uomini e donne che sono amici di Gesù,
di persone attente e consapevoli del proprio ruolo,
di sorelle e fratelli che sapranno il momento in cui ci si deve far da parte
perché Gesù, e il suo Vangelo, possa crescere
e gli altri, invece, diminuire…
Quale grande pericolo può correre una Chiesa che non sa diminuire,
una Chiesa che si crede importante quando vive i successi del mondo,
una Chiesa che si pone al di sopra dell’Evangelo,
una Chiesa che non gioisce, e non sa far gioire, dell’Evangelo,
una Chiesa che non sa scorgere l’accadere della Parola, al di là dei suoi confini…

don Enrico