Lode e solidarietà

Exemple

Lode e solidarietà


La Parola ci conduce al centro della prima parte dell’Evangelo secondo Matteo,
quella dedicata all’annuncio, alla rivelazione e alla proposta del regno dei cieli,
dove Gesù si presenta come maestro e rivelatore dei misteri del regno…
Gesù ha già proclamato le Beatitudini del Regno,
quelle che glorificano i poveri del Signore…
Ha anche proclamato beati gli occhi che vedono e gli orecchi che ascoltano…
E, dopo la confessione cristologica di Pietro, a Cesarea di Filippo
ha proclamato la grande beatitudine:
Beato te, Simone perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato,
ma il Padre mio che sta nei cieli!

La Parola che, oggi, ci viene donata, sembra raccogliere le fila di questi discorsi
e dare pienezza al rivelarsi di Gesù come maestro dei misteri del Regno…
Gesù, prima di tutto, loda il Padre per il suo progetto:
che lui vede pieno di bellezza e di pace,
anche se implica per lui la via verso l’abbassamento e la croce…
Il Padre va lodato perché ha tenuto nascoste, ai sapienti e agli intelligenti,
le cose, cioè le opere di Gesù: ciechi che vedono, storpi che camminano,
lebbrosi guariti, sordi che odono, morti che risuscitano,
poveri ai quali è predicato l’evangelo…
Quelle opere portentose che i dotti e i sapienti non hanno accolto!

In realtà, nessuno conosce il Padre se non il Figlio
e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare:
perché il Padre e il Figlio prediligono i piccoli, gli umili, i poveri,
quelli che sanno di non potercela fare da soli, e che ricevono tutto dagli altri!
Per questo, Gesù, dopo la lode al Padre,
cambia il destinatario della preghiera:
non è più il Padre da lodare, ma sono gli affaticati e gli oppressi da invitare…
La preghiera diventa apertura agli altri, ai vicini, ai poveri
per uno slancio di accoglienza e di condivisione per loro!

Allo stesso modo, nella visione del roveto ardente,
a Mosè non è lasciato neppure il tempo di immergersi nel mistero
– il grande spettacolo di un roveto che arde senza consumarsi –
ed è subito coinvolto nella sollecitudine di Dio verso il suo popolo,
che è fatto di affaticati ed oppressi, di piccoli e di poveri,
ai quali è rimasto soltanto un grido disperato verso Dio…
Ognuno che prega e celebra, deve essere come Gesù:
forte nella lode e ardente nella carità, sollecita e solidale…

don Enrico