Pecore al sicuro

Exemple

Pecore al sicuro


L’Evangelo di oggi è tratto da una lunga discussione tra Gesù e alcuni farisei:
erano stati accusati di incoerenza perché dicevano di credere e di vedere,
mentre in realtà non vivevano la libertà di operare un vero discernimento
sull’identità di Gesù e la verità del suo operare…
I pochi versetti di oggi, come l’intero capitolo,
si collocano nello svolgersi di Hannukkah, festa della Dedicazione del Tempio,
giorni di celebrazione del luogo sacro che richiamava la presenza di Dio,
un Dio presente in mezzo al suo popolo,
Una festa che, col passare del tempo, si era sviluppata nel suo significato,
ed aveva assunto una atmosfera generale di sapore messianico…
In quel contesto Gesù aveva compiuto il gesto della guarigione del cieco,
un gesto, lo ricordiamo bene, che aveva creato divisone:
alcuni avevano ritenuto Gesù un indemoniato,
altri avevano aperto il cuore accogliendo Gesù come il Signore…
Nelle sue parole e nel suo gesto,
Gesù, aveva affermato di essere la porta delle pecore,
e, soprattutto, richiamandosi ai Profeti, disse di essere il buon pastore,
un’immagine solitamente associata alla persona di Dio…
A questo punto gli avversari, pur indisponibili all’ascolto,
avevano chiesto, insistendo: Sei tu il Cristo? Dillo apertamente!
Gesù, nel rispondere invitando a credere alle sue opere,
compiute luminosamente davanti a tutti,
rivela l’esistenza delle sue pecore, coloro che sanno ascoltare,
che seguono il Figlio, e vivono l’intimità spirituale con il Padre,
e che hanno il coraggio e la coscienza di essere pecore…
Sappiamo bene quanto sia difficile, oggi,
accettare di essere pecore e di coltivare, nella vita,
una relazione costante e continua con il Padre…
Nella logica evangelica, le pecore, il gregge sono un grande patrimonio,
che sta a cuore al pastore, è il centro dei suoi interessi…
Nel Vangelo, le pecore e il pastore, vivono una relazione inarrestabile,
ma, soprattutto una relazione d’ascolto:
Gesù pastore ascolta il Padre e conosce le pecore,
le pecore ascoltano il Pastore e ne conoscono la voce,
il vero pastore non sarà mai senza pecore
e la presenza del pastore salverà le pecore da ogni smarrimento…
Il Pastore buono, che darà la vita per le sue pecore,
è sicurezza che nessuna pecora, neppure la fuggitiva o la più debole,
potrà mai essere rapita, lontano dal suo amore…

don Enrico