Sabato 23 Gennaio. Memoria di San Babila vescovo e i Tre Fanciulli martiri

Exemple

Sabato 23 Gennaio. Memoria di San Babila vescovo e i Tre Fanciulli martiri

Immagine in evidenza: Luigi Cavenaghi, San Babila, affresco strappato, Pinacoteca Ambrosiana.
Questo affresco che rappresenta il Santo con i tre fancilulli e due angeli originariamente decorava l’abside,
venne poi sostituito con il mosaico attuale che ne riproduce fedelmente la scena.

San Babila e i tre fanciulli, Particolare di ricevuta di S.Messa, 13.01.1846, stampa storica, Civica raccolta delle stampe Achille Bertarelli, Comune di Milano

Ricordiamo il martirio del santo patrono, Babila vescovo di Antiochia, e dei tre fanciulli, Urbano, Prilidano ed Epolono, martiri con lui.

La loro passione avvenne ad Antiochia di Siria, ora in Turchia: Bábila, vescovo, durante la persecuzione dell’imperatore Decio, dopo aver tante volte dato gloria a Dio tra sofferenze e tormenti, ottenne di morire gloriosamente legato a ceppi di ferro, con i quali dispose che il suo corpo fosse anche sepolto.

Insieme a lui si tramanda che subirono la passione anche i tre fanciulli che egli aveva istruito nella fede cristiana.

San Babila e i tre fanciulli, Particolare di ricevuta di S.Messa, 13.01.1846, stampa storica, Civica raccolta delle stampe Achille Bertarelli, Comune di Milano

Ricordiamo il martirio del santo patrono, Babila vescovo di Antiochia, e dei tre fanciulli, Urbano, Prilidano ed Epolono, martiri con lui.

La loro passione avvenne ad Antiochia di Siria, ora in Turchia: Bábila, vescovo, durante la persecuzione dell’imperatore Decio, dopo aver tante volte dato gloria a Dio tra sofferenze e tormenti, ottenne di morire gloriosamente legato a ceppi di ferro, con i quali dispose che il suo corpo fosse anche sepolto.

Insieme a lui si tramanda che subirono la passione anche i tre fanciulli che egli aveva istruito nella fede cristiana.

IL SANTO

La memoria «milanese» di San Babila è antichissima: la si trova già in codici nel IX secolo. Segno sia del legame tra la nostra Chiesa milanese e le antiche chiese orientali sia della fama di San Babila, vescovo di Antiochia, sulla cui morte esistono due narrazioni.
Secondo Eusebio di Cesarea, sarebbe morto di stenti in prigione al tempo dell’imperatore Decio (249-251), che scatenò una persecuzione definita dagli storici «scientifica» per la sua organizzazione capillare e severa, che spaventò molti anche perché giunse improvvisa.
Secondo Giovanni Crisostomo, invece, egli sarebbe stato decapitato per essersi opposto all’imperatore, che voleva partecipare alla celebrazione eucaristica con le mani grondanti sangue innocente. Per questo, forse, la tradizione ricorda con lui il martirio di tre ragazzi, i cui nomi e l’età sono stati conservati dalla tradizione siriaca nel martirologio di Rabban Sliba del XIII secolo (Barbado di 12 anni, Apollonio di 9 anni e Urbano di 7 anni); i nomi, con una variante e con ordine differente, sono anche registrati nell’Historia Francorum (I, 30) di Gregorio di Tours (+ 594), ove figurano come Urbano, Polidano ed Epolono.
Babila morì per difendere coloro che il Signore predilige: i deboli, i piccoli. Anche Ambrogio diceva: Ogni giorno sei chiamato ad essere testimone di Cristo. Lo testimoni confermando con i fatti l’adesione agli insegnamenti del Signore Gesù.
Il culto di san Babila e dei tre fanciulli, diffuso precocemente in Occidente, giunse anche a Milano. La presenza di questa memoria liturgica di origine siriaca in ambito milanese – attestata già negli antichi messali ambrosiani del IX secolo e nella chiesa stessa di San Babila di cui si hanno testimonianze certe a partire dal secolo XI – deve essere collocata fra i numerosi segni, noti e ampiamente studiati, del profondo influsso orientale sulla liturgia e sulla vita della Chiesa di Milano.
La commemorazione di san Babila e dei tre fanciulli fissata al 4 settembre nel Sinassario e negli altri libri liturgici della Chiesa greca, è invece attestata al 24 gennaio, sia in san Giovanni Crisostomo, sia negli antichi Martirologi siriaco e geronimiano; allo stesso giorno è conservata anche nel Martirologio romano. Oggi tuttavia, dopo la riforma liturgica attuata dal concilio ecumenico Vaticano II, la memoria di san Babila e dei tre fanciulli è stata anticipata al giorno precedente, 23 gennaio.

