La via tracciata da un cieco

Exemple

La via tracciata da un cieco


Il Maestro era appena uscito, forse fuggito, dal tempio di Gerusalemme,
dove si celebrava la festa di Sukkot, delle Capanne:
la festa dove si accendevano luci nel ricordo della nube luminosa
che aveva guidato il popolo, ormai libero, durante il cammino nel deserto…
Era anche la festa nella quale si celebrava l’acqua, dono di Dio che dissetava,
e che permetteva la vita anche nelle asperità aride del deserto…
Era la festa in cui Gesù aveva proclamato la vita piena nel dimorare in lui,
quando lui, fonte della vita, vede nei pressi della piscina di Siloe,
un uomo colpito dalla cecità fin dalla sua nascita, un uomo senza vita piena…
Non è il malato ad invocare Gesù e chiedergli guarigione,
ma è Gesù stesso che, passando, vede un uomo bisognoso di salvezza…
E il miracolo avviene, con un rituale complesso,
il fango, di terra e saliva, che richiama la creazione dell’essere umano
e il viaggio, a tentoni, verso l’acqua, che richiama il battesimo…

Poi una serie, quasi interminabile di dialoghi tra gente che non si ascolta…
Serie di dialoghi che potrebbero essere sintetizzati così:
l’uomo che si chiama Gesù è un profeta,
viene da Dio ed è il mandato (finché è giorno),
come Figlio dell’uomo si rivela il Signore,
ed è, per chi lo accoglie, la luce del mondo

Un percorso che, a noi, appare lineare e logico,
ma, per quell’uomo, che finalmente vede, il percorso produce veri guai:
da miracolato diviene oggetto di meraviglia, e imputato di qualcosa…

Ma lui, il medicante cieco e rifiutato da vicini e genitori,
riesce a imboccare un’altra via:
il cieco, vedente, attraverso i dialoghi con gli accusatori e i negatori,
riesce ad aprire il cuore a quell’uomo che gli ha aperto gli occhi…
Se i farisei lo cacciano fuori, lui si sente, ormai, accolto da un altro…
Se, per quella gente, Gesù è un enigma indecifrabile,
e uno scandalo insopportabile,
per lui, che era nato cieco, Gesù diventa la luce, e il medico che si china su di lui,
e il Messia, il Cristo, atteso e sperato…

Il cieco conduce anche noi a vivere la sua via:
via dell’accogliere l’invito di quel Gesù che ha spalmato gli occhi con il fango,
e percorrere, a tentoni il cammino verso l’Inviato,
via che spalanca allo stupore di un incontro, alla gioia di una scoperta,
alla irruzione di un dono che illumina e sempre sorprende…

don Enrico