Domanda e risposta

Exemple

Domanda e risposta


Se Gesù annuncia la sua Passione agli apostoli, lo fa più volte, suscita reazioni,
e, sempre, si tratta di reazioni date dallo sconvolgimento di un simile annuncio:
la prima volta è Pietro a reagire, e vuole opporsi con decisione,
la seconda volta sono tutti gli apostoli che, quasi per un istintivo esorcismo,
si mettono a discutere su chi sia il più grande tra loro…
Come conseguenza di questo insensato parlare, i due figli di Zebedeo,
con una repulsione istintiva all’evento della morte,
esprimono l’esigenza di un’assicurazione immediata per un l’evento temuto…
Giacomo e Giovanni hanno bisogno di sapere adesso, e con certezza,
quale sarà il premio da ricevere alla fine, quando tutto avverrà…
Sembra che, per loro, il male inevitabile della sofferenza e della passione
si potrà affrontare solo con la certezza di un compenso attraente…
Inoltre, per loro, il sedere alla destra e alla sinistra di Gesù nella sua gloria,
sembra implicare un posto d’onore ed anche anche una condivisione del potere…

La risposta di Gesù, in realtà, è una domanda: Potete bere il calice che io bevo?
Non è, soltanto, il sottolineare la necessità di passare per la prova,
ma è l’indicare che tutta l’attenzione va concentrata sull’itinerario di Gesù,
vale a dire, il partecipare alla sua Pasqua…
Così, Gesù regala a Giacomo e a Giovanni, il poter davvero bere il suo calice
ed essere battezzati nel suo stesso battesimo…
Associati a Gesù, potranno seguirlo nel suo cammino pasquale,
che non ha come ultima parola la morte, ma la risurrezione,
un cammino sorretto dalla speranza di saper fare della morte, il dono della vita…

Ma ecco lo sdegno dei dieci nei confronti di Giacomo e Giovanni,
che Gesù supera, accomunando tutti nell’unico raccogliersi intorno a Lui:
l’inopportuna richiesta dei due diventa occasione per una novità evangelica…
Il vangelo è contrapposizione assoluta alle regole delle signorie mondane:
Fra voi però non è così!
Il tempo verbale è al presente! Gesù non promette un qualcosa per un domani,
Gesù non tende a realizzazioni future: è già così tra i suoi, è già così adesso!

La contrapposizione è radicale: se il mondo cerca potenza nella sopraffazione,
il discepolo, come Gesù, si farà servo e schiavo,
e, come Gesù, quando sarà coronato di spine, sarà un re, potente sul mondo…
Il sacrificio pasquale di Gesù, sarà la fonte vera dell’autorevolezza ecclesiale…
Infine, compiuta ogni attesa e profezia,
sulla croce si svelerà chi potrà stare alla destra e alla sinistra del re:
due ladri, due malfattori che, dicendo la fiducia in Gesù,
si sentiranno dire: Oggi, con me, tu sei nel paradiso…

don Enrico