Vittorie

Exemple

Vittorie


L’evangelo di oggi ci conduce ad ascoltare, ancora una volta,
le parole che concludono i discorsi di addio che Gesù ha rivolto ai discepoli
prima di essere consegnato nelle mani dei suoi persecutori…

Gesù sta per lasciare la terra e tornare al Padre,
mentre i discepoli dovranno rimanere nel mondo per continuare la sua opera,
conoscendo odio, persecuzione e, persino, la morte…
Una missione difficile, la loro, come è stata la sua,
pertanto, conoscendo le future tribolazioni, avendole vissute lui per primo,
proclama, deciso e convinto: Io ho vinto il mondo!
Un’affermazione che ha dell’assurdo: poche ore dopo, Gesù sarà imprigionato
e flagellato, e condannato, e ucciso nella maniera più vile,
dopo essere stato tradito, rifiutato, ridotto, umanamente, al nulla, e sconfitto…

Eppure Gesù è convinto della sua vittoria:
crede nella resurrezione che il Padre gli donerà,
ma, prima ancora, crede nell’amore, in quell’amore che diventa vita per tutti:
la sconfitta umana diventa trionfo che libera l’essere umano,
lo libera da tutto quanto opprime,
e trasforma il dolore del mondo nell’incontro con il Dio che amore e vita…

Leggiamo questo testo dell’Evangelo, mentre il Primo Testamento racconta:
una battaglia, un cammino a marce forzate, un’invocazione al sole…
Eppure Giosuè, e i suoi uomini, non combattevano per se stessi:
erano accorsi al grido di soccorso e aiuto di un piccolo e misero popolo,
accerchiato dai potenti che volevano sterminarlo…
Anche questo aiuto rappresentava un rischio, ma Dio parla: Non aver paura!
Giosué e i suoi uomini si mettono nelle mani di Dio, si fidano di Dio,
il Dio invisibile e ancora quasi sconosciuto, ma potente nella salvezza…

Anche noi, pur sapendo di non avere la forza di Gesù, e neppure di Giosuè,
abbiamo il dono della sua Parola e della sua presenza nel pane spezzato:
se ci imbattiamo nella difficoltà, nostra, di chi ci è vicino, di chi è nel mondo
sforziamoci di rinnovare la fiducia in Gesù che ha vinto il mondo…
Non è un fiducia che vuole illudere o stordire per dimenticare la realtà,
non vuol diventare un’anestesia per attutire la sofferenza,
è una fiducia che ci trasforma in strumenti di quell’amore che vince ogni odio
e ci rende capaci di sostenere l’atro nella prova,
di credere che la parola finale è quella dell’amore, che vince l’odio,
della vita vissuta in pienezza e verità, che vince la morte:
tutto potremo superare, uniti a Lui che ci dà la vera forza…

don Enrico