Nessun tributo per il re

Exemple

Nessun tributo per il re


Ogni anno appare curioso proclamare una Parola evangelica,
così apertamente “pasquale”…
Eppure questa è una scelta antica:
alcuni anni fa un amico di una Confessione della Riforma,
mi narrava come anche Martin Lutero avesse posto, nel suo Lezionario,
la narrazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, nel cammino dell’Avvento…

Ogni anno superiamo l’apparente stranezza liturgica,
e parliamo dell’Avvento-Venuta di Gesù nella città, nella nostra città,
e del nostro corrergli incontro festosamente acclamando…

Tuttavia, quest’anno, l’abbinamento con la Parola profetica di Isaia,
ci può suggerire una riflessione interessante e, forse, più coinvolgente…

Isaia parla al popolo di Moab, un popolo parente di Israele
– erano discendenti di Lot, nipote di Abramo –
ma anche nemico, pronto a sfruttare ogni debolezza politica,
per scorrazzare nel territorio ebraico e razziare ciò che si poteva…
I Moabiti, avevano, comunque, bisogno della protezione di Israele
e, per questo, dovevano pagare un ingente tributo…
Mandate l’agnello al signore della regione, ricorda il profeta,
ma, in realtà, erano centomila gli agnelli del tributo da consegnare ogni anno…
Un esoso tributo che assicurava un po’ di protezione e di pace…

Ora, quando l’autorità della monarchia ebraica era tramontata da tempo,
giunge, inatteso, un discendente degli antichi re:
è Gesù, il giovane rabbì della Galilea che conclude il suo cammino,
i tre anni di annuncio evangelico, tra parole e gesti che rivelano l’amore di Dio,
salendo a Gerusalemme su un puledro, un animale non suo…
La sua non è la confisca di un re potente, e neppure la richiesta di un tributo,
Gesù chiede, umilmente, un prestito:
chiede il puledro, ma lo rimanderà qui subito

Il venire di Gesù, nel prossimo Natale,
come il suo tornare alla fine della storia,
non chiede un esoso tributo, non chiede una tassa da pagare…
A noi piacerebbe pagare qualcosa: una preghiera ripetuta pensando ad altro,
un rito consueto e abitudinario, una Messa assonnata nella notte…
No! Gesù non chiede tributi: è lui a donarsi, a guardare ogni cosa attorno
Forse chiede solo che gli si corra incontro gioiosamente
e lo si testimoni entrando da tutti, in amore gratuito, per “fare” il Natale…

don Enrico