Cosa accadrà?

Exemple

Cosa accadrà?


Gesù è sul monte degli Ulivi, con quattro amici della prima ora:
Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea, quelli a lui più vicini…
Forse dal loro discorrere, e dallo scrutare insieme le antiche Scritture,
erano nate domande e inquietanti prospettive:
cosa accadrà nel tempo successivo alla vicenda terrena di Gesù?

Gesù sa che il mondo, dopo la sua Pasqua, non sarà più lo stesso mondo:
e, per parlare di questa novità sconvolgente,
riprende tematiche e linguaggi degli antichi Profeti d’Israele:
il Tempio andrà in rovina e sarà distrutto,
accadranno eventi di grande sofferenza per donne ed uomini,
le comunità saranno sottoposte a inganni e violenze,
i rapporti umani, anche quelli più intensi, verranno sconvolti,
e, infine, il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria
per compiere il giudizio ultimo e definitivo…

Gesù utilizza un linguaggio codificato, secondo il genere apocalittico,
un linguaggio che vuole essere rivelativo e profetico,
pur risultando a volte oscuro e di difficile interpretazione…
Sorgono le inevitabili domande dei discepoli:
Quando sarà il giudizio? Quale sarà il segno del suo accadere?
Ovviamente, Gesù non vuole rivelare segreti:
Quando? Nessuno lo sa…
Il segno? È già presente nella fragilità della storia: guerre, carestie…
Per questo, Gesù esorta alla vigilanza e alla perseveranza…
I tempi duri per i discepoli diventeranno tempi di testimonianza:
per mezzo di loro, pur sconvolti, feriti e dispersi,
il Vangelo sarà annunciato a tutte le nazioni..
La salvezza verrà, dunque, non dal sapere date e segni,
ma dalla fede, intesa come sequela o attaccamento a Gesù…
In tutto questo sarà all’opera non tanto la forza umana dei discepoli,
ma quella che viene dallo Spirito Santo…

Anche noi vorremmo sapere: perché? quando? come?
E, nella bufera della pandemia, risuona, anche per noi, l’invito a leggere la storia,
e ascoltare la parola di Dio che sempre si proclama nel nostro oggi…
Chiamati, in nome dell’umanità intera, a vegliare e a restare vigilanti,
chiamati ad essere desti, esercitando l’intelligenza per discernere,
pronti a non essere trovati addormentati o spiritualmente intontiti,
perché tutta l’umanità sia in Dio e, in ognuno di noi, trionfi il Figlio di Dio…

don Enrico

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