La pace, il perdono, e la gioia

Exemple

La pace, il perdono, e la gioia


Tommaso non c’era…
Non c’era quando Gesù venne a mostrare le mani e il costato, feriti,
segno della sua esistenza umana…
Non c’era quando completò la sua missione con un dono,
un dono speciale, il dono dello Spirito,
il dono i cui frutti sono essenzialmente la pace, il perdono reciproco e la gioia…

Tommaso, uomo senza pace, senza la pace pasquale tra cielo e terra,
uomo senza perdono, non sa perdonarsi di aver abbandonato il Signore,
uomo senza gioia, troppo sperso nella ricerca di una gioia visivamente umana,
non riesce a credere alla parola della sua comunità…
Chi è senza pace pasquale, senza perdono pasquale, senza gioia pasquale,
non sa fidarsi dei compagni di cammino,
e, senza esitazioni, opera strappi dolorosi con i propri fratelli…
Tommaso non riesce a condividere la gioia dei dieci,
– gioia segreta che già era nell’animo di Maria e delle altre donne –
e sceglie la solitudine del dubbio, la chiusura dell’incredulità…
Agli uomini senza pace, senza gioia, senza perdono,
non basta ascoltare una testimonianza:
vogliono vedere e toccare, altrimenti non crederanno…

Tuttavia, otto giorni dopo la Pasqua,
Gesù appare nuovamente in mezzo ai discepoli,
e invita Tommaso a verificare le ferite del costato e delle mani,
segni della sua passione e del suo amore per noi…
Non ci è dato di sapere quel che fece Tommaso,
se toccò costato e mani, se immerse il dito nelle ferite,
ma sappiamo che all’invito di Gesù, per un vero cammino di fede
non essere più incredulo, ma credente –
Tommaso rispose con un’intensa dichiarazione di fede:
Mio Signore e mio Dio!».

Se la fede di Tommaso, e degli altri apostoli, si fonda sull’incontro con il Risorto,
la fede pasquale va oltre i segni,
perché beati quelli che pur non avendo visto crederanno!
Non serve vedere, c’è solo da credere nel Vangelo:
il Vangelo di un Dio che salva dalla morte,
e, in Gesù risorto, ci testimonia la pace, il perdono, e la gioia…

don Enrico