Sotto la stella

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Sotto la stella


Gli ultimi mesi dell’anno, con la recrudescenza della pandemia, ci hanno fatto utilizzare con frequenza un termine per indicare la nostra condizione: pellegrini. Una voce che dice ad un tempo provvisorietà e movimento. Mai come oggi, di fronte all’icona dell’Epifania, sentiamo risuonare fortemente nella testa e nel cuore, questa descrizione della nostra vita.
Pellegrini e cercatori di meta, viandanti e indagatori di segni, impegnati a respingere le tante sirene che si incontrano e spostano l’obiettivo dell’andare.
Tanto belle le parole del beato papa Paolo VI in un’omelia per l’Epifania:

“Il racconto della ricerca dei magi è avanti al nostro spirito. Così semplice, così lineare, così luminoso: ci interessa per la sua bellezza, la sua drammaticità, la sua profondità. È, sì, la nostra stessa vita una continua ricerca, nella notte d’un invincibile mistero. Cerca chi prega, cerca chi lavora, cerca chi ama e chi soffre e chi studia e chi viaggia e cerca chi traffica. Cerca ognuno che vive, ed io penso che questa notte finalmente qualcuno può incontrare ciò che cercava”.

Quella stella che sosta a Betlemme e attira sotto di sé l’inginocchiarsi dei Magi, faccia luce anche sulle nostre spesso inconcludenti ricerche e dispersivi itinerari: il re adorabile è un bimbo senza corona. Non serve la corona dei potenti all’umile Dio con noi.

 

 

 

 

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