Consiglio Pastorale. Importante incontro e confronto sulla situazione che stiamo vivendo e sulle prospettive più immediate

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Consiglio Pastorale. Importante incontro e confronto sulla situazione che stiamo vivendo e sulle prospettive più immediate


Martedì 9 Febbraio (via ZOOM), si è incontrato il Consiglio pastorale della Comunità.

Dalla riflessione sulla traccia che era stata inviata (QUI) e dalla visione del video proposto dalla Diocesi in preparazione alla Visita pastorale del Vescovo, ci siamo confrontati sulla situazione che stiamo vivendo e sulle prospettive più immediate.

Ecco una sintesi dell’incontro (a cura di Roberta)

Stiamo ancora vivendo l’immensità del mutamento che abbiamo affrontato e sperimentiamo la criticità dello sgomento, ma sappiamo che, per fortuna, c’è il Padre, rivelato da Gesù e abbiamo imparato ad invocare lo Spirito Santo.
Abbiamo bisogno, come ci ha insegnato il vescovo Carlo M. Martini, di ritornare alla Bibbia, meditata, letta e “macinata” nella nostra storia.
Per quanto riguarda la liturgia in questi mesi, superati i mesi di forte sconforto, abbiamo imparato a convivere con questa nuova situazione: sia i preti sia i laici piano piano si sono abituati a celebrare secondo le norme e in questo è bello registrare che ci siamo aiutati reciprocamente: anche questo è essere comunità!
Anche la celebrazione dei Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana è stata occasione di qualche scoperta (i piccoli numeri per le Prime Comunioni) e di sperimentare una vicinanza più intensa con e tra le famiglie.

Anche la Catechesi si è un po’ re-inventata con numeri più piccoli e chiedendo maggior coinvolgimento delle famiglie (da cui abbiamo avuto una risposta sorprendente).
Certamente però ci aspetterà un tempo dove dovremo sanare molte ferite dei nostri bambini, ma soprattutto dei preadolescenti e degli adolescenti (che hanno attraversato la chiusura proprio nel tempo in cui stanno affrontando a livello di sviluppo psicofisico, affettivo, relazionale).
La ripresa della celebrazione dei Vespri comunitari è stato un momento forte di ripartenza!
In questo tempo di dispersione abbiamo anche riscoperto la preghiera come ciò che ci sostiene nel bisogno, ma anche che tesse le nostre relazioni. Effettivamente abbiamo sperimentato un modo nuovo e intenso di essere comunità (cfr. foglio domenicale).
Più globalmente, il Covid ha messo a nudo le nostre fragilità e le nostre solitudini. La fragilità però può divenire una opportunità per ripensare al nostro modo di stare vicino alle persone. È necessario puntare all’incontro con modalità nuove.

L’uso della tecnologia ha decisamente cambiato il nostro modo di trasmettere la fede. Occorre trovare ciò che ci può aiutare… È il tempo in cui la comunità pensi a una pagina Facebook? Oppure alla trasmissione di Messe in streaming? (don Augusto proverà ad indagare la possibilità e le condizioni con l’ufficio comunicazioni sociali). Sull’uso della tecnologia qualcuno è perplesso e preferirebbe pensare al futuro tornando in un sistema di vera comunità.
Dobbiamo anche tenere presente quanto ha richiamato papa Francesco alla Chiesa italiana, che sembra rifugiata in uno stile di immobilità. E prosegue affermando che è sempre più necessaria una conversione alla sinodalità che parta dal basso. Suggerisce, inoltre, che la Chiesa italiana deve tornare ai contenuti del Convegno di Firenze (con i cinque verbi: USCIRE, ANNUNCIARE, ABITARE, EDUCARE, TRASFIGURARE) e deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi. Nel Convegno di Firenze c’è stata l’intuizione della strada da fare in questo Sinodo. Adesso, occorre riprenderlo: è il momento. E incominciare a camminare.

Si sono anche delineate, alcune note sulla prossima Quaresima:

· Dobbiamo riprendere, con coraggio, quello che facevamo prima, con le attenzioni necessarie! Ma certamente possiamo riprendere a riunirci: anche per una Via Crucis stanziale.
· Ciò che offrivamo, negli anni scorsi, era davvero tanto, ma non è possibile pensare ad un momento dove la Comunità converga e si faccia ospitale con quelli che attraversano la città per lavoro: noi in centro storico come possiamo aiutare le persone a trovare momenti di preghiera significativi? Quanto ci facciamo carico di essere comunità che accolgono queste persone? (oltre all’appuntamento quotidiano in s. Pietro in Gessate per la Messa alle 13.15, avevamo proposto altri appuntamenti in quella fascia oraria, ma la Comunità non era presente)
· Affidiamo alla Diaconia il compito di delineare, praticamente, come rispondere a queste sollecitazioni.

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