Denaro e profumo

Exemple

Denaro e profumo


Un banchetto di gioia, forse la festa per la vita ritrovata dell’amico di Gesù…
Una festa con tutti i protagonisti di quell’episodio di resurrezione:
c’è Lazzaro, colui che Gesù aveva risvegliato dai morti,
il suo compito sembra essere quello di attirare la gente a Gesù…
C’è Marta, donna di pratica, che aveva fraternamente rimproverato Gesù,
ma che aveva subito affermato una fede, seppure incerta nella resurrezione,
il suo compito è sovrintendere alla tavola e occuparsi dei molti servizi…
C’è Maria, donna di ascolto e di pianto,
è quello di spargere il profumo e ungere Gesù, consacrandolo per la missione…
C’è Giuda, futuro traditore, che, con voce che non del tutto stonata,
richiama, sin d’ora, la comunità a spalancare gli occhi sui poveri del mondo…
C’è una folla che accorre, a metà tra il curioso e lo stupito,
per vedere qualcuno, Gesù e Lazzaro, senza avere l’intenzione di capire…

Il banchetto è pieno di presentimenti della morte imminente di Gesù:
siamo a sei giorni prima della Pasqua,
c’è il proposito di tradimento da parte di Giuda,
c’è un parlare di Gesù che annuncia la sua sepoltura,
l’accenno che Gesù non sarà per sempre con loro,
e il proposito dei sommi sacerdoti di uccidere anche il risuscitato Lazzaro…

Momento culminante del banchetto è il gesto di Maria
che spande su Gesù il profumo prezioso
– quasi rammentando la sposa del cantico dei Cantici –
e la casa si riempie della fragranza che fa gioire gli amici del Signore…
È solo la voce fuori luogo di Giuda a deplorare lo spreco del profumo,
nascondendosi dietro una falsa carità verso i poveri…

Immaginiamo Maria e Giuda che guardano Gesù e lo ascoltano:
Maria ha posto Gesù al di sopra di tutto ed esprime un amore illimitato,
Giuda pone il denaro – prezzo del profumo – al di sopra della persona di Gesù…
Se l’uomo si attacca, tenacemente, al denaro, e ne diventa schiavo,
la donna esprime libertà: libertà di una fede e di un amore profondo,
libertà che sacrifica a Dio quanto ha di più prezioso…

La cena e l’unzione di Betania, preparano l’entrata di Gesù a Gerusalemme,
il gesto della donna che unge, consacra, messianicamente Gesù,
sembra dare al rabbì di Nazaret la consapevolezza che l’ora è giunta:
Gesù è pronto a rivelare la sua identità messianica…
È il re, ma cavalca l’asinello che evoca l’evento di un messia mite e umile:
e con questo messia, ci avviamo alla sua risurrezione attraverso la croce…

don Enrico

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