Le Ceneri. Segno esteriore dell’ingresso nel “viaggio” penitenziale

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Le Ceneri. Segno esteriore dell’ingresso nel “viaggio” penitenziale


Stiamo entrando nel Tempo di Quaresima. Cominciamo a rilettere sul significato di questo momento, sulla possibilità rintracciare ed emanciparci da ciò che non ci permette di vivere in pienezza la nostra spiritualità nel rapporto con Dio.

Segno esteriore (anche se effimero e volatile) dell’ingresso nel “viaggio” penitenziale è quello della Imposizione delle Ceneri: nel vivere questo segno ogni battezzato riafferma la fede di essere riconciliato con Dio in Gesù, la speranza di essere un giorno risuscitati con Gesù per la vita eterna, la vocazione alla carità che non avrà mai fine. Il giorno delle ceneri è annuncio della Pasqua di ciascuno di noi.

Una coinvolgente proposta di viaggio è quella di papa Francesco, ecco le sue parole tratte dall’omelia dello scorso Mercoledì (il giorno “romano” della imposizione delle Ceneri):

“La Quaresima è un viaggio di ritorno a Dio. Quante volte, indaffarati o indifferenti, gli abbiamo detto: “Signore, verrò da Te dopo, aspetta… Oggi non posso, ma domani comincerò a pregare e a fare qualcosa per gli altri”. E così un giorno dopo l’altro. Ora Dio fa appello al nostro cuore. Nella vita avremo sempre cose da fare e avremo scuse da presentare, ma, fratelli e sorelle, oggi è il tempo di ritornare a Dio.
Ritornate a me, dice, con tutto il cuore. La Quaresima è un viaggio che coinvolge tutta la nostra vita, tutto noi stessi. È il tempo per verificare le strade che stiamo percorrendo, per ritrovare la via che ci riporta a casa, per riscoprire il legame fondamentale con Dio, da cui tutto dipende.
La Quaresima non è una raccolta di fioretti, è discernere dove è orientato il cuore. Questo è il centro della Quaresima: dove è orientato il mio cuore? Proviamo a chiederci: dove mi porta il navigatore della mia vita, verso Dio o verso il mio io? Vivo per piacere al Signore, o per essere notato, lodato, preferito, al primo posto e così via? Ho un cuore “ballerino”, che fa un passo avanti e uno indietro, ama un po’ il Signore e un po’ il mondo, oppure un cuore saldo in Dio? Sto bene con le mie ipocrisie, o lotto per liberare il cuore dalle doppiezze e dalle falsità che lo incatenano?
Il viaggio della Quaresima è un esodo, è un esodo dalla schiavitù alla libertà. Sono quaranta giorni che ricordano i quarant’anni in cui il popolo di Dio viaggiò nel deserto per tornare alla terra di origine. Ma quanto fu difficile lasciare l’Egitto! È stato più difficile lasciare l’Egitto del cuore del popolo di Dio, quell’Egitto che portavano sempre dentro, che lasciare la terra d’Egitto…
È molto difficile lasciare l’Egitto. Sempre, durante il cammino, c’era la tentazione di rimpiangerne le cipolle, di tornare indietro, di legarsi ai ricordi del passato, a qualche idolo. Anche per noi è così: il viaggio di ritorno a Dio è ostacolato dai nostri malsani attaccamenti, è trattenuto dai lacci seducenti dei vizi, dalle false sicurezze dei soldi e dell’apparire, dal lamento vittimista che paralizza.
Per camminare bisogna smascherare queste illusioni.”

Il Signore Gesù, come ha camminato un tempo per le strade della terra di Israele, facendosi compagno di viaggio dei discepoli, dei piccoli e dei poveri, di quanti piangevano e di quanti erano in cerca della vera giustizia, anche oggi cammina con noi, e il suo Spirito, che ci spinge nel deserto, è anche con noi per guidare il cammino.

La nostra Comunità si riunisce ogni giorno, pur nella dispersione delle nostre chiese, a celebrare l’Eucaristia. Non tutti possono essere presenti, ma, in ogni Messa, tutti sono misteriosamente presenti e per tutti si innalza la lode, così come per tutti si rivolge una preghiera di affidamento all’amore di Dio.


CELEBRAZIONI

Domenica 21, al termine della Messa delle 17.30 nella Cattedrale (Duomo) l’Arcivescovo guiderà il rito delle ceneri che saranno imposte ai presenti.

Nelle chiese della nostra Comunità, le ceneri saranno imposte Lunedì 22, al termine di tutte le Messe celebrate con l’orario feriale.