Sogni e parola

Exemple

Sogni e parola


Maria era fanciulla della piccola Nazareth,
ma da Nazaret, può mai venire qualcosa di buono? (Giovanni 1,46)...
Maria era donna di Galilea, la regione di impurità e meticciato religioso,
dove esclusione e derisione erano di casa presso gli Ebrei puri…
Maria era una povera tra gli anawim (i poveri del Signore),
gente guardata con sospetto dagli Ebrei del sistema religioso…

Maria contava nulla dal punto di vista dei grandi e degli importanti,
ma la sua gente, povera e piccola di Galilea,
sapeva che, prima o poi, le profezie antiche si sarebbero adempiute,
le profezie che annunciavano il regno del Messia…
Maria era donna inerme,
ma la sua gente, di Galilea, aveva lottato contro il dominio oppressore
e sapeva coltivare la solidarietà di chi crede al Dio delle promesse…
Maria era donna radicata nella fatica della sua terra,
ma, con la sua gente, sognava la redenzione d’Israele e la venuta del Messia…
Maria era cittadina della Galilea delle genti, al nord di Israele,
e, con la sua gente, credeva al Dio che aveva liberato dalla schiavitù in Egitto…
Maria è avvolta di una quotidianità domestica, popolare,
fatta di casa, di pane, di lavoro, di servizio, di amicizie, di acqua del pozzo…
Una quotidianità intrisa di sogni: sposare Giuseppe, formare una famiglia,
sperare un futuro migliore per la sua gente, per i figli che verranno…

Luca inizia il racconto nel sesto mese di Elisabetta, la sterile,
– e subito entriamo nell’inaudito, nell’impossibile a tutti
e prosegue con il promesso sposo, Giuseppe (che Dio aggiunga),
poi, richiamando le promesse del passato, afferma che si avvereranno,
grazie al Figlio che nascerà, che avrà per nome Gesù (Dio Salva)…
Maria che, come tutti gli Ebrei, pregava i Salmi,
comprende ciò che Gabriele sta dicendo:
è la sua storia, quella della fede del suo popolo, fedele alla Fedeltà di Dio…
Lei guarda se stessa, una giovane donna, promessa sposa,
che ancora non può avere un figlio, non convive ancora con Giuseppe:
ma lei sa che la Parola, che Dio dice, avviene, come nella creazione del mondo,
e apre il grembo per accoglierla e il cuore per custodirlo…
I sogni della giovane donna aderiscono per sempre al sogno di Dio…

Si imparano tante cose contemplando l’icona di Maria…
Imparo che i sogni umani, in Dio, acquistano pienezza e apertura d’orizzonti…
Scopro che, ogni giorno, nel mio quotidiano, inizia l’avventura del Vangelo!

don Enrico

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