Un servo fedele e inutile

Exemple

Un servo fedele e inutile


Colpo su colpo, la catastrofe irrompe,
e noi viviamo con Giobbe, l’uomo per cui Dio si mette in gioco con Satana,
il momento cui viene precipitato dall’altezza della felicità
nell’abisso della sofferenza…
Tutte le greggi, la servitù e infine i suoi stessi figli
sono distrutti, ad un tratto, dal succedersi di catastrofi inattese…
I messaggi di sventura si susseguono con tale rapidità, che mozzano il fiato
e, solo alla fine, Giobbe si alza in piedi:
è vinto dal dolore che esprime con gesti muti e tradizionali…
Satana si aspettava che Giobbe, privato dei suoi beni,
si ribellasse contro Dio e lo maledicesse, subito…
Avviene, invece, proprio il contrario:
l’uomo colpito gravemente dalla disgrazia si butta a terra e adora…
La parola che gli esce di bocca non è una bestemmia,
ma una benedizione: che il nome del Signore sia benedetto!
Le parole di Giobbe riassumono, in modo impressionante,
la situazione fondamentale della vita umana fra la nascita e la morte:
che cos’è l’uomo? che cosa gli rimane di proprio? Nulla!
Deve ritornare nudo là da dove è venuto…
Quella di Giobbe non è rassegnazione fatalistica,
e non è neppure un crollo psicologico…
È il riconoscimento che Dio è l’ultimo appoggio
a cui tende le mani, pregando, con una vera fede,
che è, insieme lotta e affidamento…

Forse è per questo che, all’episodio dell’apparente annientamento di Giobbe,
il Lezionario unisce le difficili parole di Gesù sui servi inutili
Con questa parola Gesù ci vuole insegnare la gratuità,
quella gratuità che è il fare qualcosa senza volere nulla in cambio:
servi senza utile, servi senza guadagno…
La gratuità è segno dell’amore del Padre, che è Dio,
verso i suoi figli che siamo noi…

Sappiamo bene che agire con gratuità non è facile, anzi:
quante cose religiose si fanno spesso per avere qualcosa in cambio…
Ma la Parola di oggi ci vuol far capire che si può anche cambiare:
non sentirsi mai padroni del poco che abbiamo, ed anche del poco che siamo,
non padroni orgogliosi, ma servi senza utile…
L’impegno evangelico non è inutile, ma non può mai essere questione di vanto…

don Enrico

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