Ascoltare e comprendere

Exemple

Ascoltare e comprendere


L’evangelista Matteo tende ad essere un vero educatore
e, spesso, focalizza la sua esposi­zione su una sola idea:
in questa parte di Vangelo, il vecchio pubblicano parla del regno dei cieli…
Il Regno si fa presente, è minacciato, ma si sviluppa,
va cercato e deve sempre essere purificato…

Per spiegare tutto questo a noi che, tramite lui, ascoltiamo Gesù,
e che dobbiamo diventare come bambini, Matteo riprende immagini quotidiane,
quelle della vita dei villaggi che Gesù attraversava:
se­mente gettata a casaccio, zizzania mescolata al seme buono,
un piccolo seme di se­nape e un pugno di lievito che s’ingrandiscono,
un tesoro e una perla trovati nella gioia,
rete con pesci buoni e cattivi, insieme pescati, ma, alla fine, da separare…

La parabola di oggi, che parla di semente e seminatore,
termina con un ammonimento: Chi ha orecchi, ascolti…
Gesù rivolge un appello alla libertà dell’ascoltatore:
il Vangelo può rimanere parabola per la folla incapace di comprendere,
ma può svelare i misteri del regno dei cieli
per chi si lascia sconvolgere dalla sua forza…
L’accogliere la Parola di Gesù distingue i discepoli dalle folle indeterminate;
la fede dei discepoli rivela la cecità degli altri
ma, allo stesso tempo, può sospingere gli altri a cercare oltre la parabola…

È Gesù stesso a condurre i discepoli alla comprensione della parabola…
Quegli stessi discepoli che dovranno guidare la Comunità, la Chiesa
alla comprensione della Parola di Gesù…
Gesù ci invita a coniugare, nella nostra vita due verbi, ascoltare e comprendere:
Quello seminato sul terreno buono
è colui che ascolta la Parola e la comprende…
Sia il popolo di Israele, sia il popolo dei discepoli di Gesù,
hanno spesso un cuore indurito, orecchi chiusi e occhi accecati,
Un popolo che ascolta, ma non sa comprendere la Parola del Signore
e, per questo, non fa alcun tentativo di conversione,
di ritorno a quel Dio che sempre attende per guarire orecchi e occhi incapaci…
All’assemblea che ogni domenica ascolta la Parola, si impegna nel comprendere,
è dato l’impegno di vigilare e prestare attenzione,
per perseverare nell’ascolto e nella custodia del cuore della Parola,
da custodire, meditare, difendere da chi ce la vorrebbe rubare…
In breve, basta avere fede in essa: nella Parola, nel Vangelo che è potenza di Dio…

don Enrico