Dialogo fra due mendicanti

Exemple

Dialogo fra due mendicanti


Gesù ha appena iniziato il cammino di annuncio dell’Evangelo:
si è allontanato dalla Giudea e si rivolge al popolo Samaritano
oggi rappresentato da una donna senza nome
popolo che aveva mescolato la fede nel Dio dei padri, e della terra promessa,
con altri dei locali, i Baal, cioè i signori, e anche i mariti
I Samaritani stanziati nella terra di Israele, al momento dell’esilio ebraico,
avevano male accolto le pretese giudaiche al ritorno dall’esilio,
che volevano ristabilire la tradizione dei Patriarchi e la loro fede nel Dio unico…

Luogo del confronto, e dell’avvio del dialogo tra i due mondi ostili,
è un pozzo, quello che Giacobbe aveva donato al figlio Giuseppe…
L’ora dell’incontro è la sesta ora, il mezzogiorno, quando non si andava al pozzo,
ma è anche l’ora della passione in Gerusalemme,
quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra…
La sete e la fatica di Gesù, forse, non sono soltanto un dato profondamente umano,
ma prefigurano la fatica del portare avanti una missione,
contro opposizioni e tradimenti, anche di coloro che sono i suoi, ossia i giudei…

Gesù siede al pozzo, alla sorgente, e dichiara di essere la nuova fonte,
quella a cui tutti potranno d’ora in poi abbeverarsi…
Il pozzo di Giacobbe era un dono di Dio,
Gesù è un dono totalmente nuovo: non pozzo di acqua stagnante,
ma una sorgente in cui zampilla l’acqua della parola e dello Spirito…

Ma questa nuova sorgente vuole prima farsi mendicante di acqua
una sete fisica che diventerà anche la sua fame…
Un mendicante, più forte di schieramenti, culture, e inimicizie religiose,
si rivolge a una donna, soggetto, allora, inferiore, sconveniente e impura,
per iniziare dialogo e avviare, con coraggio, una relazione nuova…

Gesù, nella sua povertà, chiede acqua: dammi da bere,
ma sarà poi la donna a farsi mendicante: Signore, dammi di quest’acqua
La povertà condivisa diventa incontro di verità:
Gesù, che prende per mano la donna e il suo popolo,
e trasforma l’opposizione e la diffidenza
in curiosità, in sorpresa, e ne fanno scaturire la testimonianza…

Abbiamo bisogno di porci domande vere sulle nostre pretese di diversità:
differenze di cultura, teologia, cammino e orientamento non possono spaventare,
ma devono diventare punto di partenza per la relazione con l’altro,
e mai più essere barriere insormontabili che dividono e condannano…
 

don Enrico

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