La memoria «milanese» di San Babila è antichissima: la si trova già in codici nel IX secolo. Segno sia del legame tra la nostra Chiesa milanese e le antiche chiese orientali sia della fama di San Babila, vescovo di Antiochia, sulla cui morte esistono due narrazioni.
Secondo Eusebio di Cesarea, sarebbe morto di stenti in prigione al tempo dell’imperatore Decio (249-251), che scatenò una persecuzione definita dagli storici «scientifica» per la sua organizzazione capillare e severa, che spaventò molti anche perché giunse improvvisa.
Secondo Giovanni Crisostomo, invece, egli sarebbe stato decapitato per essersi opposto all’imperatore, che voleva partecipare alla celebrazione eucaristica con le mani grondanti sangue innocente. Per questo, forse, la tradizione ricorda con lui il martirio di tre ragazzi, i cui nomi e l’età sono stati conservati dalla tradizione siriaca nel martirologio di Rabban Sliba del XIII secolo (Barbado di 12 anni, Apollonio di 9 anni e Urbano di 7 anni); i nomi, con una variante e con ordine differente, sono anche registrati nell’Historia Francorum (I, 30) di Gregorio di Tours (+ 594), ove figurano come Urbano, Polidano ed Epolono.
Babila morì per difendere coloro che il Signore predilige: i deboli, i piccoli. Anche Ambrogio diceva: Ogni giorno sei chiamato ad essere testimone di Cristo. Lo testimoni confermando con i fatti l’adesione agli insegnamenti del Signore Gesù.
Il culto di san Babila e dei tre fanciulli, diffuso precocemente in Occidente, giunse anche a Milano. La presenza di questa memoria liturgica di origine siriaca in ambito milanese – attestata già negli antichi messali ambrosiani del IX secolo e nella chiesa stessa di San Babila di cui si hanno testimonianze certe a partire dal secolo XI – deve essere collocata fra i numerosi segni, noti e ampiamente studiati, del profondo influsso orientale sulla liturgia e sulla vita della Chiesa di Milano.
La commemorazione di san Babila e dei tre fanciulli fissata al 4 settembre nel Sinassario e negli altri libri liturgici della Chiesa greca, è invece attestata al 24 gennaio, sia in san Giovanni Crisostomo, sia negli antichi Martirologi siriaco e geronimiano; allo stesso giorno è conservata anche nel Martirologio romano. Oggi tuttavia, dopo la riforma liturgica attuata dal concilio ecumenico Vaticano II, la memoria di san Babila e dei tre fanciulli è stata anticipata al giorno precedente, 23 gennaio.

Estratti da: Enrico Cattaneo, Il Santo e  Fonti e Documenti in La basilica di San Babila, pp. 35-36 e pp.118-122, Milano 1952 “Gli scienziati dell’agiografia cattolica offrono la lettura di tre “passiones” nei loro poderosi volumi1 alle quali Dom Peeters…

Estratti da: Enrico Cattaneo, Il Santo e  Fonti e Documenti in La basilica di San Babila, pp. 35-36 e pp.118-122, Milano 1952 “Gli scienziati dell’agiografia cattolica offrono la lettura di tre “passiones” nei loro poderosi volumi1 alle quali Dom Peeters…

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