Giorni di deserto

Exemple

Giorni di deserto


Ogni anno, all’inizio di Quaresima, la liturgia ci consegna una memoria:
quel momento di difficile solitudine, del corpo e dell’animo,
che Gesù ha voluto condividere, su ispirazione e spinta dello Spirito,
con gli uomini e le donne che, come lui, attraversano il deserto della vita…

Per Gesù, quella solitudine e quel deserto diventano l’occasione,
di una intensa riscoperta della relazione tra l’essere umano e Dio,
e, insieme, tra l’essere umano e le sorelle e i fratelli che camminano con lui…
Il deserto diventa un momento di crisi radicale
che dona l’occasione per fare verità su stessi,
attraverso il silenzio, la preghiera ed il digiuno,
le pratiche difficili alle quali lo Spirito ci invita,
accompagnandoci costantemente e non lasciandoci mai da soli…

Solo con la guida dello Spirito si può entrare, utilmente, nel deserto
e affrontare la prova, come Israele durante l’Esodo,
e come Mosè prima di ricevere le tavole della Legge…
Gesù è chiamato a rivivere l’esperienza d’Israele,
ma, al contrario del popolo eletto, riesce a superare il momento della prova
rivelando fedeltà al Padre e obbedienza fino al momento della croce…
Gesù sperimenta la fragilità della natura umana, le debolezze e, al termine,
dopo i quaranta giorni, simbolo di totalità, solo allora sente la fame…

È solo ora che si insinuano le tre tentazioni:
il saziarsi nel trasformare la pietra in pane,
l’operare un miracolo che, egoisticamente, salvi la vita,
il raggiungere la gloria, nel mondo, con un facile compromesso…

Un confronto tra Gesù e il Satana che avviene inanellando la Parola di Dio:
Satana cita le Sacre Scritture e proclama un facile antievangelo,
simbolo del tentativo, mai sopito, di distorcere la Parola
e piegarla a proprio uso e consumo…

Primo perdono da chiedere in Quaresima è il disinteresse intorno alla Parola,
e, forse peggio, l’utilizzo della Parola per dar forza ai conflitti,
e sostenere i propri discorsi di potenza, di gloria o di affermazione personale,
dichiarando, nell’autosufficienza, che non si ha bisogno di Dio…

Quaranta giorni, allora, con Gesù, per imparare, con la forza della Parola,
ad affermare l’autonomia dell’essere umano rispetto al mondo,
e a riaffermare la signoria di Dio che è l’unico a dare la vita e la salvezza…

don Enrico

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